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Pericolo carbone ancora attuale

L'iter procedurale per la costruzione della centrale SEI è ancora attivo

Montebello Jonico – La questione della contestata centrale termoelettrica che la multinazionale svizzera SEI vorrebbe costruire nell’area dell’Ex Liquichimica di Saline Joniche continua tenere banco. Le indiscrezioni, circolate alcune settimane fa, secondo cui l’iter autorizzativo per la costruzione della centrale termoelettrica di Saline non si sarebbe mai realmente fermato, vengono indirettamente confermate da una delibera di giunta pubblicata sul sito ufficiale del comune di Montebello Jonico. L’adozione del documento in questione, approvato nei giorni scorsi dalla giunta del sindaco Nisi si è resa necessaria come risposta obbligata ad una nota del “Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare” che richiede la nomina di un esperto in seno alla commissione tecnica istruttoria che dovrebbe valutare l’impatto ambientale della discussa megacentrale. Istanza, questa avanzata dal Ministero, che evidenzia come, nonostante il comunicato della multinazionale svizzera SEI, che nei mesi scorsi aveva reso noto di aver richiesto la sospensione della procedura autorizzativa, il pericolo carbone a Saline non sia ancora definitivamente scampato. La doccia fredda arriva dopo la prima riunione della Conferenza dei Servizi indetta dal Ministero dello Sviluppo Economico nell’ambito della quale, considerata la mancata intesa della SEI con la Regione Calabria e la comunicazione informale di un atto deliberativo dell’organo esecutivo calabrese che avrebbe negato l’intesa per il rilascio dell’autorizzazione unica, la questione sembrava inderogabilmente chiusa. I dati di fatto e le risultanze della documentazione citata nella delibera approvata dall’esecutivo Nisi, invece, confermano che l’argomento è tutt’altro che definito e che la discussione della pratica è semplicemente passata dalle pertinenze del Ministero dello Sviluppo Economico a quello dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. In questa sede, secondo quanto stabilito dalla delibera n. 80 della giunta municipale montebellese, le tesi del NO, già ampiamente esplicitate dall’amministrazione comunale, saranno portate avanti dal Prof. Vincenzo Piccione, docente in valutazione di impatto ambientale presso l’Università di Catania, che aveva già esaminato e valutato il progetto presentato dalla SEI formulando le osservazioni presentate al Ministero dello Sviluppo Economico nell’agosto scorso. La partita tra la multinazionale svizzera e i sostenitori del “No al carbone”, quindi, continua a rimanere aperta e, di fronte all’oggettiva impossibilità di prevederne gli sviluppi futuri, rimane il dato di fatto incontrovertibile che la strategia del silenzio messa in atto da SEI, dopo la prima conferenza dei servizi, ha avuto come risultato un preoccupante calo d’attenzione da parte dei vari comitati del No.

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postato da Bernardino F.L. Cardenas; alle 12:45 PM,

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