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Mi passa per la testa

Pedro vive

In questi giorni, spinti dagli ultimi fatti di cronaca, sono stati riesumati i fantasmi di un passato ancora troppo prossimo per essere dimenticato. Si è parlato di sbagli della politica, di anni di piombo, di derive brigatiste, ma chi si è ricordato delle vittime? In quegli anni di lotta tra Stato e Antistato, i caduti furono molti, e ancora oggi, è difficile capire da quale parte stesse realmente la ragione. Definita da qualcuno conflitto civile a bassa intensità, quella fu una vera e propria guerra che, combattuta, da ambo le parti, senza esclusione di colpi, insanguinò l'Italia portando ad un solo dato di fatto: il sangue versato nelle piazze macchia di rosso l’asfalto e di nero gli animi. Che esso sgorghi dalle vene di un comunista, da quelle di un poliziotto, di un giudice, di un sindacalista, di un giornalista non fa differenza. Partendo da questo presupposto, si vuole qui ricordare una tra le tante vittime di quegli anni insensati, il nostro conterraneo Pietro Maria Walter Greco di cui il 9 marzo c.a. ricorre il 22esimo anniversario di morte. Figlio di proletari calabresi (il padre era di San Lorenzo, la madre originaria di Fossato Jonico) Pedro, come era chiamato dagli amici, era arrivato a Padova alla fine degli anni sessanta per studiare. Conseguì una laurea in statistica ed iniziò a lavorare come insegnante di matematica per sostenere la famiglia al Sud. Dal suo arrivo a Padova la presenza all'interno del movimento di lotta fu instancabile. Migliaia sono i compagni che ancora lo ricordano al proprio fianco nelle iniziative per il diritto alla casa e per i servizi nel territorio: occupazioni, autoriduzioni contro il caro affitto. Sempre in prima fila, nelle mobilitazioni di massa e nell'antifascismo militante fino alla manifestazione del 3 giugno 1975 a Padova che contestava il comizio di Almirante. La presenza di Pedro, piena di forza e determinazione, e la sua spontanea e grande capacità di coinvolgimento portarono il magistrato Pietro Calogero a spiccare contro di lui un mandato di cattura per reato associativo e per partecipazione ad una manifestazione del '77 terminata con scontri con la polizia. Era questa la motivazione che costrinse Pedro alla sua prima latitanza. La testimonianza contro Pedro fu sostenuta da un tossicodipendente, Maurizio Lovo che dichiarò "...non ricordo la presenza di Pedro alla manifestazione, sono comunque indotto a pensare che ci fosse..." Vista l'inconsistenza delle accuse, il processo per direttissima venne stralciato e Pedro fu costretto a prolungare la sua latitanza, perdendo il posto di lavoro da insegnante. Nel maggio 1981, grazie alla mobilitazione dei compagni Pedro fu prosciolto e ritornò a Padova dove continuò a dare il suo instancabile apporto alle lotte battendosi, oltre che per la riconquista del proprio posto di lavoro, anche a fianco di chi lotta per la casa, nel Ghetto dove abitava e nel condominio Sereno al Portello. Pedro partecipò all'occupazione del Centro Sociale "Nuvola Rossa" nel quartiere Savonarola ed a seguito di ciò, nei primi mesi del 1982, fu di nuovo costretto alla latitanza. Per Pedro questa latitanza sarà senza ritorno. Nei primi giorni di marzo 1985, infatti, la Digos di Trieste ricevette dal Sisde una segnalazione della presenza di Pedro a Trieste in via Giulia 39. Sabato 9 marzo alle ore 11 Pedro uscì di casa, dall'appartamento al terzo piano, appostati all'esterno c’erano un agente del SISDE (che aveva il compito di riconoscerlo) e tre agenti della Digos di Trieste. Quando Pedro discese le scale l'agente del SISDE gli si parò davanti e sparò due colpi calibro 38 che lo colpirono ai polmoni. Immediato il fuoco incrociato degli altri due poliziotti che colpirono Pedro con pallottole calibro 9 alla spalla e alla gamba. Pedro fece appello per l'ultima volta alla sua straordinaria forza di volontà, uscendo in strada e impedendo così che tutto si svolgesse senza testimoni. Uscì, ferito mortalmente, parecchi passanti lo sentirono gridare "mi vogliono ammazzare mi vogliono ammazzare". Un agente, rimasto all'esterno dello stabile, appena vide la scena sparò. Pedro si accasciò sanguinante dopo pochi metri. Trasportato in ospedale, Pedro, morì verso le 11.50. Al processo del 7 aprile 1986 i coimputati di Pedro, quelli che avevano lo stesso identico mandato di cattura per i fatti del 1982, vennero assolti e tornarono in libertà.
Al processo del 13 ottobre 1986 presso la Corte d'Assise di Trieste gli agenti della DIGOS di Trieste dichiararono di aver scambiato l'ombrello che Pedro portava in mano per un'arma ingaggiando uno scontro a fuoco. La sentenza del TAR che decretò la riassunzione, come insegnante, di Pedro e il riconoscimento degli emolumenti arrivò solo dopo il suo assassinio.

In ricordo di Pedro Maria Walter Greco, ucciso dai servizi segreti italiani proponiamo qui di seguito due poesie dove si parla di lui:

Aporia bizantina
(Dedicata a Pedro)

Pinakes fittili aporia
bizantina
grecanica ginestra
obsoleto folklore
per chi resta
Per chi parte il furore
che avvampa altrove Autonomia

Senza titolo

Curcio / imprigionato
Negri / a Saint Tropez
Barbone / in libertà
Tobagi / massacrato
Pedro / giustiziato
Pure la rivoluzione
on fait / au contrair
comme l'affaire
Moro dans cet / état
un peu assassin
quelque peu assassiné


Le poesie sono tratte dalla raccolta "Cronache dal Mesozoico - 1987 Ed. Laboratorio delle Arti Milano" del poeta-medico reggino Elio Stellitano

Nelle immagini:
Lo striscione dei compagni del Ghetto, il quartiere in cui abitava Pedro (Padova, Marzo 1985)
Pedro in corteo col CSO Nuvola Rossa (Padova, 1981)

Fabio L. Macheda

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postato da Bernardino F.L. Cardenas; alle 10:49 PM, ,




Mi passa per la testa: Bambini di serie A e bambini di serie b

Saline. Esibizione dei ragazzi Musica natalizia da giovani talenti

SALINE JONICHE - A meno di una settimana dall'esibizione nell'auditorium" Il cipresseto" di Reggio Calabria (era il 17 dicembre scorso), l'orchestra e il coro "Padre Pio da Pietrelcina" dell'Istituto Comprensivo di Saline Joniche tornano a farsi sentire, letteralmente, con un classico concerto di Natale. I ragazzi del corso di strumento musicale (chitarra, oboe, pianoforte e violino), preparati come sempre dai loro professori, si sono esibiti il 22 dicembre in addirittura due spettacoli: quello mattutino (alle 11) riservato a professori e alunni di tutto l'istituto, quello pomeridiano (alle 17 dello stesso giorno) per genitori e parenti. L'androne della nuova scuola, quella inaugurata in via Armerì il 18 settebre di quest'anno si è riempito per l'occasione: il concerto è iniziato con delle danze eseguite dai ragazzi ed è poi continuato con un'alternanza di testi recitati (poesie di Li Tien Min, Luciano Somma, ma anche qualcosascritto e recitato dagli stessi ragazzi) e musiche. Alcuni dei brani inseriti nel programma: "Gloria in excelsis deo", il classico "We wish you a Merry Christmas" e la celeberrima "Marcia di Radetzky". Alla fine del concerto sono arrivati, oltre ai meritati applausi per i ragazzi, gli auguri di buone feste del dirigente scolastico, dott. ssa Carmela Cento.

Questo articolo, a firma Andrea D'Amico, apparso su "Il Quotidiano della Calabria" di ieri ha sitmolato alcune riflessioni che ho ritenuto opportuno esternare. La cultura musicale va sempre incentivata quindi, per prima cosa, mi complimento con i piccoli musicisti salinesi per il successo ottenuto. Detto ciò veniamo ad argomentazioni di natura diversa, prese di coscienza che, non hanno nulla a che vedere con i giovani artisti, ma con chi, come il dirigente scolastico e il Consiglio d'Istituto, dovrebbe occuparsi di garantire pari dignità a tutti gli scolari del proprio istituto. Molti sono gli interrogativi che dopo tale lettura mi sono posto. Perchè il corso di strumento musicale si tiene solo nel plesso di Saline? Perchè ai bambini degli altri plessi viene preclusa la possibilità di partecipare a tale corso, di esibirsi nei vari auditorium, di presenziare, almeno come pubblico, all'esibizione dei loro compagni salinesi, ma soprattutto perchè l'Istituto comprensivo di Montebello viene indicato nell'articolo come Istituto comprensivo di Saline? Una svista dell'autore? Come diceva qualcuno a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca. A me sembra, piuttosto, che si stia continuando l'opera predatoria, cominciata alcuni anni orsono, ai danni dell'entroterra. Dopo aver trasferito gli uffici di direzione da Montebello a Saline, la fase due probabilmente prevede che la parola Montebello venga definitivamente cancellata anche dalla denominazione. Dopotutto tale denominazione potrebbe far venire idee "strane" a qualche nostalgico. E poi la musica spesso è musa ispiratrice di ideali rivoluzionari quindi meglio che i ragazzi di serie b e i loro genitori non imparino a conoscerla, potrebbero ribellarsi e tentare una "rivolta" per uscire da quel limbo che è stato loro imposto.

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postato da Bernardino F.L. Cardenas; alle 12:36 AM, ,




Mi passa per la testa

Ho appena finito di leggere il post di Miguel, "Ugo Suraci riappare con l'intervista di Domenico Salvatore ". Trovo condivisibile ciò che Miguel ha scritto. Nessuno può negare che l'opposizione a Montebello è praticamente inesistente, che le comunità montane poco o nulla hanno prodotto per lo sviluppo dei rispettivi territori d'interesse, che Ugo Suraci sia meno combattivo di un tempo. Dal mio personale punto di vista non incontro nessuna difficoltà nell'affermare di aver molto apprezzato il Suraci vecchia maniera, il politico combattivo e rispettoso della carica politica assegnata, l'uomo che dai banchi dell'opposizione tuonava denunciando l'inadeguatezza dell'attività amministrativa svolta in quegli anni così come non incontro nessuna difficoltà nel riconoscere le divergenze di vedute tra l'uomo di cui dicevo sopra e quello che, dopo la discussa elezione alla Comunità Montana e il successivo incarico di assessore, vediamo oggi ma, al tempo stesso, non credo di fare una forzatura evidenziando la serietà, la compentenza politica e l'impegno profuso, dal personaggio in questione, nel portare avanti gli interessi di Montebello Jonico all'interno della Comunità Montana. Altrettanto non forzata è la mia adesione all'appello, che Miguel lancia nel finale del post, di spostare la sede della Comunità Montana Versante dello Stretto, da Reggio Calabria in una zona montana. Una proposta del genere se approvata, sarebbe un primo ed importante passo per dare all' ente Comunità Montana quel ruolo di promotore dello sviluppo dell'entroterra che, nonostante assegnato istituzionalmente, non ha mai avuto.

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postato da Bernardino F.L. Cardenas; alle 2:33 PM, ,




Mi passa per la testa

Il ministro della Sanità libanese Mohammad Khalifeh ha fatto sapere che la guerra nel sud del Libano ha provocato:

A questi sono da aggiungere i circa 25 morti provocati dal raid israeliano, di oggi, nella Valle della Bekaa e le 94 vittime israeliane.

Se pensiamo che tutto questo avviene per 2 soldati rapiti, viene da chiedersi:

Chi è il terrorista?

Da un'idea originale di Tisbe, che il sottoscritto condivide in toto

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postato da Bernardino F.L. Cardenas; alle 9:35 PM, ,




Mi passa per la testa

Silvio al TG 4 ovvero Loris Nisi al Quotidiano della Calabria

Leggendo il "Quotidiano della Calabria" del 22 luglio si può leggere un "ossequioso" e, quantomai, fuoriluogo articolo, dal titolo: "Il sindaco di Montebello Jonico, Loris Nisi, elenca le opere realizzate e quelle da realizzare Obiettivo: rispettare il programma
«A settembre sarà operativa la struttura della nuova scuola media»".

Non abbiamo potuto esimerci dal notare lo stile "fediano" di questo elogio dell'operato del Sindaco Nisi. Il giornalista, di cui, almeno sulla versione web del giornale, non è dato sapere il nome, e che noi chiameremo, non senza una sottile vena d'ironia, "Emilio", inizia lo scritto con una sapiente e quantomai palese opera di "lecchinaggio":
"Intervistare un sindaco sembra facile come bere un bicchier d'acqua. Dipende dalla fortuna, dal caso o dalla coincidenza, dalla personalità e perfino dalla cultura e dalla sensibilità del personaggio. Lui (il sindaco) non si è mai smarcato. Ha dato la sua disponibilità totale ed incondizionata. Ma non è facile agganciare uno che deve distribuirsi fra decine di impegni. Notissimo personaggio del foro reggino; presidente della Conferenza dei sindaci dell''Asl 11 di Reggio Calabria; da sindaco, deve governare un territorio vastissimo.", poi prosegue con la biografia del personaggio, non tralasciando nulla, per arrivare così alla prima "bruciante" domanda:
"Signor sindaco, lei è al secondo mandato consecutivo, schierato nel centro-sinistra, ma non è iscritto a nessun partito."
A cui l'Avv. Nisi risponde con tono e stile berlusconiano :"...I cittadini-elettori mi hanno acclamato. Il popolo sovrano, anche nel giudizio, mi ha voluto in democrazia e libertà. Non ho potuto sottrarmi"
Alla lettura di una simile frase, nel cittadino montebellese, è inevitabile una reazione neurale immediata con conseguente turbinio di interrogativi che assalgono la mente del lettore. L'attenzione si sofferma dapprima sulla parola "acclamato", anche i papi, hanno smesso di essere eletti per acclamazione e pure il nostro Sindaco è stato acclamato e nonostante la sua recalcitranza non ha potuto sottrarsi. Sembra di sentire San Silvio da Arcore, anzi il noto comico Cornacchione che esclama piangendo per la commozione: "Silvio poteva rimanere a casa sua a divertirsi con l'elicottero telecomandato, ma ha preferito sacrificarsi per noi e fare il Presidente del Consiglio". Andando avanti si incontrano tutta un'altra serie di domande e di risposte che a voler essere cattivi sembrerebbero concordate per dare al Sindaco la possibilità di sfoggiare liberamente la propria abilità oratoria, o meglio esibirsi in un soliloquio autocelebrativo e propagandistico. Comunque l'attenzione del lettore viene subito risucchiata da una risposta, virgolettata, che il Sindaco da al giornalista "Emilio":
"A me interessa ricordare ai cittadini, peraltro già informati a suo tempo, alcuni punti fermi, che sono alla base di tutto il lavoro programmatorio".
Programmatorio? Ma cosa vuol dire? Boh! Non possiamo pensare che un oratore di ben nota abilità, che giornalmente stupisce il foro reggino con la sua pomposa dialettica, abbia usato un termine inesistente, sicuramente avrà fatto uso di una licenza poetica per rispettare la metrica della frase. Quindi estrapolando il significato della parola programmatorio dal contesto, decidiamo di tradurla con programmatico. Del nostro stesso avviso è anche "Emilio", che cogliendo la palla al balzo riformula la domanda:
"Si riferisce forse al documento programmatico stilato prima della campagna e consacrato in consiglio comunale?"
Il nostro abile Sindaco non si fa sfuggire l'occasione e comincia un comizio in cui evidenzia "l'eccellenza" dell'attività amministrativa fin qui svolta per risolvere i "problemi connessi con lo sviluppo del territorio ed i bisogni e le necessità della gente: rete idrica e fognante, approvvigionamento idrico, depuratore, viabilità, scuole, cimiteri, pubblica illuminazione, giovani, tempo libero e sport, problemi degli anziani, sviluppo sostenibile, situazione delle fabbriche, doppio binario ed elettrificazione, le quattro corsie autostradali, bretella di scorrimento veloce per Fossato, turismo, lotta alla disoccupazione, il ruolo della donna, l'associazionismo ecc" .
Di fronte ad una simile sfilza di problemi elencati motu proprio dal primo cittadino chiunque sarebbe rimasto allibito e perdendo il controllo avrebbe esclamato:
"Ma caro Sindaco se dopo sette anni di "buon governo" delle Sue amministrazioni, i problemi sono sempre quelli del cinquantennio passato, vuol dire che Lei non ha fatto un'emerita minchia per risolverli!". Contrariamente alle aspettative, "Emilio" non ha esclamato un bel niente, anzi ha continuato dicendo:
"La frazione Saline afflitta da una dilatazione urbanistica e demografica, a cui la storia ha assegnato un ruolo prioritario, rispetto alle altre, in questi anni, ha subito il danno e le beffa. Il miraggio delle fabbriche, dello sviluppo armonico ed ordinato, del posto di lavoro, della casa."
Prima di continuare con la risposta del Sindaco mi preme chiedere al caro "Emilio" se potesse avere la gentilezza di farmi avere via e-mail il titolo del trattato storico che ha assegnato a Saline un ruolo prioritario rispetto alle altre frazioni. Sarei veramente curioso di leggerlo e metterlo in bella vista fra i volumi della mia nutrita libreria.
Ma torniamo alla risposta del Sindaco:
"...Posso dire che la Giunta da me presieduta è armonica, compatta, in salute ed attenta a tutte le problematiche...Saline, al pari delle altre frazioni, avrà ciò che gli compete. Intanto uno stop ai mezzi pesanti, che ingorgavano, all'inquinamento acustico e da gas di scarico." Sempre peggio caro Sindaco! In una Giunta che ha già cambiato un assessore e che al momento è attraversata dalle tensioni per l'avvicinarsi dell'avvicendamento che, il Suo "programma" elettorale ha previsto dopo 2 anni e mezzo, onestamente non vediamo niente di armonico, compatto ed in salute. Per quanto riguarda Saline siamo contenti che avrà ciò che gli compete, ma crediamo che ad essa e ai suoi abitanti competa qualcosa in più che un blocco della circolazione dei mezzi pesanti nei mesi estivi. L'intervista, comunque non finisce qui. "Emilio" continua e chiede:
"Scuole, viabilità, depuratore, impianti sportivi, porto, turismo, cimiteri, se ne parla tantissimo di questi tempi."
La risposta è:
"Le medie apriranno ufficialmente i battenti a settembre-ottobre. Molte strade sono state realizzate, migliorate, arricchite con bitume e pubblica illuminazione, vedi Mastropietro, Caracciolina, ponte per Sant'Elena, rifatto ed allargato ecc. e rete idrica (per la prima volta a Mastropietro e Placa, già dotate di strade) e fognante. Altre lo saranno: Impianti sportivi? Quattro addirittura, sono stati realizzati dalle varie amministrazioni comunali, a Fossato, Montebello, Masella e Saline. La quinta sorgerà tra breve a Sant'Elia. Il depuratore è nuovo di zecca e funziona. Per la protezione della coste, abbiamo ricevuto un congruo finanziamento. Il porto è un discorso importante, ma richiede programmazione, tempo, battaglie e volontà politica a più alto livello. Cimiteri, ce ne sono quattro (Fossato, Montebello, Masella e Saline); ad ognuno stiamo prestando le necessarie attenzioni"
Fra le strade che sono state dotate di pubblica illuminazione, il Sindaco ha dimenticato di citare, il tratto completamente disabitato, tra Fossato e Montebello, nella conta degli impianti sportivi ha omesso di dire che, l'impianto di Masella, costruito su un terreno franoso, è inutilizzabile e già irrimediabilmente danneggiato, per quanto riguarda i cimiteri, credo proprio che tutti e quattro, ma soprattutto quelli di Montebello e Masella abbiano necessità di molte più attenzioni di quelle fin'ora tributate dalla nostra amministrazione. Insomma dopo l'abilità dimostrata dal nostro primo cittadino nel rigirare le frittate dovremo proporlo come aiuto cuoco ad Antonella Clerici.

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postato da Bernardino F.L. Cardenas; alle 1:19 PM, ,




Mi passa per la testa

Figli e figliastri

Riporto testualmente l'avviso che si legge sul sito ufficiale del Comune di Montebello Ionico:
"Si comunica che, a partire dal 14/06/2006, un dipendente dell'Ufficio Tributi assicurera' la costante presenza presso la delegazione di Saline Joniche, tutti i mercoledi dalla ore 15.00 alle ore 18.00, al fine di consentire alla cittadinanza di ottenere chiarimenti sui tributi comunali."
Nel complimentarci con l'amministrazione comunale per l'utile iniziativa che, renderà la vita più facile a tutti i salinesi, facciamo notare come un tale servizio sarebbe gradito anche ai fossatesi che, per quanto ci risulta non sono mai stati esentati dal pagamento dei tributi comunali.
Fatte dette osservazioni, forti del risultato referendario di ieri, nonostante i nostri amministratori siano in buona parte esimii giuristi, ci permettiamo di ricordare loro il contenuto dell'art. 3 della Costituzione della Repubblica Italiana:
"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese. "
Non si capisce, quindi, perchè i cittadini montebellesi non debbano avere pari dignità ed essere uguali davanti alla propria amministrazione comunale?
P.S. Con la sicurezza che i concittadini della frazione Saline non interpreteranno quanto scritto come una sterile polemica campanilistica teniamo a precisare che, tale post si pone come unico obiettivo il reclamare parità di trattamento per tutti cittadini del comune.

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postato da Bernardino F.L. Cardenas; alle 12:41 PM, ,




Mi passa per la testa

Telecom Italia non attiva l'ADSL nelle zone interne del nostro comune, in conseguenza a ciò le aule computer dei plessi scolastici situati nell'entroterra montebellese rimangono prive di collegamento a Internet. La logica sembra sia: "Se non c'è l'ADSL non vale la pena nemmeno attivare il servizio classico di collegamento dial-up." Pensando a tutto ciò mi torna in mente un vecchio detto:"Pu riccu ricchizza, pu poviru ruppi i pizza" che con traduzione volutamente non letterale potrebbe essere riassunto come non c'è mai limite al peggio.

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postato da Bernardino F.L. Cardenas; alle 4:24 PM, ,




Mi passa per la testa

Il Presidente Berlusconi ad ogni apparizione televisiva non perde l'occasione per sottolineare come la magistratura sia di sinistra, i giornali siano di sinistra, le televisioni siano di sinistra, le scuole e le università siano di sinistra, i sindacati siano di sinistra, i vertici di Confindustria siano di sinistra, ecc. Mi chiedo come diavolo ha fatto a vincere le elezioni del 2001 e come spera di vincere quelle del 9 e 10 aprile se tutta l'Italia sta a sinistra.

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postato da Bernardino F.L. Cardenas; alle 1:51 PM, ,




Mi passa per la testa

I Comuni per come delineato nella nuova Legge Finanziaria, saranno incoraggiati a fornire “collaborazione” nella lotta all'evasione fiscale, potendo incassare il 30% delle somme recuperate. Di questa legge potrebbe approfittarne il nostro comune. Come? Cominciando con l'autodenunciarsi. Apprendiamo infatti, dalla Delibera della Giunta Municipale n° 45 del 27/02/2006, che il Comune di Montebello Ionico ha "dimenticato" di pagare i bolli auto per gli anni 2000 - 2001 - 2002 evadendo così il "fisco regionale".
Insomma la lotta all'evasione, per il comune di Montebello, potrebbe rivelarsi una "lotta intestina".

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postato da Bernardino F.L. Cardenas; alle 12:02 PM, ,