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In gioco le sorti di un popolo

Lo Stato "e tutti i suoi apparati di legalità e sicurezza" devono intervenire concretamente per contrastare efficacemente le arroganti azioni intimidatorie di vili 'ndranghetisti contro le associazioni cooperativistiche. Questa la forte e pressante richiesta che il vescovo Bregantini rivolge allo Stato in seguito all'azione intimidatoria perpetrataì ai danni dell'associazione "Don MIlani" di Gioiosa Jonica. Il presule locrese nel constatare che nell'arco di pochi giorni, ma a volte anche "a distanza di poche ore", si è costretti a denunciare gravi atti di intimidazione compiuti ai danni di "strutture, associazioni, imprese e persone impegnate a costruire percorsi di sviluppo, legalità e liberazione per la nostra terra e nella nostra terra, prende "atto, con sconcerto e desolazione, del gesto intimidatorio ai danni del Centro "Don Milani", ed esprime al presidente della "don Milani, Francesco Rigitano, ed a tutti i suoi collaboratori e ai dirigenti regionali di Libera, "vicinanza ed affetto in questi momenti di aggressione". Nei giorni scorsi, il vescovo e la diocesi, "ripetutamente", si sono rivolti alla società civile e a tutti i cittadini onesti e per bene, "affinché facciano sentire la loro voce, non si pieghino alle minacce del male, non arretrino di fronte alla premeditata e strutturata offensiva delle forze della 'ndrangheta e dell'antistato.", e poichè quell'appello non sembra essere stato accolto, oggi Bregantini dichiara di sentire il dovere e il bisogno di rivolgersi principalmente allo Stato e a tutti i suoi apparati di legalità e sicurezza. La chiamata alle proprie "responsabilità" dello Stato si rende necessaria anche perché,- sottolinea il vescovo di Locri-,"in Calabria e nella Locride si sta portando avanti una vera e propria battaglia contro strutture di peccato potenti e organizzate, capaci di attaccare o corrompere anche il più forte dei sistemi democratici. In Calabria - continua Bregantini - è in gioco, non solo la sicurezza e lo sviluppo economico e sociale, ma anche e soprattutto la democrazia". Pertanto appare "urgente ed importante che lo Stato comprenda che qui si sta decidendo il futuro democratico di un popolo. "La Calabria non è un problema dei calabresi". La Calabria è una questione che riguarda l'Italia intera.". "Lo Stato ha il dovere, e noi rivendichiamo con forza questo, di essere serio e capace nella lotta alla 'ndrangheta. Morti su morti, intimidazioni su intimidazioni, illegalità su illegalità, ecco come si vive ogni giorno in questa terra. Lo Stato non può più fare finta di niente. Non è possibile girarsi dall'altra parte. La Calabria fatica a sentirsi una figlia prediletta". "Si può anche chiedere al cittadino di essere eroe.". E si può "pure educare i nostri giovani all'eroismo.". Ma non può fare a meno di porre in grande risalto che "lo Stato, però, deve fare di tutto per riportare la normalità civile e democratica in questa terra".

Nella foto il Vescovo di Locri, Mons. Giancarlo Bregantini

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postato da Vladimir Ilic Uianov; alle 9:38 PM,

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