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Saline Joniche, adesso rilanciare un grande progetto alternativo

Intervento del segretario regionale del PdCI
Il dietro-front comunicato dalla Sei attraverso la richiesta di sospensione della procedura attivata per il rilascio della valutazione di impatto ambientale finalizzata alla realizzazione di una centrale a carbone nell’area dell’ex Liquichimica di Saline Joniche, rappresenta una grande e limpida vittoria della Calabria che crede ad uno sviluppo vero, armonioso, credibile ed ecosostenibile dei territori.
La sciagurata idea che era stata messa in piedi dalla multinazionale svizzera Sei è stata sonoramente battuta grazie ad un impegno corale che ha visto impegnati unitariamente gli enti locali, a partire dal comune di Montebello Jonico, l’amministrazione provinciale di Reggio Calabria, le associazioni ambientaliste reggine, la stampa ed i mezzi di informazione, le popolazioni interessate con il contributo determinante e fattivo del Consiglio e della Giunta Regionale della Calabria che da subito si erano limpidamente opposti a questo tipo di progetto.
In tal senso, bisogna ricordare che il Consiglio regionale della Calabria approvò, all’unanimità, nella seduta del 6 settembre 2007, una mozione, che aveva come promotore e primo firmatario il sottoscritto, che impegnava la Regione Calabria a bloccare la realizzazione della centrale a carbone di Saline Joniche.
Oltre al gravissimo impatto ambientale, la costruzione della centrale a carbone si scontrava con le più elementari logiche dello stesso mercato dell’energia, poiché la Regione Calabria ha un notevole saldo positivo nella produzione di energia.
Inoltre, il Piano energetico ambientale regionale vieta, tassativamente, su tutto il territorio regionale, l’utilizzo del carbone per la produzione di energia elettrica.
Adesso, dunque, che questo disegno è stato bloccato, occorre rilanciare un grande progetto alternativo per fare dell’area dell’ex Liquichimica di Saline Joniche che punti alla riqualificazione e alla riconversione dell’area adottando modelli di sviluppo sostenibili centrati sulla valorizzazione integrata delle risorse ambientali, culturali e locali e per migliorare la qualità della vita dei residenti e attrarre nuovi flussi di visitatori e turisti nel comprensorio.
Si deve aggiungere che grazie alla specifica proposta presentata dai Comunisti Italiani, la Regione Calabria, con legge regionale 2 maggio 2001, n.7, art. 4 bis, comma 4, ha dichiarato l’area del Pantano di Saline Joniche oasi di protezione della fauna selvatica e della flora tipica delle acque salmastre.
Riguardo le prospettive ed il futuro del territorio in questione è indispensabile ed urgente operare affinchè, da subito, siano utilizzati i 50 milioni di euro stanziati dalla Giunta Regionale per la riqualificazione del porto di Saline e della costa circostante e che portino ad una definitiva valorizzazione dell’intero sito.
I Comunisti Italiani, interpretando la precisa volontà delle popolazioni locali, saranno protagonisti di una battaglia che possa rappresentare una concreta prospettiva per lo sviluppo di Saline Joniche e della popolazione di tutta l’area interessata.


Michelangelo Tripodi
Segretario regionale del PdCI

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postato da Miguel Cervantes; alle 10:30 PM,

1 Comments:

At 11:06 AM, Blogger Antonio Candeliere said...

interessante

 

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