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Sciopero Generale: In Calabria sarà di 8 ore

Nella convinzione che la Calabria debba dare un segnale forte di disapprovazione delle Politiche antisud del Governo Berlusconi, lo staff di Montebello Ionico Blog News invita tutti i lavoratori Montebellesi ad aderire massicciamente alle 8 ore di sciopero generale indette per il prossimo 25 Novembre.
I segretari della Triplice hanno presentato la manifestazione contro la Finanziaria. A Locri l'appuntamento principale

LAMEZIA TERME. In Calabria il prossimo 25 novembre, in occasione dello sciopero generale contro la finanziaria, l’astensione dal lavoro sarà di otto ore invece delle quattro programmate dalle organizzazioni sindacali nazionali. Lo hanno deciso e segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil per sottolineare la gravità della situazione socio economica della Calabria. La decisione, hanno spiegato nel corso di una conferenza stampa i tre segretari generali della Triplice, Fernando Pignataro, Luigi Sbarra e Roberto Castagna, scaturisce dalle “preoccupazioni forti per l’escalation criminale, che con l’assassinio del vicepresidente del Consiglio regionale Fortugno, dimostra di aver superato tutti i limiti e di puntare direttamente a sfidare le istituzioni e tutta la società calabrese”. Saranno cinque le manifestazioni provinciali che si terranno in Calabria. La manifestazione principale si terrà a Locri, dove parleranno Raffaele Bonanni, segretario nazionale della Cisl; Fernando Pignataro, segretario generale della Cgil calabrese, e Pino Zito, segretario dell’Uil di Reggio. Per la provincia di Cosenza la manifestazione si terrà a Castrovillari e vedrà la partecipazione di Fulvio Fammoni, segretario nazionale Cgil oltre che di Roberto Castagna, segretario generale dell’Uil calabrese, e Paolo Tramonti, segretario della Cisl di Cosenza. A Catanzaro parleranno Massimo Di Menna, segretario nazionale della Uil; Luigi Sbarra, segretario generale della Cisl calabrese, e Sergio Genco, segretario della Cgil di Catanzaro. A Vibo Valentia parleranno Raffaele Blandino, segretario regionale della Cisl; Luciano Prestia e Raffaele Mammoliti, rispettivamente segretario della Uil e della Cgil vibonesi A Crotone, infine, la manifestazione vedrà la partecipazione di Carlo Podda, segretario nazionale della Cgil; Mimmo Tomaino, segretario della Uil, e Antonio Venneri, segretario della Cisl. Nel corso del confronto con i giornalisti i tre segretari hanno spiegato che lo sciopero generale è “senz’altro una grande occasione per stigmatizzare i gravi fatti criminosi, gli attentati alla libertà e alla convivenza civile; ma anche per manifestare la netta posizione dei lavoratori calabresi per il ripristino della legalità e la sconfitta della violenza e della mafia, quale elemento essenziale per lo sviluppo della Calabria”. Fernando Pignataro, ha sottolineato che “lo sciopero calabrese vuole essere una prima e grande risposta di popolo, del mondo del lavoro al terrorismo mafioso. Stiamo decidendo, insieme alle segreterie nazionali, - aggiunge - una grande manifestazione per le prossime settimane a Reggio Calabria”. Anche per Roberto Castagna “la situazione calabrese è arrivata ad un punto di criticità senza precedenti. La stessa manovra finanziaria, che il Governo si appresta a varare appesantisce ulteriormente il divario infrastrutturale produttivo e occupazionale della Calabria e mette in ginocchio i comuni, le province e la regione”. Una situazione che secondo il segretario della Uil calabrese si aggrava in relazione alla “crisi economica drammatica che vive il Paese, e che ha determinato l’aumento della povertà e dell’esclusione sociale, la diminuzione di capacità competitiva del sistema nazionale, la situazione di crescita zero o addirittura di recessione, la diminuzione dell’occupazione e l’aumento della disoccupazione, colpiscono in modo ancor più drammatico le aree deboli del Paese, il Mezzogiorno e, soprattutto, la Calabria, penalizzata dalla sua arretratezza strutturale e dall’assenza di politiche di crescita e coesione degli ultimi anni”. Per Luigi Sbarra “la legge finanziaria 2006 non contiene una visione strategica, un’idea di rilancio delle politiche di sviluppo e di competitività ed è peggiorativa della situazione economica, aggrava il rapporto deficit- PIL, non aiuta il sistema produttivo ad uscire dalla profonda crisi che l’attraversa, penalizzante per il Mezzogiorno, drammatica per la nostra regione. Oltre ai tagli conosciuti, la legge finanziaria - ha spiegato Sbarra - non solo non prevede per il Mezzogiorno risorse aggiuntive, ma riduce gli stanziamenti previsti per il Fondo Aree Sottoutilizzate e per gli incentivi alle imprese”.

Tratto da "Il Giornale di Calabria"


Dichiarazione di Luigi Sbarra Segretario Generale Cisl Calabria.

Lo Sciopero Generale Nazionale del 25 Novembre contro la Finanziaria darà l’esatta dimensione di quanto sia grande il malcontento e la contrarietà dei lavoratori e dei pensionati verso una politica economica e sociale del Governo che non aiuta lo sviluppo, non favorisce la crescita del paese, non sostiene i consumi delle famiglie e penalizza pesantemente con i tagli al sociale, agli enti locali, al pubblico impiego, alle infrastrutture ed agli strumenti di sostegno per investimenti e occupazione soprattutto il Mezzogiorno. Lo Sciopero Generale è finalizzato a modificare, introducendo nel dibattito parlamentare profonde correzioni, la Legge Finanziaria per renderla più equa e più sostenibile rispetto alle esigenze di cambiamento, rilancio e sviluppo del paese e del Sud. La Finanziaria non fa alcun riferimento e sono pertanto assenti le risorse necessarie per garantire la prosecuzione delle convenzioni per gli Lsu relativi all’annualità 2006 così come mancano interventi finanziari per incentivare processi di definitiva stabilizzazione dei precari Lsu ed Lpu a cominciare dalla Calabria. Al contrario vengono riproposti, in modo vergognoso, nel DL 203/05 collegato alla Finanziaria le concessione, al solo Comune di Catania così come già avvenuto per il 2005, delle somme necessarie per favorire le stabilizzazioni già avviate nel passato. Fiscalità di vantaggio, Investimenti per le Infrastrutture materiali e immateriali, riordino degli incentivi alle imprese, riorganizzazione della pubblica amministrazione, accesso al credito, formazione e innovazione, legalità e sicurezza sono le questioni decisive per sostenere una politica di crescita delle aree meridionali e per aiutare l’occupazione ed il lavoro specie per i giovani disoccupati. Tutto ciò manca nella Finanziaria del Governo Berlusconi che assesta un colpo durissimo alle politiche di sostegno del Mezzogiorno negando non solo il diritto al lavoro ma determinando un allargamento delle aree di povertà e di esclusione sociale con riflessi negativi sulle famiglie dei lavoratori e dei pensionati, specie calabresi, che fanno fatica ad arrivare a metà mese a causa della perdita costante del potere di acquisto di salari e pensioni. Ma lo Sciopero Generale del 25 Novembre ha in Calabria una ragione in più e vuole essere un campanello di allarme di un crescente e progressivo disagio dei lavoratori, pensionati e disoccupati verso l’attuale Giunta Regionale che fa fatica ad affermare una impostazione di totale svolta e discontinuità della sua azione di governo rispetto alle Giunte precedenti sui temi che riguardano: Lavoro e Formazione, Politiche Sociali e Industriali, Programmazione Negoziata, Turismo e Agro-Alimentare. La Giunta Regionale non può pensare che alcune emergenze sociali continuino a rimanere nella fase della perenne istruttoria: Forestazione e Stabilizzazione del precariato a cominciare degli Lsu ed Lpu, Politiche socio-sanitarie e Rilancio dell’apparato produttivo in Calabria rappresentano le questioni più urgenti da affrontare e risolvere con momenti di confronto e di concertazione presso la Presidenza della Regione. Lo stato di agitazione degli operai forestali già programmato per il rischio di non avere certezze nei pagamenti delle spettanze delle prossime mensilità ed il forte e legittimo malcontento dei lavoratori Lsu ed Lpu che rimangono in una inaccettabile condizione di precarietà impongono al Governo della Regione di mettere in campo soluzioni concrete ed operative passando dalle parole ai fatti. La nomina del nuovo Assessore Regionale al Lavoro, a tale scopo, si rende quanto mai urgente e necessaria anche per garantire un adeguato governo alle tante vertenze. Il Protocollo di Intesa, firmato tra Giunta e Sindacato e verso il quale pretendiamo assoluta coerenza e applicazione, richiama l’urgenza, tra l’altro, di dare risposte a queste specifiche emergenze Ecco perché la giornata di lotta di Venerdi 25 Novembre oltre che manifestare contrarietà e opposizione verso le politiche economiche e finanziarie del Governo Nazionale intende anche richiamare la Giunta Regionale alle proprie responsabilità e ad un maggiore impegno di programmazione e progettualità in direzione del cambiamento e della modernizzazione della Regione per dare risposte concrete ai bisogni ed alle attese dei lavoratori, pensionati e disoccupati calabresi.

Lamezia Terme 23.11.2005

postato da Bernardino F.L. Cardenas; alle 12:55 PM,

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