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Megacentrale Saline Joniche: il carbone incombe

Tra il 18 e il 20 giugno scorso, SEI ha presentato agli organi competenti il Progetto Definitivo, lo Studio di Impatto Ambientale, comprensivo di documentazione per il rilascio dell’Autorizzazione Ambientale Integrata, lo Studio Architettonico e la Sintesi non Tecnica relativi al progetto della centrale di Saline Joniche. Tra le varie Amministrazioni coinvolte, complessivamente più di 25, ricoprono un ruolo di particolare rilevanza: il Ministero dello Sviluppo Economico, il Ministero dell'ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Regione Calabria, la Provincia di Reggio Calabria e i Comuni di Montebello Jonico, Motta San Giovanni, Melito di Porto Salvo, Bagaladi, Roghudi, Condofuri, San Lorenzo, Calanna e Reggio Calabria. Contestualmente alla presentazione del progetto è iniziata sulle pagine pubblicate da "La Gazzetta del Sud" e "Calabria Ora" la campagna di pubbliredazionali promossa da SEI che avrà il compito di spiegare il progetto della Centrale di Saline Joniche. Il faraonico progetto della SEI, secondo i dati tecnici diffusi sul sito della multinazionale, dovrebbe occupare una superficie totale di mq 322.750 di cui mq 101.412 interamente coperti per una volumetria totale degli edifici di mc 2.853.450. L'altezza prevista per la ciminiera dell'impianto è di 180 m. Per la produzione dell'energia elettrica verrà utilizzato del polverino di carbone che dovrebbe garantire una potenza elettrica erogata di 1.320 MWe. Il ciclo di produzione avrà un rendimento complessivo del 45%,che se confrontato col 35 % delle tradizionali centrali a carbone indica un sensibile miglioramento del ciclo produttivo. Nonostante ciò tale dato è indicativo del fatto che il restante 55% dell'energia utilizzata per la produzione di corrente elettrica dovrebbe essere dissipato e quindi disperso in calore. Il sistema di refrigerazione dell'impianto utilizzerà l'acqua di mare. Le tonnellate di carbone che la caldaia della centrale sarà in grado di bruciare saranno 400 ogni ora per un funzionamento previsto di 8000 ore all'anno. Ma andiamo ora ad esaminare le emissioni che - sempre secondo le dichiarazioni dei vertici SEI - dovrebbero esser emesse in atmosfera: 2.912 t/anno di NOx (NO2 ecc.), 2.912 t/anno di SOx (SO2 ecc.),4.360 t/anno di CO,7.600.000 t/anno di CO2 e 436 t/anno di polveri. Unitamente alla centrale dovrebbero inoltre essere costruite un elettrodotto di 380 KV lungo 35 KM, che collegherà la centrale alla Rete di Trasmissione Nazionale sulla linea "Sorgenti-Rizziconi", ed un carbonile, completamente chiuso, della capacità di stoccaggio di 300.000 tonnellate. La durata totale del cantiere per la costruzione della centrale e delle opere ad essa connesse dovrebbe essere di 50 mesi. I dati diffusi parlano chiaro e non hanno alcun bisogno di commenti. Questo è il futuro che incombe su Montebello Jonico ed i comuni limitrofi. Rimane ora da capire quante sono le persone che sperano in un futuro del genere e quante quelle che invece vedono come apocalittico lo scenario appena descritto. Intanto la parola e le decisioni da prendere ora sono in mano ai tecnici ed alla politica calabrese ed italiana che, speriamo almeno per una volta sia in grado di prendere la decisione giusta per garantire sia la salute dei cittadini, che lo sviluppo sostenibile di un territorio che già una volta ha dovuto sopportare le tristi conseguenze di un miraggio industriale poi rivelatosi misero fallimento.

Fabio L. Macheda

Tutte le informazioni e le immagini sono state tratte dal sito ufficiale della SEI.

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postato da Bernardino F.L. Cardenas; alle 3:45 PM,

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