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La morte di Giacinto Facchetti, Presidente dell’Inter


Ha perso l’ultima partita, quella più importante.
Così la bandiera dell’Inter e della Nazionale, se n’è andato all’età di 64 anni, stroncato da un tumore che non gli ha dato scampo.
Era nato a Treviglio il 18 luglio del 1942. Ha trascorso tutta la sua carriera senza mai cambiare casacca. Dal 1961 al 1978 ha vestito infatti la maglia dell’Inter. E’ stato quindi quello che una volta si chiamava una bandiera di una squadra.
Nello stesso periodo ha vestito per 94 volte la maglia della nazionale, di cui per 70 con la fascia di capitano.
Finita la carriera di calciatore, è diventato vice presidente e poi presidente dell’Inter. E’ stato un simbolo autentico di calciatore e di uomo per tutti. Infatti, soltanto un’ espulsione in tutta la sua carriera.
Sandro Mazzola l’ha definito un galantuomo, un campione in campo e fuori.
Dino Zoff lo ha ricordato così: Un ragazzo straordinario, non si poteva non volergli bene.
Anche l’Uefa ha pianto la sua scomparsa, attraverso una nota apparsa sul suo sito internet.
Il capo dello Stato, Giorgio Napolitano ha inviato alla famiglia un messaggio di cordoglio sottolineando fra i valori che lo hanno contraddistinto la lealtà: Partecipo commosso al profondo dolore della famiglia per la morte di Giacinto Facchetti, uno dei maggiori protagonisti della storia dello sport italiano. Resta di esempio per le nuove generazioni l’attaccamento ai valori di lealtà e di agonismo che hanno fatto di lui un grande campione e manager. Simbolo dello sport italiano ha saputo dimostrare nel corso della sua lunga carriera non soltanto le doti tecniche di calciatore, ma anche la correttezza, la compostezza e la professionalità come dirigente. La morte di Facchetti rappresenta una grave perdita per il calcio e per lo sport italiano.
Si può dire che Facchetti è nato sportivo, da ragazzo praticò l’atletica leggera dove ottenne ottimi risultati grazie al suo fisico poderoso.
Come calciatore ha cominciato la carriera da attaccante nella Trevigliese, grazie al suo fisico possente, alto ed elegante.
Nel 1961 il mago Herrera lo ha voluto in squadra impiegandolo come terzino con compiti anche d’attacco: nasceva il terzino fluidificante che in carriera lo ha portato a segnare 59 reti in serie A e 3 in Nazionale.
Ha debuttato in serie A il 21 maggio 1961 a Roma con la vittoria dell’Inter per 2-0 contro i giallorossi. La domenica dopo nel tempio del calcio di San Siro ha segnato uno dei tre gol con cui l’Inter si impose per 3-0.
Con l’Inter ha vinto 4 scudetti (1963-1965-1966-1971), 2 Coppe dei Campioni (1964-1965) 2 Coppe Intercontinentali (1964-1965) ed 1 Coppa Italia (1978).
Ha disputato in totale 476 partite di campionato.
Con la Nazionale ha esordito il 27 marzo del 1963 chiamato dal CT Edmondo Fabbri ad Istanbul contro la Turchia; con la Nazionale ha vinto il titolo di Campione d’Europa nel 1968 ed è stato vice campione del mondo nel 1970.
Ha dato l’addio al calcio nel 1978.
Facchetti resterà per sempre nel ricordo di tutti.
Ecco il comunicato del F.C. Internazionale del giorno 4 settembre 2006 che annuncia la scomparsa del suo Presidente:
Giacinto Facchetti ci ha lasciato troppo velocemente per non confondere, in questi attimi, il dolore e la rabbia, il senso d’ingiustizia e la preghiera.
Ci ha lasciato dopo aver giocato, con determinazione e stile, l’ultima partita.
Spinto nel campo del dolore da un destino nascosto, improvviso, bastardo.
L’atleta, nella testa e non solo nel fisico, nella morale e nei riti di una vita quotidiana all’insegna della lealtà e dello sport, ha lasciato il posto all’uomo di 64 anni sorpreso, colpito, ferito, ma non vinto.
Ha stretto i denti, ha combattuto sorretto dall’affetto dei suoi cari, di Massimo Moratti, di tutta l’Inter e di tutti gli interisti, mai abbandonato dal campionato infinito di amici che aveva, che ha, che lascia attoniti, storditi, in Italia e nel mondo.
Ci ha lasciati il diciannovesimo presidente della storia dell’Inter, il campione nerazzurro e azzurro indimenticato e indimenticabile, il dirigente italiano stimatissimo in Fifa e Uefa, il marito, il padre, il nonno, l’amico.
Oggi ci ha lasciato Giacinto Facchetti, una persona per bene.

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postato da Miguel Cervantes; alle 10:12 PM,

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