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Ho ancora in testa il boato terrificante di quella notte

La testimonianza di una famiglia originaria di Montebello Jonico
“Ancora ho dentro la testa il boato terrificante di quella notte. Non riesco a pensare ad altro se non alle scene raccapriccianti dei miei vicini presi dal panico e intenti ad urlare nei vari angoli del nostro ingresso dove tutto stava per crollare”.
Con queste parole Rosangela Palermo, originaria di Montebello Jonico, ancora con i singhiozzi alla gola ricorda la terribile notte che ha devastato L’Aquila.
Un orrore: “La terra trema, bolle sotto i nostri piedi e a distanza di poche ore le scosse si susseguono l’una dall’altra senza dar tregua. E’ una catastrofe”.
Queste le affermazioni di Donato Rotilio, marito di Rosangela e padre di Mariagiovanna e Daniele.
Una famiglia colpita come tutte le altre dal dramma del sisma.
Una famiglia disorientata per la terribile esperienza vissuta.
A L’Aquila, loro, vivevano ormai da circa venti anni.
Lontani dalla propria terra per servire con orgoglio lo Stato.
Ora sono proprio loro che hanno bisogno di tutto e persino dell’acqua così come dice la signora Rosangela, fortemente provata psicologicamente per il dramma vissuto: “Siamo scesi scalzi in strada. Non sapevamo che fare ed intanto la terra ballava sotto i nostri piedi”.
Le case sono state descritte da Donato come un nave in preda alle onde in mezzo allo Stretto. Non ad onde comuni ma fortissime e tali da far volare come piume quadri, armadi ed ogni cosa.
Ieri ancora la situazione restava drammatica: “Noi come tanti altri siamo in campagna, abbiamo trascorso la nottata in macchina ma senza chiudere occhio perché la paura è tanta”.
Una notte dura, lunga, interminabile e soprattutto piena di spavento.
Una notte fredda perché anche in preda alla neve.
Nessuno ha chiuso occhio su una delle due macchine rimaste illese del signor Rotilio: “Durante la notte sembrava che quattro uomini cercavano di spostare la mia autovettura”.
Ora si attende.
Intanto le ore passano e la famiglia Rotilio, comunica che altre scosse, anche forti, si stanno ancora registrando: “Qui vicino è tutto crollato. Stamattina sotto l’azione di una scossa è crollato un altro pezzo di fabbricato”.
Tutto è in continua evoluzione.
Il dramma, purtroppo, non si può considerare concluso.
Anche stasera e come non mai in vita loro ad attendere la famiglia Rotilio non è più la solita casa ma la macchina utilizzata per scendere in Calabria.
Forse il ricordo di questa terra potrà rasserenare il buio della notte.
Vincenzo Malacrinò
(Tratto da “Il Quotidiano della Calabria - Nella foto ANSA un momento dopo la tragedia)

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postato da Miguel Cervantes; alle 10:19 PM,

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