www.montebelloblognwes.com - Tutto quello che accade a Montebello Ionico e ... molto altro ancora.

 



La "Sinistra l'arcobaleno" contro il carbone a Saline

Nella mattinata del 3 aprile i sostenitori e i candidati della Sinistra Arcobaleno, sfidando la pioggia e l'insolito freddo di questa primavera elettorale, si sono ritrovati presso l'Area ex Liquichimica Biosintesi di Saline Joniche per ribadire un fermo ed incondizionato "NO" all'ipotesi della multinazionale svizzera SEI di costruire una centrale elettrica a carbone in questa area già abbondantemente devastata dalle scellerate scelte dei decenni scorsi. Presenti al sit-in di protesta, oltre a numerosi sostenitori della lista "La Sinistra L'arcobaleno", anche Omar Minniti, coordinatore provinciale del PRC, Leo Autelitano, presidente dell’Ente Parco Aspromonte, Nino De Gaetano, consigliere regionale, Antonino La Rosa, segretario provinciale del PRC, Enzo Infantino, segretario provinciale PdCI, Stefano Perri, coordinatore FGCI e Francesco Forgione candidato al senato per la lista "La sinistra l'arcobaleno" e presidente della commissione antimafia. Dopo l'apertura dei lavori, operata da Omar Minniti, è stato il turno di Leo Autelitano che in un intervento, tanto mirato quanto pungente, ha dichiarato: «Siamo di fronte ad un ammasso di ferraglia, mai entrato in funzione, per il quale sono stati spesi in passato circa 300 miliardi di lire. Sulla zona sono state fatte speculazioni a non finire. Ora vorrebbero fare un’opera inconcepibile ed economicamente costosa». Autelitano ha poi parlato della recente istituzione del parco marino regionale dichiarando: « Se il parco si ferma a Spropoli e non a Capo D’Armi è colpa delle amministrazioni locali che non sono riuscite a rispettare i tempi per entrare nel progetto, ma lavoreremo anche per superare questo». Dello stesso avviso anche Forgione che nel suo discorso si è detto «indignato per la situazione presente a Saline Joniche» ed ha continuato: «E' tutta colpa della classe dirigente che non ha mai capito che bisogna investire sulle risorse di questo territorio che sono costituite dal mare e della montagna. Noi denunciamo lo spreco e l’influenza della mafia che ha fatto sparire quasi tutti i soldi destinati alla Calabria. Manca una politica industriale. Perché non si sviluppa il solare?». Posizione, questa, del tutto in sintonia con quella, più volte esposta, dalle varie associazioni locali che, ormai da alcuni mesi, sono impegnate in forum permanente per impedire l'arrivo del carbone a Saline e trovare delle alternative valide all'ipotesi industriale della multinazionale SEI. Ricordiamo che si sono dichiarati contrari ad una centrale a carbone a Saline di Montebello Jonico anche il Consiglio regionale calabrese e la Provincia di Reggio Calabria che hanno votato contro l'ipotesi progettuale della SEI, diversamente dall'amministrazione comunale di Montebello Jonico che, pur dichiarando la propria avversità al progetto, non ha dato seguito a nessun atto formale a conferma di questa posizione.

Etichette: , ,

postato da Bernardino F.L. Cardenas; alle 12:06 AM,

0 Comments:

Posta un commento

<< Home