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Pentedattilo è sul web

Melito Porto Salvo – Anche Pentedattilo ha fatto il suo ingresso sulla rete globale. L’antico e caratteristico borgo fantasma, noto per l’amenità dei luoghi e per essere stato teatro della famosissima tragedia degli Alberti, oltre che per i disegni e le descrizioni inserite dallo scrittore inglese Edward Lear nel suo “Journal of a Landscape Pointer in Southern Calabria”, ha finalmente uno spazio web interamente dedicato. Il sito web in questione (http://www.pentidattilo.com), nato alcuni mesi fa dall’impegno di Umberto Adornato, Pasquale Flachi e di un gruppo di volontari supportati dal sacerdote Don Gaston Yamb, è cresciuto costantemente ed oggi è divenuto punto di riferimento per tutti gli amatori di questo incantevole lembo di terra calabrese. Il portale si pone l’ambizioso obiettivo di promuovere il paese delle cinque dita, pubblicizzandone la storia, le bellezze naturalistico – ambientali ed i monumenti. Altro scopo, certamente non secondario, che i curatori del sito si sono imposti, è quello di raccogliere fondi per il recupero delle vecchie chiese della zona e di formulare proposte di fruizione dei luoghi che aiutino alla creazione un’offerta turistica reale. Numerose le sezioni all’interno del sito, tra le quali spiccano una interamente dedicata alla strage degli Alberti, consumatosi, nella Pasqua del 1686, per una vendetta che ebbe come protagonista Bernardino Abenavoli Del Franco, barone del confinante feudo di Montebello Jonico, e una fotogallery contenente numerose immagini del paese e dei favolosi scorci paesaggistici che lo caratterizzano. Intanto il lavoro di sensibilizzazione, svolto dal gruppo di volontari, comincia a dare i primi frutti e, grazie all’interessamento dell’amministrazione comunale di Melito P.S. e dell’amministrazione provinciale di Reggio Calabria, la chiesa patronale di Pentedattilo si è arricchita di due pregevoli dipinti del Maestro reggino Andrea Valere che vanno ad affiancarsi ai numerosi altri, donati da parecchi artisti di tutta Italia, e già approvati dalla CEI per l’installazione all’interno del luogo di culto. Iniziative del genere, nate dall’attaccamento verso la propria terra, testimoniano la voglia di riscatto di un estremo sud ricco di storia, tradizione e natura e dovrebbero incontrare il favore della gente e delle istituzioni a volte poco attente alle istanze di un territorio che gode di tutti i requisiti e le peculiarità necessarie per avere assicurato uno sviluppo economico dignitoso e compatibile con l’ambiente.

Fabio Macheda (Il Quotidiano della Calabria)

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postato da Bernardino F.L. Cardenas; alle 1:13 AM,

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