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Riflessioni post voto di un libero cittadino

Girando, come è mia consuetudine, per la rete in cerca di notizie, opinioni, punti di vista, la mia attenzione è stata colta da un post, o meglio una lettera che il dr. Luigi Civita ha inviato a Oliviero Beha e che il noto giornalista ha pubblicato sul suo blog in forma di post. Condividendo e, ritenendo condivisibile dalla maggior parte degli italiani, le esternazioni del dr. Civita, pubblico integralmente quanto da lui scritto.
Faccio "schifo", mi perdoni chi legge

27.06.2006

Rifletto. Anche se non sono uno specchio, rifletto. Sono stato definito un c[beep] dal Presidente del Consiglio. Lo stesso uomo, una volta dismesse quelle vesti, mi ha reputato indegno di essere un Italiano. Ed ora Speroni dice che faccio "schifo", insieme a tutta l'Italia: sue testuali parole, come riportato dai giornali. A questo punto, comincio a domandarmi se il marcio sia davvero in me, perché tante accuse in così poco tempo pesano.
Nel momento in cui ho votato a sinistra, ho espresso la mia volontà; quando ho detto Si alla mia vecchia Costituzione e No ad un suo stravolgimento, mi sono fatto forte delle mie convinzioni. E mi chiedo, oggi, se sia giusto offendere un uomo solo perché abbia idee chiare su quanto si aspetta dalla classe politica che lo governa, perché non si lascia illudere da una tassa in meno, perché crede in una Costituzione che è tra le più belle del Mondo.

Vago pieno di dubbi tra i giornali online. Secondo il leader di An, "bisogna che la CDL rifletta sul perché [...] il centrodestra sia riuscito a mobilitare meno il suo elettorato.". Rifletto, ancora, e mi chiedo perché avrei bisogno di essere mobilitato, perché non potrei decidere da solo usando le mie facoltà intellettive, magari ignorando la campagna elettorale e puntando su di me.

Continuo a leggere. "Sopra il Po ha vinto il si." - devo rivedere la geografia, perché ero convinto che sopra il Po non ci fossero solo la Lombardia e il Veneto. E comunque sia, ha vinto il No, che piaccia o meno, perché l'Italia è una sola, non ci sono sopra e sotto il Po, a destra e a sinistra, dentro e fuori; se poi non ci si arrende all'evidenza, significa che qualche problema c'è.
Gibelli, vice presidente del Senato, dichiara che "le parti più avanzate del paese hanno votato si." - ed io da buon Napoletano, da Meridionale verace con il 74.8 di voti contrari alle modifiche, dovrei sentirmi negletto ed arretrato?

Questo referendum non richiedeva il quorum che, tuttavia, per la prima volta da anni è stato ugualmente raggiunto, ma "sono state le regioni di sinistra a votare di più". Comunque la si metta, c'è sempre di mezzo la colpa di qualcuno.

Mi sembra di capire, da buon ignorante in materia, che se decido di testa mia sono un poco di buono; dopo tante accuse ormai ci arrivo da solo, senza politici illuminati che continuino a spiegarmelo. Vuol dire che non merito i cambiamenti. Però, vi prego, amici miei, non continuate ad offendermi, perchè comincio a spazientirmi; se pure fossi un poveraccio senza capacità di discernimento, non avrei bisogno di umiliazioni, ma di una mano per capire dove sbaglio. Intanto, se qualcuno volesse trasferirsi in Svizzera come aveva promesso prima dello spoglio, sarò ben lieto di accompagnarlo alla frontiera.

Grazie dell'attenzione.

dr. Luigi Civita

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postato da Bernardino F.L. Cardenas; alle 2:00 PM,

1 Comments:

At 1:33 PM, Anonymous Anonimo said...

Grazie per aver pubblicato la mia lettera.

Luigi Civita

 

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