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La raccolta differenziata lascia a desiderare

Il Comitato di cittadini “Leone Sgrò” denuncia che la raccolta differenziata dei rifiuti porta a porta nel comune di Montebello Jonico, in special modo nelle aree interne, lascia ancora a desiderare.
Dopo aver inviato una lettera al sindaco di Montebello avv. Loris Nisi, chiedendo di intervenire per rimodulare il servizio “porta a porta”, i componenti del Comitato si son visti rispondere non dal sindaco, bensì dal responsabile del settore economico - finanziario del comune, su ordine del primo cittadino.
E’ questo, per prima cosa, un atto indelicato nei confronti del Comitato, che cerca di dare il suo contributo per fare funzionare al meglio un settore importante come quello dei rifiuti, visto il totale disinteresse dimostrato da parte della giunta e dei consiglieri comunali. In secondo luogo, chi ha le responsabilità politiche delle scelte e delle decisioni amministrative del nostro comune, deve assumersi le proprie responsabilità, senza delegarle ad altri.
Ma vediamo nel merito cosa ha risposto il comune al nostro Comitato.
L’Ente ha stabilito di attivare il servizio “porta a porta” per le utenze mirate e per le zone delle città più “significative”, cioè nelle aree a più alta concentrazione di popolazione (come da ordinanza del Commissario per l’emergenza ambientale n. 5422 del 13.3.2007) e dove le abitazioni sono contigue e gli operatori hanno meno difficoltà a raccogliere i rifiuti direttamente dal piano stradale delle vie principali. Si afferma inoltre che la scelta di operare in tale modo è obbligata perché il servizio viene effettuato con 2 soli operatori assunti part-time.
Ora, è singolare che il servizio dei rifiuti venga svolto in virtù degli operatori assunti, e non viceversa. Il numero degli operatori assunti deve essere stabilito in base al servizio che si deve svolgere, dice il Comitato. Poi nella risposta forniteci del comune si precisa che è stato istituito il servizio “porta a porta” in modo diverso nelle diverse frazioni e che nelle frazioni montane si sono potenziate le attrezzature per la raccolta differenziata in modo di avvicinare il più possibile i punti di raccolta alle utenze.
Se risulta innegabile che Saline è la frazione più popolata, è altrettanto vero che il servizio della raccolta dei rifiuti nelle aree interne non è stato affatto potenziato. Basta considerare che a Fossato (la maggiore frazione interna al comune) sono presenti soltanto 2 contenitori per la raccolta del vetro (campana verde) e posti entrambi al centro del paese. Non ci sono contenitori del vetro all’esterno degli esercizi commerciali (bar, botteghe, alimentari) come era invece da prevedere (questa anomala dislocazione dei contenitori del vetro riguarda tutto il territorio comunale). Nello stesso tempo non vi è traccia di contenitori per la raccolta dei rifiuti organici (quelli di colore arancione che, stando al depliant della società “Fata Morgana”, si dovrebbero trovare in tutte le vie cittadine) neanche nei negozi ortofrutticoli, o nelle adiacenze del cimitero. Né abbiamo ancora visto quel cassonetto di colore arancio rossastro per la raccolta degli indumenti usati. Non si trova né a Fossato, né a Montebello, né a Saline.
Eppure la Fata Morgana lo indica in ogni via principale. Ma di quale comune?
Nella lettera di risposta si fa notare che nelle frazioni di Masella, Montebello, Fossato, si sono distribuite lettere di presentazione del progetto e materiale illustrativo famiglia per famiglia. Ciò non risulta. La maggior parte delle famiglie non ha ricevuto i depliant e la campagna di sensibilizzazione è stata pressoché nulla. Eppure l’ordinanza citata (la n. 5422 del 13.3.2007) del Commissario per l’emergenza ambientale ha disposto “che la società attivi in tempi brevi la campagna di sensibilizzazione perché venga garantita già dal primo anno la raccolta della frazione organica”. Come si può constatare, la società Fata Morgana non ha installato al momento, nemmeno i cassonetti arancioni per la raccolta dei rifiuti organici.
E veniamo al meccanismo di raccolta che, secondo il comune di Montebello, incoraggia la differenziazione dei rifiuti, premiando con riduzioni tributarie le utenze che collaborano e si dimostrano sensibili. Questo meccanismo, invece, per il Comitato sta svolgendo l’effetto contrario, cioè scoraggia le richieste per la raccolta differenziata.
Basta andare a verificare quanti utenti (pochi) hanno presentato la domanda. Questo perché il comune ha instaurato un meccanismo macchinoso per i cittadini a cominciare nella domanda di richiesta che prevede i dati catastali (foglio, particella, rendita catastale, superficie Mq) e il numero di concessione edilizia e di condono edilizio. Informazioni che non possono essere richieste ancora una volta agli utenti perché già in possesso delle amministrazioni pubbliche. Lo schema di domanda per ottenere gli sgravi fiscali con la differenziata sembra mirato più a controllare e a castigare i cittadini, anziché premiarli invogliandoli alla raccolta differenziata.
Un altro aspetto perverso del meccanismo è la catalogazione dei sacchetti distribuiti agli utenti: ogni famiglia avrà un codice da trascrivere nei sacchetti con un pennarello; gli addetti alla raccolta dovranno scartare tutti i numeri dai contenitori e stabilire le famiglie che hanno consegnato più di 120 sacchetti (avranno una maggiore riduzione del 22%, oltre allo sconto normale del 3% prevista per le abitazioni), le famiglie che avranno consegnato tra 80 e 120 (maggiore riduzione del 12%) e chi avrà consegnato tra 40 e 79 (ulteriore sconto del 7%).
E' mai possibile organizzare un servizio del genere? Per il Comitato va cambiato immediatamente.
E non va bene nemmeno la frequenza della raccolta differenziata, “porta a porta”, che è ogni 15 giorni per ogni singole frazione. Secondo tale schema, i cittadini montebellesi dovranno tenere il materiale differenziato nelle loro abitazioni per tutto questo tempo, e poi posizionarlo nel giorno stabilito per la raccolta nei contenitori in strada.
Il Comitato perciò, chiede all’amministrazione comunale:
A) Di rendere più semplice la domanda per richiedere le agevolazioni, eliminando la dichiarazione dei dati già in possesso delle amministrazioni pubbliche;
B) Di attuare lo sconto ulteriore in base al numero dei componenti le famiglie (quella composta da 4 persone avrà uno sconto doppio rispetto a quella composta da 2) e non in base ai sacchetti consegnati, di difficile attuazione.
C) Di ridurre la frequenza della raccolta a 7 giorni
D) Di potenziare il servizio di raccolta con l’assunzione di almeno altri 2 operatori
E) Di inserire i contenitori per la raccolta dei rifiuti organici e degli indumenti usati
Con questi accorgimenti, risulterà agevole per i cittadini aderire al progetto e agli operatori attuare la raccolta in modo efficace.

IL COMITATO CIVICO “LEONE SGRO’


(Nella foto inviataci, il cimitero di Fossato privo di contenitori per i rifiuti organici)

Comunicato stampa del Comitato civico "Leone Sgrò"

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postato da Miguel Cervantes; alle 9:55 PM,

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