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Carmelo G. Nucera interviene al Congresso dei Socialisti

Pubblichiamo qui di seguito, in versione integrale, l'intervento fatto dal delegato calabrese Carmelo Giuseppe Nucera al primo Congresso Nazionale del Partito Socialista, tenutosi giorno 5 luglio a Montecatini Terme

Care compagne e cari compagni,

ieri nel suo intervento il Compagno Riccardo Nencini, uno dei due compagni candidati alla segreteria nazionale del Partito, ci ha parlato del nostro Partito , affermando che merito, talento, inclusione ecc sono alla base del nostro modo d’essere. Devo rilevare che questo Partito nella realtà non esiste. Vero è che merito, talento , inclusione, non sono requisiti fondanti per la formazione degli organismi del nostro partito e non lo sono neanche per la formazione degli Staff dei “Gruppi” nei Consigli Regionali o dei nostri Assessori ad ogni livello, dove molto spesso emerge il “ familismo amorale”.Il Comp. Nencini ci ha dato un’ immagine di un partito “garibaldino “ e “corsaro” invece nei pochi congressi realizzati ( nella maggioranza sono contestati) si confermano gruppi dirigenti “congelati” e “precotti” Fanno eccezione le poche realtà dove si è fatto uso del voto
vedi il caso di Milano.
Troppi anni di “ Primum Vivere” hanno disabituato anche il gruppo dirigente ad esprimere liberamente le proprie idee.
Basse le percentuali dei partecipanti ai Congressi ad ogni livello. O i nostri iscritti sono solo sulla carta; o ai nostri iscritti non interessa niente del nostro Congresso
Nella mia Regione: la Calabria a fronte di 4803 iscritti hanno votato circa 570. poco più del 10%.
La Federazione di Cosenza con 2743 iscritti porta al Congresso Provinciale in una unica assemblea meno di 180 iscritti; idem per la Federazione di Catanzaro che a fronte di 645 iscritti ne porta in una unica assemblea meno di 100. Addirittura a Vibo con 22 iscritti di Congressi Provinciali se ne fanno due a quello autorizzato di Vibo ne tiene uno a Nardo di Pace alla presenza del Capo Gruppo al Consiglio Regionale e all’ Assessore Regionale, misteri della politica calabrese. A Crotone e Reggio, nonostante lo sforzo organizzativo i Congressi non si concludono con gli organismi statutari. Su questo modo di essere del Partito in Calabria la Mozione 2 ha presentato un documentato ricorso alla Commissione di Garanzia Nazionale chiedendo l’annullamento di quanto realizzato in dispregio alle più elementari principi di democrazia.
E’ un fatto grave per un congresso fondativo. , non è un buon inizio per ricostruire il partito. Corriamo il rischio di eleggere organismi in rappresentanza di poche migliaia di iscritti.
Alcuni mesi addietro , attraverso un manifesto il Partito ha lanciato la campagna di adesione “ Paga 30 euro e puoi decidere “
Cosa ha deciso chi si è iscritto pagando 30 euro? Al sud non li abbiamo neanche invitati al Congresso . Mentre alla campagna elettorale non li abbiamo neanche consultati sulle liste e sui capi lista.. Non ci arrendiamo, Non ti arrendere caro compagno Riccardo se domani il Congresso ti elegge segretario. Se hai voglia puoi lavorare per democratizzare la vita nel Partito, per la difesa delle regole che in questo Congresso sono state messe sotto i piedi. Se gli atti dei nostri Congressi fossero esaminati nelle Aule di Giustizia e non dalla Commissione di Garanzia allora si che avremmo fatto il rinnovamento.
Trasparenza, Legalità, Democrazia :vi è insofferenza nel nostro partito per le regole. Etica, Legalità, Incompatibilità sono lacci che “intralciano” che soffocano il Partito e certi compagni. Così come Berlusconi vuole ridisegnare lo Stato e fare le Leggi a sua misura nel nostro Partito, la “Classe Dominante” che quasi sempre è concentrata nelle mani di Consiglieri e Assessori, vuole fare la stessa cosa . Noi compagni che ci richiamiamo alla “Mozione 2” abbiamo voglia di essere parte del Partito. Se saprai creare le condizioni affinchè nel Partito vi possa essere una vita democratica ti daremo fiducia.
(1)
E’ dura ma non impossibile. I miei possono apparire giudizi trancianti ma sono poca cosa rispetto al giudizio sull’operato del nostro Partito e sulla sua classe dirigente che gli elettori a livello nazionale e calabrese hanno dato alle elezioni di aprile, non
accordandoci il loro consenso. E noi continuiamo a fare Congressi burla, mettiamo in piedi organismi precotti o congelati mentre è necessaria una forte sterzata di democrazia interna.
Bisogna costruire un Partito con una classe dirigente legittimata dal proprio radicamento nel Partito Socialista e non dall’appartenenza a questo o quel compagno.
Occorre lavorare per una Costituente di quanti vogliono una sinistra nell’ambito della linea del Socialismo Europeo.
Il PD non è il nostro Partito, si rassegni chi ha pensato il contrario .Non mi piacerebbe proprio se diventassimo per il PD quello che era il Partito dei Contadini per la SED della Germania dell’Est. Con il PD dobbiamo avere un rapporto paritario per tentare di costruire un “Nuovo Centro Sinistra” con programmi seri e condivisi.
Noi compagni delegati siamo chiamati a decidere le prospettive future del nostro Partito “ ma anche “ per dirla alla maniera di Veltroni, della Sinistra del nostro Paese.
Noi qui a Montecatini stiamo realizzando l’atto fondativo di un progetto che non riguarda solo noi, ma che ha bisogno di allargarsi ed includere tutte le forze che si richiamano al pensiero e all’azione del Socialismo Europeo:
Apriamo un cantiere di lavoro .I lavoratori edili sanno che il cantiere è un luogo di duro lavoro, di forte fatica che noi vogliamo condividere con tutte le forze riformiste della sinistra, con le
forze di una sinistra smarrita ma non rassegnata.
Per fare ciò dobbiamo fare una analisi onesta di quello che è accaduto il 14 aprile ed una analisi onesta dello stato del nostro Partito.. Dobbiamo ragionare sulle colpe degli altri ( vedi Voto Utile) che sicuramente ha aggravato la sconfitta, ma anche sulle nostre colpe.
Dovrà essere l’occasione per tornare a parlare di politica, per formulare l’agenda dell’opposizione dove il Partito è all’opposizione,di Governo dove è al Governo. Dobbiamo rimettere in campo il nostro punto di vista, la nostra proposta sulle priorità politiche.
C’è un’ Italia che non si rassegna allo sconfortante quadro politico nazionale al tracollo civile, al disastro economico e sociale. E’ un’ Italia democratica., laica, riformatrice che da molti anni è priva di un riferimento politico organizzato con un peso nel Parlamento italiano. Questa Italia è in mano ad una coalizione di Partiti espressione di una destra populista che in ogni altro Paese occidentale sarebbe stata tenuta ai margini perché illiberale, allergica alla democrazia, xenofoba, omofoba, affarista e clericale. Una destra pericolosa perché contesta l’Italia fondata sulla resistenza ad ogni totalitarismo. Questa destra unita dal potere non trova l’opposizione del PD che è monocratico, senza pratica di vita democratica, senza riferimenti internazionali. Un Partito che dal Berlusconismo sta mutuando linguaggio, mentalità, pratica del potere.
Fuori dal Parlamento vi è una inutilizzabile sinistra vecchia, che sogna la rivoluzione comunista (senza farla) lontanissima da una moderna teoria dell’economia di mercato.
Per fortuna vi è anche una sinistra riformista che crede nel valore e nella pratica della libertà , nelle virtù civiche, nei diritti umani, nel pluralismo culturale , nella convivenza civile, nella cultura delle regole, nello stato di diritto. In questa Italia , noi socialisti dobbiamo lavorare per ridefinire la Sinistra sulla base dell’incontro di esperienze Liberali, Democratiche e Socialiste
Intanto riappropriamoci della parola Socialista.
La parola “socialista” oggi in Italia, è aborrita dai Cattolici per ragioni culturali, e dai DS perché una volta verificato il fallimento della parola Comunista , vorrebbero che tutto il mondo rinunciasse alla parola “Socialista”.

Tra le priorità che il Partito deve assumere per la propria azione politica, ben chiara deve essere l’azione per un “ PROGETTO MEZZOGIORNO” giacchè la “questione meridionale” è stata rimossa dall’agenda politica nazionale dei Partiti e dal Governo.
Bisogna avviare un progetto unitario che in otto/dieci anni riduca il divario Nord/Sud
Nelle otto Regioni del Sud : Abruzzo, Campania , Sardegna , Puglia , Molise , Basilicata , Calabria , Sicilia, è concentrato il 40% della popolazione in condizioni di ritardo rispetto al resto del Paese per
elevati tassi di disoccupazione giovanile e femminile, forti carenze infrastrutturali, degrado diffuso, servizi scadenti (vedi dati Svimez) Con questo crescente divario Nord- Sud è difficile ritenere che il sistema Italia possa progredire.( è il caso di dire meno male che c’è la Banca d’Italia e il Dott. Draghi)
Nel 2010 il Mediterraneo diverrà zona di libero scambio e il Mezzogiorno dovrà attrezzarsi per affrontare questa nuova sfida internazionale. Il Porto di Gioia Tauro che rischia di perdere la sua “autorità Portuale” non deve essere “grande “ solo nelle discussioni, ma dovrà contribuire allo sviluppo del sud e del Paese.
Spetta ai Socialisti organizzare una mobilitazione delle coscienze di chi vive sulla propria pelle la gravità della situazione affinchè nella opinione pubblica e nelle istituzioni si affermi la consapevolezza del persistere di una” Questione Meridionale” come grande problema nazionale.
Per il Partito socialista si pone il problema della sicurezza , messa in discussione dalla crescente aggressività della criminalità organizzata che soffoca qualsiasi prospettiva di sviluppo culturale , sociale ed economico. Ma voglio anche denunciare il grave comportamento di Gruppi Imprenditoriali Nazionali che si aggiudicano i grandi appalti pubblici in Calabria e nel Mezzogiorno.
Essi nei loro contratti aggiungono un costo fittizio pari al 3% sui ricavi sotto la voce “sicurezza “ che di fatto stornano alla mafia per” assicurarsi” l’ordinato andamento dei cantieri.
Il Capo Area della “Condotte SPA” colosso delle costruzioni in Italia con appalti in ogni parte del mondo ha dichiarato: “ ho inserito una nuova riga nei contratti, ci ho messo un costo fittizio di un 3% sui ricavi e l’ho chiamato “ costo sicurezza Impregilo“.
Negli anni 70 questo costo veniva chiamato “ Rischio Calabria” e fece scalpore quando venne fuori nei lavori di Gioia Tauro ( Porto) e nella costruzione della Liquichimica di Raffaele Ursini a Saline Joniche.
La legge 488/92 ha sostituito la vecchia cassa del mezzogiorno con l’obiettivo di portare aiuto alle zone depresse, attraverso la concessione di finanziamenti a fondo perduto in cambio di posti di lavoro. In Calabria fino ad oggi sono stati deliberati circa 80 miliardi di euro. Visto le somme consistenti gli interessi sui fondi sono molteplici : imprenditori locali, società lombarde, venete, emiliane,spesso aziende specializzate esclusivamente nell’inseguire fondi pubblici e promettere posti di lavoro che non arriveranno mai. Queste aziende nascono per il tempo necessario ad intascare il finanziamento e poi scompaiono.La maggioranza di queste società risulta o direttamente o attraverso prestanomi sotto il diretto controllo della ‘ndrangheta. Solo nel 2006 la Guardia di Finanza ha riscontrato almeno 50 aziende che sono riconducibili alla mafia.
Tutto ciò è possibile grazie alle forti collusioni tra mafia e politica. Un esempio : i tanti Consiglieri e Dirigenti della Regione Calabria iscritti nel registro degli indagati per reati connessi alla gestione dei finanziamenti della Legge 488, legati all’ambiente,energia RSU, alle Acque ecc.
E’ con la complicità del mondo politico, bancario, massonico, liberi professionisti ecc che la mafia controlla il territorio. Il “Caso WHYNOT” aperto dal Giudice De Magistris dà uno spaccato di questo stato di cose. Il Sostituto Procuratore LeDonne della DNA ha così dichiarato:” La ricchezza calabrese si concentra in tre/quattro società domiciliate in un unico indirizzo di Cosenza, titolari di 50 mila Conti Correnti, 2700 appartamenti, 2000 terreni, depositi per 10 mila milioni di euro, 171 milioni in titoli ecc

Cosenza diventa la città emblema , si intrecciano vecchie e nuovi lobby politico-clientelari. Da questa Città passa l’80% delle pratiche di finanziamenti per i contributi pubblici in Calabria.
A fare le spese di tutto ciò è il mancato sviluppo della Calabria, sono i lavoratori che non vengono occupati.
Le responsabilità politiche sono trasversali destra/sinistra.
Debole è stata l’azione delle varie Commissioni antimafia ridotte a fotografare in modo insufficiente la situazione calabrese senza una reale proposta di radicale modifica della situazione.
I finanziamenti della legge 488/92 rappresentano per la ‘ndrangheta una delle fonti di arricchimento. Altre fonti, la spesa pubblica lievitazione abnorme dei costi delle consulenze esterne di esperti anche se negli organici si registrano pletore di dirigenti, la sanità per la quale ci ha rimesso la vita il Consigliere Regionale Franco Fortugno.

Una inchiesta sulla proliferazione degli sportelli bancari del sud e della Calabria forse ci farebbe comprendere il ruolo di alcuni Istituti Bancari nel lavaggio dei soldi di provenienza illecita della mafia.

L’entità di questo flusso finanziario entrato nella disponibilità della mafia è di notevole grandezza. E’ difficile sollecitare la ribellione di chi paga il “pizzo” ( nel Sud molti denunciano, salvo poi essere abbandonati dallo Stato)se le aziende del Nord non vengono “costrette” a dare il buono esempio. La ‘ndrangheta non è insita nel carattere del Calabrese, nè un tratto immodificabile, essa se veramente combattuta può essere eliminata. A condizione che la lotta sia senza sconti ad alcuno.
Dopo la decisione di tagliare i fondi per le infrastrutture Calabresi e Siciliane, 1,2 miliardi di euro, il Governo Berlusconi conferma l’indifferenza per la Calabria e il Sud attaccando la qualità didattica e il funzionamento della scuola pubblica. Nei prossimi quattro anni in Calabria potrebbero essere soppresse oltre 3300 cattedre: 1153 posti in meno a Cosenza, 886 unità a Reggio Cal, 653 a Catanzaro 341 a Vibo , 309 a Crotone. In Calabria e nel mezzogiorno non si può ridurre il ruolo della Scuola, della Cultura. Anzi è attraverso il maggior coinvolgimento del sistema scolastico e culturale che dobbiamo favorire la trasmissione del sapere e l’educazione alla legalità e al vivere civile..
Lo stesso federalismo fiscale , così come viene inteso da chi lo propone, si riduce a scaricare sulle Regioni più deboli i problemi del Nord mettendo in discussione l’unità e la solidarietà nazionale.
Sui temi del “mezzogiorno” e sulla “questione meridionale” il Partito Socialista che rinasce con questo congresso deve predisporre un progetto che in otto/dieci anni si ponga l’obiettivo di ridurre progressivamente il divario Nord- Sud, partendo dalle singole realtà delle otto regioni meridionali: Ogni Regione dovrà pensare ai problemi del proprio territorio e nel contempo assieme alle altre impegnarsi in un “progetto unitario” Non è un progetto di facile attuazione, ma se si vuole dare alla gente del Sud, ai giovani del Sud una prospettiva per il futuro , il senso di appartenenza a un paese, bisogna avviare questo percorso. Per i Socialisti “ Corsari e Garibaldini “ non c’è altra alternativa.

Nella foto Carmelo Giuseppe Nucera, delegato Calabrese al congresso nazionale del Partito Socialista

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postato da Bernardino F.L. Cardenas; alle 12:05 PM,

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