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In memoria di Stefano Rosso

Chi ha ascoltato le sue canzoni non ha potuto fare a meno di non commuoversi, chi non lo ha mai sentito è rimasto turbato dopo averlo ascoltato, chi ha vissuto quegli anni si è rivisto nelle sue canzoni....Il grande Stefano Rosso, trasteverino di una Roma povera rimane sempre attualissimo, un artista di quelli che ne fanno pochi, di quelli che non si svendono. Io per primo, carissimi amici del blog ho pensato che sarebbe meglio allora ravvivare queste pagine cittadine con un pò di cultura musicale e letteraria. E allora da oggi per ogni settimana avrete un cantante nuovo e un link per trovarlo su you tube, e dei commenti da fare. La musica infatti, per dirla un pò alla vecchioni, è il riassunto dell'animo di un uomo che si concretizza in un breve lasso di tempo creandoci un assalto dentro al cuore. Stefano Rosso, ci parlò del movimento studentesco dell 77, di giovani impegnati, di colpi di stato chiedendosi se mai in italia ci fosse uno STATO per poter parlare di golpe...La canzone che oggi propongo è LETTO 26 altrimenti nota come VIA DELLA SCALA..il Rosso ci riporta in un sogno spettacolare dove affiorano ricordi di una ROMA povera ma intensa...di amici che non ci sono più..via della scala non è altro che la via di quando eravamo ragazzi, con sogni matti e disperati, con gli amori mai nati oppure finiti, parla di anni che scorrono...E' IRRIVERENTE sprezzante il Rosso, un pò provocatorio, nelle sue righe si sono rivisti parecchi giovani, vorrei riproporlo così con una critica bonaria e scarna, poichè le critiche uccidono (se fatte seriamente) il vero senso di un artista...In questi giorni sbandati di politica, di sociale di drammi umani, riscoprire un verso regalerebbe qualche attimo di riflessione a ognuno di noi, magari un pensiero positivo, una frase per colpire quell'affannoso mestiere di vivere che un pò tutti attanaglia...C'è una cosa che colpisce però tra gli anni in cui Stefano Strimpellava e i nostri, la diversità dei movimenti studenteschi, erano gli anni quelli in cui occupare significava cambiare il mondo, essere realisti e sognare l'impossibile, adesso si occupa per riviverlo quel '68 maledetto ma gli studenti hanno smarrito le finalità della lotta, quanta diversità tra noi e loro, mi chiedo dove sia finito quel volere l'impossibile, magari forse in una occupazione che non è nè di destra nè di sinistra nè di centro...università di roma e milano occupate, dove sono i mondi agognati dei giovani?...magari sprofondati oggi come allora in qualche tessera di partito...emerge dunque un ritratto di una generazione giovanile spaventata e comica, ma non battegliera di idee e foriera di sani principi sociali...Mi dispiace che si critichi il decreto della gelmini, che si facciano le manifestazioni e che nel contempo non si parli di un eroe meridionale come Francesco Saviano giovane costretto all'esilio.....quanta diversità tra noi e quegli anni...quanta...siamo realisti vogliamo l'impossibile...saviano e pasolini..vi linko letto 26 ragionateci e se potete riascoltatevi dello stesso stefano rosso una storia disonesta e colpo di stato e bologna 77...e se potete almeno i giovani commentate tutto quello che gli altri si dimenticano appresso alla smania di apparire...saludos

Domenico Principato

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postato da Bernardino F.L. Cardenas; alle 9:59 AM,

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