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Coordinamento Associazioni Grecaniche, ribadito il "No al Carbone"

Montebello Jonico – Riprendono gli incontri del Coordinamento delle Associazioni dell’Area Jonica. Nato per impedire la realizzazione della centrale termoelettrica di Saline Joniche, il coordinamento è formato dai rappresentanti di oltre trenta realtà associative che, dopo aver detto “No” all’ipotesi realizzativa della multinazionale svizzera SEI, ora si accingono a proporre soluzioni di sviluppo alternativo. Dopo il 19 settembre scorso, data in cui la SEI aveva annunciato ufficialmente di aver richiesto la sospensione dell’iter autorizzativo per la realizzazione della centrale termoelettrica di Saline, i lavori del coordinamento avevano subito una breve fase di stasi. Ma, nei giorni scorsi, i membri dell’organizzazione si sono incontrati nuovamente col preciso intento di rivitalizzare la loro azione e passare alla fase propositiva della loro campagna. Secondo i componenti del coordinamento, infatti, «il NO incondizionato alla realizzazione dell’impianto proposto dalla SEI deve necessariamente essere legato ad ipotesi che, promuovendo possibilità di sviluppo alternativo, scongiurino la cosiddetta opzione zero». Occorre cioè trovare soluzioni per favorire una crescita ecosostenibile del territorio ed evitare che l’area grecanica, seguitando ad essere relegata in quella depressione economica ormai ritenuta endemica, continui a rappresentare un investimento appetibile per gruppi dai progetti industriali simili a quelli della SEI. Fulcro dell’ampia e partecipata discussione, che è seguita a tale presa d’atto, è stata l’analisi di un documento redatto dall’ing. Salvatore Orlando, dirigente del settore regionale di programmazione.
In tale documento, che racchiude ed esplica le strategie ed i progetti, relativi all’area grecanica, contenuti nella Programmazione Operativa Regionale 2007/2013, viene scritto a chiare lettere che «l’indirizzo univoco che emerge sul futuro dell’area Ex Liquichimica è quello della sua trasformazione in un simbolo positivo, un grande attrattore ambientale e culturale per lo sviluppo del turismo sostenibile, un Parco della Sostenibilità all’interno del quale coniugare innovazione in campo ambientale e produzioni locali». Secondo quanto espresso sul documento in questione, in definitiva, si propone di avviare un nuovo percorso che inverta quello attuale «caratterizzato da scelte miopi e fallimentari» e, «partendo dalla riscoperta dei luoghi e della loro memoria storica, porti subito al ripristino delle corrette condizioni ambientali attraverso la bonifica del sito industriale, il recupero della spiaggia e dei fondali, la tutela e la valorizzazione delle aree ambientali di pregio (Sic Saline Joniche, Sic Zps Capo d’Armi, Sic Pentedattilo), la tutela e la valorizzazione delle essenze tipiche del bergamotto, del gelsomino». Visione pienamente condivisa dai rappresentanti del coordinamento che sottolineano come tali propositi, messi insieme a progetti, come la realizzazione della nuova strada statale 106, il LIFE, presentato dalle associazioni in partenariato con il comune di Montebello Jonico, e quello, già finanziato con 50 milioni di euro, per la bonifica dell'area industriale e portuale, possano «delineare un quadro alternativo per lo sviluppo dell'area». Tuttavia, per poter essere funzionali alle contingenze del territorio, tali prospettive necessitano di un inquadramento realizzativo certo e temporalmente definito. Per tale motivo, al termine dell’assemblea si è giunti alla conclusione di chiedere come, e soprattutto in che tempi, i vari enti coinvolti intendano realizzare gli interventi preventivati. Si è stabilito, quindi, di organizzare un incontro pubblico, concordato coi rappresentanti istituzionali e politici, in cui chiedere l’assunzione di impegni concreti, che finalmente diano ai cittadini quelle certezze fino ad oggi sempre mancate.

Fabio Macheda (Il Quotidiano della Calabria)

postato da Bernardino F.L. Cardenas; alle 11:56 PM,

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