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I Giovani Democratici Grecanici contro il progetto della SEI

«Salutiamo favorevolmente la presa di posizione del Partito della Rifondazione Comunista nell’affermare il suo secco no alla Centrale a Carbone». Esordisce così il comunicato stampa, diffuso dai giovani del PD dell’’Area Grecanica, per esprimere il proprio dissenso al megaprogetto della multinazionale svizzera SEI di costruire una centrale a carbone a Saline Joniche». Dopo l’intervento di Rifondazione Comunista, quindi, anche i giovani del PD dell’Area Grecanica intervengono sull’argomento e, con un comunicato, a tratti critico anche verso lo stesso PD, fanno sapere di ritenere il secco no espresso dal Partito della Rifondazione Comunista «l’unica voce che rimbomba nel silenzio assordante fatto registrare dalla politica in questi ultimi giorni». «Come giovani – si legge sul comunicato - crediamo che un partito importante come il PD non possa restare a guardare, ma debba esporre il proprio pensiero, anche per stimolare la sua base ed attivare così il dibattito sull’opportunità di tale progetto». «La nostra estrazione ambientalista – continuano i giovani democratici -, che non è estremista, ma concreta, ci porta ad esprimere contrarietà ad un progetto che sa di vecchio, di rivoluzione industriale. Il carbone, una fonte fossile, non può rappresentare il futuro energetico del nostro Paese». I giovani del partito di Veltroni, quindi, spiegano di essere favorevoli allo sviluppo delle fonti alternative e di aspettarsi che il loro partito esprima il dissenso ad un progetto così scellerato e sia «al fianco delle popolazioni che sembrano intenzionate a protestare». «Se il dissenso totale delle popolazioni locali – continua la nota - non ferma la macchina degli interessi economici, la politica deve amplificare la voce dei cittadini, facendosi portavoce, nelle sedi competenti, delle istanze, delle preoccupazioni e delle eventuali proposte alternative». A questo punto il tono del comunicato si alza. «Nell’Area Grecanica – scrivono i giovani democratici – siamo alla beffa, perchè invece vederci ripagati per quanto abbiamo subìto (la Liquichimica, il Porto, la ferrovia lungo la costa...) siamo qui a parlare della possibilità di perpetrare un ulteriore sopruso, l'installazione di una centrale elettrica inquinante». «Perchè non realizzare un mega impianto fotovoltaico, un mega impianto eolico, un mega impianto per lo sfruttamento della biomassa? Dopotutto – continua la nota - siamo la Regione che in "Europa" ha più ore di sole/anno, più ore di vento/anno e maggiore quantità di boschi. La risposta a tale domanda viene fornita, a chiusura della nota, dagli stessi autori che, provocatoriamente, spiegano come puntare su uno sviluppo sostenibile «sarebbe troppo intelligente, troppo bello, troppo innovativo, per un’area che vuole riscattarsi ma che purtroppo vediamo ancora mortificata e ricacciata indietro sulla strada del progresso».

Fabio L. Macheda

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postato da Bernardino F.L. Cardenas; alle 1:26 AM,

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