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Montebello, il crollo dei ruderi della chiesa di Santa Maria simboleggia il fallimento dall'amministrazione Nisi nei confronti dei beni storici

In 1o anni la giunta di Loris Nisi ha lasciato marcire i siti storici di Montebello Jonico
Un record al negativo del sindaco di Montebello Jonico, Lori Nisi: nei suoi 10 anni di permanenza al guida del comune ha abbandonato al loro triste destino i siti di interesse storico del comune, risorsa turistica del nostro territorio.
E' attuale la notizia, riportata sulla stampa, del crollo dei ruderi della chiesa di Santa Maria di Montebello Jonico.
Stiamo parlando della più antica chiesa del comune, i cui resti non sono mai stati messi in condizione di fruibilità a fini turistici e storici dal comune.
Un sito di enorme importanza in cui possibile ammirare le ossa degli uomini di culto e uomini importanti seppelliti dentro la chiesa, che tutt'ora hanno trovato posto, pensate un pò, in cassette di legno lasciate in balìa di chiunque.
Questo dà il senso dell'incuria perpetrata dall'amministrazione Nisi nei confronti del nostro patrimonio storico.
Nello stesso tempo dà l'esatta dimensione dell'inadeguatezza, dell'inefficienza e della mancanza di progettualità dell'amministrazione di Loris Nisi verso i nostri siti di interesse storico.
Le due amministrazioni Nisi (1999-2004 e 2004-2009), infatti, non sono state in grado, in 10 anni di (mal) governo, a valorizzare il patrimonio culturale e storico del nostro comune, che è una risorsa da sfruttare.
I siti di interesse storico di Montebello, con Loris Nisi e le sue giunte, hanno fatto la fine dell'immondizia, trattati peggio dei rifiuti.
Ma non c'è soltanto lo scandalo della più antica chiesa del comune, quella di Santa Maria, appunto, ma tutti gli altri siti di importanza storica sono stati abbandonati al loro triste destino.
Ricordiamo i ruderi della chiesetta bizantina di Santo Anastasio, situati a qualche chilometro a sud di Fossato, dove ancora oggi si trova uno dei più belli affreschi dell'arte bizantina in Calabria, secondo il giudizio del prof. Domenico Minuto.
Sul sito esiste un vincolo della Sovrintendenza ai beni culturali.
I coniugi Crea hanno donato il terreno su cui insistono i ruderi, al comune di Montebello affinchè provvedesse al recupero dell'affresco e alla valorizzazione della chiesetta.
Ma affidare l'affresco al sindaco Nisi è stato come affidare le pecore al lupo. Tempo sprecato.
Possiamo anche parlare dei ruderi bizantini di San Giovanni e di San Luca sempre a Fossato.
E poi del sito di Prastarà, dove sono stati rinvenuti utensili in selce risalenti a più di 3000 anni fa utilizzati dagli ominidi, e dove è stato edificato il monastero di S.Elia il giovane.
Un sito di enorme importanza, ma non per l'amministrazione Nisi, che è stata inerme anche quando persone senza scrupoli si davano al saccheggio di pietre e massi intorno alle rocce.
Ma per fortuna grazie alla denuncia dei Rangers, il saccheggio è stato scongiurato.
Possiamo elencare ancora i castelli dei baroni Piromallo a Fossato e Montebello, oppure i ruderi del castello degli Abenavoli del Franco, fatto distruggere dal re di Napoli dopo la strage di Pentidattilo del 1686.
E poi ancora la rocca di S.Elena, cimitero di personaggi illustri.
Tutti lasciati a marcire.
L'amministrazione Nisi non è stata neanche capace di inserire delle tabelle indicatrici che possano condurre i visitatori nei luoghi citati, nè predisporre mappe, cartine o depliant per i turisti.
Insomma un'autentica catastrofe prodotta sui beni della nostra cultura da gente senza idee e senza progetti, inadeguata a gestire la cosa pubblica.
(Nella foto i ruderi della chiesa di Santa Maria prima del crollo)

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postato da Miguel Cervantes; alle 10:24 PM,

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