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Che succede al comune di Melito?

La Corte dei Conti “bacchetta” il Comune contestando in fatto ed in diritto, talune emergenze.

Il consigliere Vincenzo Vinci convoca una conferenza stampa


La matassa politica melitese in questi ultimi tempi si è fatta piuttosto intricata. Molte sono le questioni sul tavolo del dibattito politico. Il sindaco del comune di Melito di Porto Salvo ed i Revisori dei conti, contravvenendo ad un preciso obbligo di legge, hanno, di fatto, impedito ai Magistrati della Corte dei Conti di acquisire gli elementi necessari all’esercizio di una così delicata funzione di controllo.
“Ciò,scrivono i Magistrati, oltre a sostanziare una palese violazione di legge, costituisce illegittimo impedimento del potere/dovere di altri organi di esercitare le proprie funzioni istituzionali. Nella specie, i rilevati comportamenti omissivi non hanno consentito alla Sezione regionale di controllo della Corte di svolgere le proprie valutazioni in merito alla corretta e sana gestione del Comune di Melito di Porto salvo, precludendo ed impedendo e l’esercizio di verifica e controllo.”
Una bocciatura sonora quella della Corte dei Conti sui conti del Comune, enunciata già nell’ottobre scorso, ma tenuta segreta e nascosta al consiglio. Una questione delicata, un’ennesima omessa ottemperanza all’ordine impartito dalla Corte dei Conti.
Ai toni duri che si leggono negli atti pubblicati dalla giustizia contabile che parla espressamente di «profili di anomalia, di squilibri finanziari, di continue violazioni ed omissioni, si aggiungono quelli del Consigliere Domenico Vinci : Nonostante l’obbligo imposto dalla Corte dei Conti di sottoporre la Deliberazione dell’Organo di Controllo Contabile di fronte al Consiglio Comunale di Melito di Porto Salvo con informativa trasmessa anche al Prefetto di Reggio Calabria, ed ai Ministri dell’Economia e degli Interni per i rispettivi adempimenti di propria competenza, il Sindaco di Melito si è reso, più volte, responsabile di “omessa ottemperanza all’ordine impartito dalla Corte dei Conti”. «L’amministrazione – continua Vinci - risulta C'è poi un'aggravante collaterale: l'acquiescenza a un tale andazzo da parte del segretario comunale e del Responsabile Settore Finanze e Tributi e di Revisori dei Conti del Comune. Sarei curioso di apprendere quanto diffuso sia questo malcostume in un clima di generale sufficienza con il quale sono accolte le rimostranze di chi, correttamente, fa presente che una tale procedura è al di fuori di qualsiasi criterio legittimo è il sintomo di una superficialità ad amministrare che, purtroppo ma inevitabilmente, si riflette sulla qualità della gestione complessiva.
Mi sembrava l'esempio perfetto dell'amministratore che piega le norme a suo esclusivo vantaggio, senza verificarne la portata o, almeno, il senso.

Una voragine tutta politica, creata dalla scelleratezza dei politici che amministravano la città con mille scelte sventurate fatte per avere in cambio un vantaggio politico. Non è un'opinione sociologica. È la rivendicazione pubblica, che oggi assume il valore postumo di una verifica.
Fatto sta che, danzando sull'orlo del baratro, i bravi amministratori Melitesi pensavano in grande.
Ed ecco i Festival degli sprechi, le sagre. E mille altre cose ancora. Il risveglio dal mondo dei sogni, per i cittadini, sarà durissimo. Lo dicono l'aumento delle tasse locali ai limiti massimi. C'è chi dirà: ognuno ha i sindaci che si merita.
Ciò che è certo è che somme ingenti vengono dilapidate durante la sarabanda estiva per manifestazioni dell'effimero, occasionali, senza collegamenti o programmazioni intercomunali, anzi in selvaggia concorrenza.
Di settimana in settimana, di mese in mese, da un'interrogazione all'altra, la situazione del Comune di Melito sta progressivamente aggravandosi, con una sequenza di atti, comportamenti e provvedimenti di tale «macroscopica irregolarità», da suscitare pubblico e permanente scandalo presso la pubblica opinione Melitese, nella totale e silente inerzia delle Autorità di Governo che pure, da tempo, come richiamato delibere della Corte dei Conti , avrebbero l'obbligo di intervenire per ripristinare i minimi requisiti di legalità nell'azione amministrativa di tale, di fatto dissestato, ente locale ;

La speranza è che il Prefetto di Reggio Calabria ed i Ministri dell’Economia e degli Interni, destinatari delle delibere della Magistratura contabile, intervengano, opguno per la per la parte di sua competenza per la promozione dello scioglimento del Consiglio comunale di Melito di Porto Salvo, ai sensi dell'articolo 141 del Tuel, per le gravi, reiterate e persistenti violazioni di legge, come anche certificate dalla Corte dei conti della Calabria, ormai incidenti sugli stessi primi requisiti di tenuta dell'ordine pubblico ripetutamente e permanentemente violato.

L'ultima speranza è che, lo Stato, se c'è, intervenga , su un ente sempre più in balia di un'amministrazione politicamente irresponsabile, che neanche si cura più di salvare le minime apparenze, tanto si ritiene intoccabile di fronte a qualsiasi Autorità.
I cittadini hanno il diritto di credere ancora nello Stato, nelle Istituzioni e nella democrazia.

Domenico Vincenzo Vinci

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postato da Bernardino F.L. Cardenas; alle 10:27 AM,

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