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Nucera a proposito di aree metropolitane

"Occorre delineare un discorso sull'attuale significato della presenza di Reggio e Messina nell'area meridionale ed enucleare alcune direttrici di un comune impegno da proiettarsi negli anni futuri per poter configurare un avvenire della Regione dello Stretto pari alle attese sentite, anche se talora inespresse,dei cittadini". Il brano è tratto dalla relazione conclusiva dell'Assise dello Stretto del 28 dicembre del 1968, ricorrenza del sessantesimo anniversario del terremoto, che vide riuniti a Messina e Reggio i pubblici amministratori delle due città, i dirigenti politici locali, i rappresentanti sindacali di categoria, i vertici degli ordini professionali e delle associazioni degli industriali, artigiani e commercianti. Il documento, approvato all'unanimità dai partecipanti all'Assise, venne predisposto da Giuseppe Campione, che nei primi anni Novanta sarebbe divenuto presidente della Regione Sicilia, con il contributo di Salvatore Pugliatti, allora rettore dell'Università di Messina (lo fu dal 1957 al 1975), e di E. Sgroi, A. Sterrantino, A. Calarco, R. Calandra. Sono passati quarant'anni e, dopo le parentesi degli anni Settanta e Ottanta, l'idea della Regione dello Stretto, in un diverso contesto socio-politico e geo-economico, si ripresenta modificata alla luce di nuove esigenze e con modalità che tengono conto delle nuove leggi sulle autonomie locali. Negli anni Sessanta si parlava di conurbazione; oggi si parla di area integrata e di città metropolitana; domani si parlerà di regione metropolitana. Cambia l'etichetta ma l'essenza del progetto resta invariata e oggi ,come negli anni Sessanta, l'obiettivo è sempre lo stesso: maggiore autonomia per l'Area dello Stretto, particolarissima koiné a cavallo di due regioni di cui una a statuto speciale. Il Progetto di legge presentato dalla Ministra Lanzillotta nella precedente legislatura sul riordino delle autonomie locali e sull'istituzione delle aree metropolitane, già previste nel loro insieme dalla L. 142/90: le Aree Metropolitane continentali saranno nove (Genova, Torino, Milano, Venezia, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Bari); avranno ambito provinciale o multiprovinciale; in un caso, come quello di Milano (di cui farà parte la provincia piemontese di Novara insieme alle province lombarde di Varese, Como, Lecco, Bergamo, Pavia e Lodi), saranno vere e proprie regioni metropolitanane a cavallo dei tradizionali confini regionali. Il disegno di Legge delega della Riforma Federalista,approvata dal Senato tra l’altro prevede la istituzione di Otto Città Metropolitane (TO-MI-VE-GE-BO-FI-BA-NA) nulla prevede per l’Area dello Stretto (Reggio/Messina oltre 700mila abitanti). I parlamentari reggini e messinesi, almeno quelli che in più occasioni hanno dichiarato di non rinnegare quel patrimonio di idee e progetti risalenti all'Assise dello Stretto del 28 dicembre del 1968, prescindendo dal loro schieramento politico, si dovrebbero fare promotori di un emendamento alla Camera, che preveda la possibilità della creazione di città e/o regioni metropolitane anche a cavallo di due regioni di cui una sia a statuto speciale (es: Torino-Aosta; Verona-Trento; Messina-Reggio). Stiamo celebrando il centenario del terremoto che distrusse Messina e Reggio (28 dicembre1908), invito i partiti a creare un momento di approfondimento, di studio e di confronto al fine di proporre alla deputazione delle province di RC/ME di inserire le Città di Reggio e Messina con i loro territori nella proposta di Legge della Riforma Federalista per l'istituzione della Città Metropolitane dello Stretto.

Carmelo Giuseppe Nucera

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postato da Bernardino F.L. Cardenas; alle 10:02 AM,

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