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L'emigrante, il Passo e Beatrice (Parte II)

Poi nella sua mente si alzò la polvere e vi gran confusione e scempio di pensieri, caddero alcune stelle e il cielo divenne schiumoso di nuvole fredde e d’improvviso piovvero parole… “pianto, io, Fossato, memorie, suono di zampogne, nenie antiche, ammonimenti naturali e presagi futuri, democrazia, tirannide, popolo, scempio, vituperie..e..a..amore”. Si strinse per il freddo intorno al cappotto. Seduto sul muretto del passo,guardò il vecchio frantoio ad esso adiacente,udì il vecchio suono delle stanghe e l’antico rito della macina! Volle sforzarsi di risentire il ragghjio degli scecchi, per ricordare un altro rumore tipico dei tempi andati. L’orologio segnava le ore 23 - Tra un’ora muore il giorno - disse. Pampogna sembrava un campo eliso per le anime notturne e per i ricordi dell’infanzia perduta. Lanciò uno sguardo lontano per vedere se ancora poteva scorgere le luci e i lumini di Peralella,dove riposano gli stanchi e macilenti corpi di queste nostre vite menzognere. Ma stavolta non li vedeva, per fortuna non li vedeva. Ancora erano molto lontane. Pensò che la vita è una camminata tra le strade irte e scoscese di Fossato che si conclude con un grande salto al di là del muro del passo. E quindi sorrise! Sorrise con sfida alla morte! Un cane in corsa scese da Sant’Anna e scappò via latrando e la civetta cantò! Ma non vi era nulla di strano perché erano bei suoni! Un ratto fuggì per andare chissà dove …chissà dove. Pensò alle sue emigrazioni in paesi lontani,eterno nostalgico del paese natio,vivendo per anni con l’incubo del peso della terra straniera sul proprio cadavere,ormai però era tutto finito,poteva riposare qui. Ricordò le vecchie seicento e la Milano,quella Milano che non voleva affittare le case ai meridionali,una Milano piena di sporchi terroni. Rivisse i compaesani che andò a trovare in cerca di aiuto,quelli a cui disse -”Aiutatemi non ho una lira. Sono così come mi vedete: sporco e stracciato”-e loro lo aiutarono. Ma queste sono altre storie! Si fecero le 24! In cima alla collina la luna gli parve più vicina e lui la osservò appollaiato sul muretto come una gallina solitaria;in mente gli venne la casa degli antichi padri che per lui avevano costruito ad Urgheri,ormai diroccata come tutte,ormai fradicia nelle ossa come tutti! Diede un ultimo sguardo al mare e gli sembrò di ricordarlo diverso,così come diverso ricordava il paese! Passarono ricordi allegri di gioventù e serenate e quindi seduto pianse con le mani sul viso. Caddero alcune lacrime e una dama bianca allora apparve con vesti evanescenti,lo carezzò e tutto più quieto gli parve. Si schiarì gli occhi e la voce e tutto era silenzio e pace. Solo la dama era sparita,i cani non latravano e la civetta era volata lontano chissà dove... chissà dove. Tutto venne appagato dalle lacrime quasi fossero liquide libagioni. Aprì il taccuino degli appunti e con un rosso vivo,pien di sbavature apparve scritto:

“DOLCE RIPOSO SPETTA A COLUI CHE PROVA CON DOLORE COME SA DI SALE LO SCENDERE E IL SALIR PER L’ALTRUI SCALE”

Una frase dantesca,un premio o forse una promessa? La dama sembrava Beatrice che forse si era spostata da Firenze? Nessuno può dirlo con certezza. Però a dir la verità Urgheri assomiglia a certi borghi della Firenze antica! Pensò di smettere di bere e si scrollò dalla polvere i vestiti,una polvere bianca,quasi di stelle che il vento impetuoso del momento aveva sollevato. Tornò a casa a dormire. Guardò una vecchia foto da giovane in compagnia di una ragazza dolce e chiuse gli occhi confidando nel sole del giorno dopo. Uno stereo ancora a quell’ora parlava e diffondeva “Caruso” di Lucio Dalla.

“… ma sì è la vita che finisce ,ma lui non ci pensò poi tanto anzi … si sentiva già felice e ricominciò il suo canto …. TE VOJO BENE ASSAJE … MA TANTO TANTO BENE ASSAJE…”


Fine

Racconto di Domenico Principato (Assoluto_1985@libero.it)
Nelle immagini: Casa Stellittano in via dei Martiri
Il racconto "L'emigrante, il Passo e Beatrice" è disponibile per il download in formato pdf nell'area Download Libri e Racconti.
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postato da Bernardino F.L. Cardenas; alle 9:08 PM,

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