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Elezioni Politiche, il trionfo di Berlusconi: una vittoria schiacciante alla Camera e al Senato

Gli elettori plasmano il Parlamento della seconda Repubblica
Berlusconi stravince le politiche del 13 e14 aprile 2008. Torna a Palazzo Chigi per la terza volta, in un Parlamento rivoluzionato dal voto popolare.
Scorrendo i voti espressi per la Camera dei Deputati, al PDL (Popolo della libertà) vanno 13.628.865 voti (37,38%) che, sommati a quelli del partito collegato della Lega Nord di Umberto Bossi (3.024.522 con una percentuale dell’8,29%), la coalizione di Berlusconi totalizza 17.063.874, cioè il 46,81%.
Nelle regioni del Sud il PDL era collegato al movimento autonomista di Raffaele Lombardo, l’MPA, che ha ottenuto 410.487 voti, cioè 1,13 %.
Sconfitto il PD (Partito Democratico) dell’antagonista Walter Veltroni, che si è fermato a 12.092.998 voti, pari al 33,17 %. Sommati ai voti del partito collegato IDV (Italia dei valori) di Di Pietro, cioè 1.593.675 (4,7%), si arriva a 13.686.673 voti, con una percentuale del 37,54 %.
Una differenza di 3.377.201 voti!
Successo per IDV di Di Pietro, che quasi raddoppia i suoi voti rispetto al 1996 (+ 716.516 e + 2%). Significa che gli italiani hanno fame di legalità e giustizia.
Terzo partito scampato allo “tsunami elettorale” è l’UDC di Pier Ferdinando Casini, che ha riportato 2.050.319 voti, pari al 5,62 %.
Non entrano in Parlamento forze storiche della Repubblica, come i Socialisti, la Sinistra Arcobaleno, la Destra di Storace, che non superano lo sbarramento del 4% alla Camera e dell’8% al Senato, necessario per chi corre da solo, senza apparentamenti.
Insomma, un terremoto iniziato da Veltroni, proseguito da Berlusconi e concluso dagli elettori.
Non ci sono più le ali estreme nel nostro Parlamento. Si è dato vita a due grandi partiti, come nei maggiori paesi europei e negli Stati Uniti, con l’aggiunta di partiti autonomisti (Lega Nord, MPA, SVP).
Si è semplificato, e di molto, il nostro quadro politico.
Con prospettive di vantaggi istituzionali a breve e lungo termine.
Analizzando il voto, Berlusconi ha vinto per il deludente governo Prodi (dal 1994 vince in Italia chi è al’opposizione), che ha spianato la strada al Cavaliere. Ma l’arma in più del PDL questa volta è stata la Lega, che è passata da 1.749.632 voti del 1996 (4,6%) all’8,29% attuale. Con un incremento di 1.274.890 consensi. I partiti Forza Italia e Alleanza Nazionale, divisi nel 1996, avevano totalizzato una somma di 13.752.038, incrementando in queste elezioni soltanto di 123.173 voti.
La Lega Nord ha intercettato anche il voto di protesta di fasce deboli della popolazione, un tempo appannaggio della sinistra estrema, oltre che quello relativo al bisogno di sicurezza dei cittadini e del federalismo, suo cavallo di battaglia.
Perché ha perso Veltroni? Sostanzialmente per i motivi per cui ha vinto il Cavaliere, e cioè la deludente prova offerta negli ultimi due anni dal governo Prodi, percepito dalla gente, come immobile, frenato dai troppi veti incrociati delle numerose forze che lo componevano. La semplificazione del quadro politico compiuta dagli elettori ne è una prova lampante. Veltroni non è riuscito a intercettare i voti del centro di Casini, né quelli persi dalla sinistra estrema. Quindi, anche se il PD è aumentato rispetto al 1996 facendo il confronto con l’Ulivo (DS più Margherita), per voti (164.636) e percentuale (quasi più 2 %), ciò non è bastato a superare il PDL.
Dicevamo di Casini che è sopravvissuto all’onda d’urto del “voto utile” lanciato da Berlusconi e Veltroni, anche se rispetto al 1996, ha perso 531.914 voti. I valori della famiglia, della vita, della solidarietà, della meritocrazia, insieme a quelli cristiani della nostra nazione, verranno difesi dal partito di centro.
C’è stato un successo dei partiti autonomisti: oltre la Lega Nord e la SVP (partiti autonomisti storici), si è affacciato l’MPA del siciliano Lombardo. La politica, si vede, non fa rima con la globalizzazione.
I partiti estremi, sia di destra che di sinistra, non hanno ottenuto il quorum per entrare in parlamento, e ciò significa che gli elettori hanno preferito i partiti di proposta a quelli che protestano e basta.
Certo, c’è adesso chi festeggia per la vittoria e chi si lecca le ferite per la sconfitta, ma il momento è, come si dice in gergo, “storico” per la politica italiana.
Senza essere tacciati di qualunquismo, possiamo ben dire che stavolta hanno vinto tutti: cittadini e istituzioni: col voto si sono eliminate le ammucchiate partitiche e le ingessature politiche che, ricordiamolo, hanno causato più danni che benefici al nostro sistema politico-istituzionale e al nostro sviluppo.
A Berlusconi e al suo prossimo governo, gli auguri di un buon lavoro da parte del Blog.


(Nella foto Berlusconi raggiante per la vittoria)

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postato da Miguel Cervantes; alle 10:23 PM,

1 Comments:

At 9:24 AM, Anonymous Anonimo said...

e' stato consegnato il governo del paese a Bossi e alla lega nord... voglio vedere se verra' fatto un ministro del sud... niente di niente... vergogna

 

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