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Bronzi di Riace, uno scudo venduto per 6 mila dollari

Il retroscena svelato dal ricercatore vibonese Giuseppe Bragò
Al momento del ritrovamento dei due bronzi di Riace, nel 1972, fu venduto ad un emissario americano di un importante museo, per un importo di 6 mila dollari (a fronte dei 25 mila richiesti), lo scudo appartenente ad uno dei due bronzi scomparso insieme ad una lancia.
I particolari della vendita dello scudo sono contenuti nel secondo libro sui Bronzi di Riace scritto dal ricercatore Giuseppe Bragò, che sarà pubblicato dalla casa editrice Pellegrini. Il libro sarà in vendita nelle librerie a partire dal 23 giugno.
C'è da dire che sulla scomparsa dello scudo e della lancia è attualmente in corso un'indagine dei carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Artistico, coordinata dalla Procura della Repubblica di Locri.
Nel libro di Bragò si afferma che lo scudo fu venduto a Roma in un ristorante gestito da un cittadino americano, e trattenuto da esponenti della 'ndrangheta che in un secondo tempo lo vendettero, attraverso un intermediario, ad un museo americano, che sborsò la somma di 6 mila dollari.
Un elmo sembra che finì nelle mani di un archeologo, ma il ricercatore vibonese ancora dovrà verificare i fatti su questo punto.
Bragò, nel corso delle sue ricerche, ha raccolto la testimonianza di una donna che vide il ritrovamento dei reperti ed il furto dei due oggetti appartenuti ai Bronzi.
Naturalmente il racconto della testimone è stato acquisito dai carabinieri che conducono l'inchiesta.
Sulla vicenda era inervenuto anche l'ex ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli che era intenzionato a risolvere il problema, ritrovando i pezzi mancanti dei Bronzi.
Speriamo che anche il nuovo ministro vada fino in fondo alla vicenda.
Esprimiamo il vivo sostegno e l'ammirazione al ricercatore Giuseppe Bragò che, incurante dei rischi che un polverone sollevato su una vicenda del genere poteva arrecare alla sua persona, è andato avanti nella sua ricerca della verità, per il bene della legalità e nell'interesse del nostro patrimono artistico.
(Nella foto la copertina del precedente libro del ricercatore Giuseppe Bragò)

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postato da Miguel Cervantes; alle 11:16 PM,

5 Comments:

At 3:05 PM, Anonymous Anonimo said...

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At 7:27 PM, Blogger luca pagni said...

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BRONZI RIACE:RICERCATORE,RUOLO 'NDRANGHETA SCOMPARSA REPERTI (ANSA)

- REGGIO CALABRIA, 14 MAG -

Anche le cosche della 'ndrangheta
ebbero un ruolo nella scomparsa di alcuni oggetti appartenuti ai Bronzi di Riace.

E' quanto emerge dal secondo libro del ricercatore vibonese, Giuseppe Bragho',
che sara' nelle librerie dal 23 giugno prossimo e che racconta le vicende relative al furto di uno scudo e di una lancia appartenuti ai Bronzi. Bragho', nel suo primo
libro, sostiene, attraverso documenti e testimonianze, che con i due guerrieri, trovati nel 1972 nelle acque di Riace, c'erano anche una lancia ed uno scudo e probabilmente anche un elmo.

Il ricercatore non esclude anche l'ipotesi dell'esistenza di una terza statua.

Sul presunto furto e' attualmente in corso una indagine dei Carabinieri del
nucleo di tutela patrimonio artistico che e' coordinata dalla Procura della Repubblica di Locri.

''La 'ndrangheta - afferma Bragho' - trattenne per se' semplicemente uno scudo che fu venduto in un secondo tempo, sempre tramite un intermediario. Un elmo ando' a un archeologo ma su questo ultimo argomento preferisco ancora mantenere un assoluto
riserbo perche' sto effettuando delle ulteriori veriche.

La 'ndrangheta si interesso' della cosa non potendo fare a meno di notare l'eccessivo interesse subacqueo che si svolgeva, sin dal febbraio del 1972,
proprio nel mare di localita' Agranci di Riace''.

Sulla scomparsa della lancia e dello scudo appartenuti ai Bronzi il ricercatore vibonese ha anche raccolto il racconto di una testimone, sentita anche dai magistrati di Locri, che vide il ritrovamento delle statue.

Il racconto della testimone e' contenuto nel nuovo di libro di Bragho'.

''Tutto inizio' - prosegue il ricercatore - per un fortuito episodio.

Nella rete di alcuni pescatori del posto rimase, infatti, impigliato qualcosa di strano che non era un pesce. Da quel momento, piu' e piu' persone si interessarono alla caccia al tesoro.

Ma quando ci fu l'intervento dei militari della Guardia di Finanza la 'ndrangheta non si occupo' piu' della vicenda.

Non era conveniente,infatti,avere tra i piedi i militari''.

(ANSA).

LE14-MAG-08 14:00 NNNN


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http://www.patrimoniosos.it/rsol.php?op=getarticle&id=41540

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BRONZI RIACE: RICERCATORE; ALTRI REPERTI, INTERVENGA BONDI (ANSA)

- REGGIO CALABRIA, 13 MAG -

Delle anomalie metalliche, probabilmente dovute alla presenza di altri reperti archeologici, sono state riscontrate nei pressi della zona di ritrovamento dei Bronzi di Riace, avvenuta nell'agosto del 1972, nel corso di accertamenti compiuti dal Servizio Tecnico dell'Archeologia Subacquea del Ministero dei Beni Culturali.

A renderlo noto e' il ricercatore Giuseppe Bragho', che ha scritto un libro dal titolo 'I Bronzi: le altre verita''. Bragho', che sta per pubblicare la seconda parte del libro che sara' nelle librerie dal 23 giugno, ha denunciato anche la scomparsa di una lancia e di uno scudo appartenuti ai Bronzi.

Sulla vicenda e' in corso una indagine dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Artistico coordinata dalla Procura di Locri.

''Ho chiesto - ha detto Bragho' - un incontro con il neo Ministro Sandro Bondi affinche' vengano compiuti accertamenti piu' approfonditi al largo di Riace.
Le anomali metalliche riscontrate potrebbero essere dovute a dei rifiuti
ma non e' escluso che ci possano essere anche altri reperti archeologici.

E' indispensabile, quindi, che vengano compiute delle ispezioni marine
per accertare in modo inequivocabile di cosa si tratta''.(ANSA).


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(ANSA) - REGGIO CALABRIA, 2 LUG

Un testimone avrebbe assistito al furto
di alcuni materiali appartenuti ai Bronzi di Riace.

Il testimone, sulla cui identita' viene mantenuto il massimo riserbo,
e' stato individuato dal ricercatore vibonese Giuseppe Bragho' che nei mesi scorsi,
dopo una ricerca durata qualche anno, ha denunciato il furto di un elmo, di una lancia ed uno scudo appartenuti alle due statue.

Bragho' ha segnalato la testimone ai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio artistico di Cosenza che stanno indagando sulla scomparsa dei reperti.

Il testimone, secondo quanto si e' appreso da Bragho', avrebbe assistito accidentalmente al recupero dei bronzi ed alla scomparsa di alcuni reperti.

Il racconto del testimone,che pare sia ricco di particolari utili per le indagini, e' stato acquisito dai carabinieri.

Nei mesi scorsi gli investigatori hanno acquisito dal ricercatore vibonese
una serie di fotografie e documenti dai quali emergerebbe che al momento del ritrovamento dei Bronzi di Riace, avvenuto 35 anni fa, con le due statue c'erano anche due scudi, una lancia e probabilmente anche un terzo 'guerriero' che pero' sono spariti.

La documentazione e' stata raccolta da Bragho' nel corso di ricerche compiute negli anni scorsi nell'archivio storico di Reggio Calabria.

''L'episodio raccontato dal testimone - ha detto il ricercatore Vibonese -
non e' l'unico ad essere avvenuto.

Pare che i furti siano stati diversi, svolti da personaggi disparati''.

Nelle settimane scorse Bragho' e' stato ricevuto da Silvana Rizzo, consulente culturale del Ministro Rutelli.

''Concretamente nel corso dell'incontro - ha aggiunto Bragho' - e' stato proposto un imminente, successivo incontro tra i vertici nazionali inquirenti finalizzato a fare il punto sulla vicenda. Tra l'altro mi hanno risposto positivamente alla richiesta
sulla pronta disponibilita' di una nave scientifica da ricerca, missione finalizzata ad analizzare la qualita' delle 'anomalie metalliche riscontrate nel 2004 nelle
adiacenze delritrovamento dei Bronzi e mai finora approfondite''.(ANSA).

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http://www.patrimoniosos.it/rsol.php?op=getarticle&id=27672

http://www.calabrialinks.net/portal/modules.php?name=News&file=print&sid=96

Vibo Valentia, 16 feb. (Apcom) -

Lancia e scudo di uno dei due Bronzi di Riace furono venduti a emissari del museo
Getty di Los Angeles. Questa la testimonianza del giornalista Rai Franco Bruno in una intervista pubblicata oggi da Il Quotidiano della Calabria.

La storia dei Bronzi è tornata d'attualità da qualche tempo, dopo che il Ministero dei Beni Culturali ha deciso di interessarsi ad un libro-dossier ("I Bronzi- l'altra
verità") scritto da uno studioso calabrese, Giuseppe Braghò.

Secondo il Quotidiano, qualche settimana fa il Ministro Rutelli avrebbe anche trasmesso il dossier alla Procura.

Bruno, nell'intervista, afferma che nel 1981 incontrò un mediatore di reperti, il quale affermava di aver trafugato uno scudo ed una lancia di uno dei Bronzi. A Bruno, il mediatore fece vedere due fotografie, una dello scudo ed una della lancia, affermando di averli trafugati e poi offerti agli emissari del museo Getty.

"Una volta trasmessi i servizi- ricorda Bruno al Quotidiano- scoppiò l'inferno".

Il giornalista fu convocato da un giudice e formalmente indagato dopo la deposizione.

"L'avvocato - ricorda ancora - è riuscito a convincere il giudice sul fatto che non fossi tenuto a rivelare la mia fonte e da allora non ne ho saputo più nulla...

Dopo qualche tempo, trovandomi a Roma, sono andato dal comandante dei carabinieri.

Ho chiesto se fossero stati al museo Getty ad indagare: lui disse di no, che erano in pochi, che non potevano concentrarsi solo su questo".

Quanto alle foto, il trafugatore non permise al giornalista di fare riprese né copie.

 
At 7:01 PM, Blogger luca pagni said...

ari amici e colleghi,
ad oggi 16 agosto 2008
sono passati 36 anni
dal 16 agosto 1972
quando i Bronzi di Riace
furono ufficialmente scoperti.

Visitate le pagine web aggiornate:

http://www.photographers.it/articoli/bronzidiriace.htm

e

http://bronzidiriace.style.it/

Noterete che su Vanity Fair n. 32
del 16 agosto 2007 a pagina 40 l’articolo su I bronzi di Riace, era pubblicato sopra la rubrica dell’attuale Min. Sandro Bondi, che fin da allora sapeva delle ricerche in corso…

Saluti e salute a tutti !

Luca Pagni

 
At 7:49 AM, Blogger luca pagni said...

REGGIO CALABRIA - Diventa sempre più intricata e misteriosa la vicenda del ritrovamento dei Bronzi di Riace. Una fotografia, scattata il giorno del recupero delle statue, dimostrerebbe, secondo il ricercatore vibonese, Giuseppe Braghò, l'esistenza di uno scudo che però non è stato mai trovato. La fotografia amatoriale è stata esposta nel corso di una mostra svoltasi quest'estate a Riace ed organizzata dalla Pro Loco.



Nel visionare le foto Braghò, autore di una ricerca e di un libro in cui si sostiene il furto di uno scudo e di una lancia appartenuti ai Bronzi, ha notato che dalla mano della statua cosiddetta 'Giovane' c'era un maniglione dello scudo che non è stato mai trovato. "Dalle foto - sostiene Braghò - si vede un oggetto che fuoriesce dalla mano sinistra del bronzo. E' facilmente intuibile che si tratta del maniglione dello scudo appartenuto alla statua e che non è stato mai ritrovato.

Dopo aver visto le foto della Pro Loco di Riace, scattate al momento del recupero delle statue,
mi sono recato al Museo di Reggio Calabria e tra gli oggetti esposti, trovati con i bronzi,
non c'é traccia di quell'oggetto che si vede nella fotografia".

Da diverso tempo Braghò, autore di due libri nei quali si sostiene il furto di oggetti
appartenuti ai Bronzi di Riace, sostiene anche che le statue erano tre e non due.

A suffragare questa tesi, secondo il ricercatore vibonese,
c'é una relazione fatta al momento del ritrovamento delle statue al largo delle acque di Riace.

"Nella relazione - aggiunge - si fa riferimento ad un gruppo di statue. Se fossero state solamente due avrebbero sicuramente indicato il numero preciso. E sempre nella stessa relazione vengono descritte i due Bronzi e viene scritto esplicitamente che era presente uno scudo sul braccio sinistro di una delle due statue. A supportare la tesi del furto degli oggetti appartenuti ai bronzi c'é anche la testimonianza di una donna che ho raccolto ed i cui contenuti ho diffuso nel mio ultimo libro". Sulla vicenda del presunto furto di oggetti appartenuti ai Bronzi di Riace è stata avviata anche una indagine compiuta dai carabinieri del nucleo tutela patrimonio artistico. L'attività investigativa, nata dalle ricerca di Braghò, non ha portato, almeno per il momento, a nessun esito.

Sia nel libro che nel dossier la scoperta dei Bronzi di Riace figura contesa tra Stefano Mariottini [chimico romano della Selenia ed esperto subacqueo. Su incarico della Soprintendenza della Calabria collabora nelle ricerche archeologiche subacquee fino al ritiro della delega da parte della dottoressa Anna Lisa Zarattini (subentrata alla dottoressa Elena Lattanzi nel 2005) soprintendente reggente a Reggio Calabria fino al 2 agosto 2006] e 4 ragazzi di Riace Marina: Cosimo e Antonio Alì, Domenico Campagna e Giuseppe Sgrò.

Quest’ultimo dichiara di essere stato chiamato in caserma, dai Carabinieri,
per riferire tutto ciò che sapeva su elmo, scudi, lancia e quanto altro dei Bronzi non era stato rinvenuto.

Disse “Cercavano riferimenti tra oggetti spariti dal mare ed il rapimento di Paul Getty junior: cosa c’entro, io, con questa storia?”. A stretto giro interviene Domenico Campagna: “Se manca della roba, l’hanno presa loro, i Carabinieri! Semplicemente chi era a guardia del posto poteva avvicinarsi. Il mare, dopo la nostra denuncia, era sorvegliato giorno e notte: si davano il cambio, le varie forze dell’ordine. Forse, se qualcosa sparì, è stato portato via prima, tra il momento della scoperta e quello della denuncia. Ne saranno passati non più di due, di giorni. Deve sapere che il mare era un po’ mosso, dopo il nostro avvistamento delle Statue, e per un po’ di tempo l’acqua era torbida, non si vedeva bene, e ciò ha cagionato che noi siamo ritornati ancora una volta, la mattina del diciassette agosto, prima di recarci alla Guardia di Finanza di Monasterace per comunicare il tutto, dopo aver segnato il posto con una ciambella gialla e rossa, avuta dalla cuginetta di Peppe Sgrò. Tenga anche conto che eravamo dei ragazzi, non tanto pratici quanto Mariottini: lui aveva perfino la muta! Chi l’aveva mai vista, quell’attrezzatura?”

Ma l’acqua della ricerca si fa ancora più torbida quando nel libro “I BRONZI - le altre verità” a pagina 13 si legge che Cosimo Alì il 16 agosto 1972 notò in acqua, a qualche centinaio di metri e di fronte la tenda, galleggiare un palloncino da sub, non capendo perché il Mariottini marcasse questo spazio… come se “avesse visto qualche preda importante” ... "Non è pesce e neanche carne... somiglia ad una statua...".
La stessa sera i ragazzi notarono il Mariottini che cercava di ripescare qualcosa ma finì per fondere il motore facendo un grande frastuono.

Per saperne di più visitate: http://www.photographers.it/articoli/bronzidiriace.htm

 
At 11:54 AM, Blogger luca pagni said...

Impegno del Ministro Sandro Bondi a riparlare del possibile trafugamento dei Bronzi di Riace

Venerdì 26 settembre 2008 a Roma
nel Palazzetto Mattei sede Società Geografica Italiana che conferiva il Premio Navicella alla carriere di Folco Quilici, il reporter romano Luca Pagni ha carpito un prezioso impegno del Ministro Sandro Bondi,circa le verifiche da farsi sul possibile trafugamento di parti dei Bronzi di Riace,
come denunciato dal Prof. Giuseppe Braghò di Vibo Valentia.

Per saperne di più, vedete il video
http://it.youtube.com/watch?v=fRI4UrQbVOc

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Il 2 agosto 2007 nel corso di una conferenza stampa al M.I.B.A.C.,
il Ministro per i Beni Culturali e Vicepresidente del Consiglio Francesco Rutelli, risponde al reporter romano Luca Pagni sulle indagini giudiziarie in corso volte a verificare il possibile trafugamento di parti dei Bronzi di Riace, come denunciato dal Prof. Giuseppe Braghò di Vibo Valentia.

Per saperne di più, vedete il video
http://it.youtube.com/watch?v=4SxBQsDGNAM

 

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