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Alla faccia del federalismo!!!!!

Il governo Berlusconi attualmente in carica è sostenuto, tra gli altri, anche dalla Lega Nord, partito definito "federalista".
Ma questo governo si sta dimostrando un terribile accentratore, calpestando i diritti degli enti sub statali.
E' il caso della riforma del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini sulla scuola.
Contro il provvedimento del ministro ben SEI Regioni hanno ricorso alla Corte Costituzionale.
Il motivo è semplice: la legge è "illegittima" perchè sarebbero state violate le competenze regionali in materia scolastica.
Piemonte, Sardegna, Marche, Puglia, Toscana, Emilia Romagna hanno ricorso non soltanto per la scuola, ma anche per altre materie che riguardano la casa, la formazione, la sanità, l'assistenza sociale e il patrimonio regionale.
In pratica il governo ha invaso su diversi campi le materie di competenza delle Regioni.
I ricorsi sulla scuola riguardano l'articolo 3 del decreto legge 154 che prevede il commissariamento delle Regioni che non ottemperino al ridimensionamento degli istituti scolastici.
E' in atto, da parte del Governo centrale, un ridimensionamento delle funzioni e competenze delle Regioni previste dalla nostra Costituzione.
E poi ci parlano di federalismo, di decentramento di partecipazione degli enti locali e via dicendo.
Caro Bossi, non si può parlare bene e razzolare male!!!

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postato da Anonimo; alle 12:41 AM, ,




Grembiulini e pallottoliere

Tagliare gli investimenti nella scuola equivale a segare il tronco di un albero stando seduti sul ramo più alto.
Il futuro dell’Italia nasce nelle Università, nei licei, negli asili. Se ne uscirà spazzatura, il Paese rimarrà una discarica.
Quando si parla di scuola si discute di occupazione, di ricercatori licenziati, di 50.000 insegnanti precari che rimarranno a casa.
Sui nostri ragazzi però nessuno fiata. Sulle conseguenze per i loro studi.
Meno investimenti vuol dire meno qualità, meno aule didattiche, meno laboratori, meno collegamenti in Rete, meno pc per gli studenti.
In pochi anni siamo passati da Internet e Inglese del secondo governo Berlusconi (ricordate le tre I?) ai grembiulini della Gelmini del terzo governo Berlusconi.
Il quarto, se ci sarà, introdurrà il pallottoliere in ogni classe.
Lo psiconano taglia perché non ha più soldi.
Non li ha per la scuola.
Per altre spese invece il problema non sussiste.
Catania, città fallita dell' ex sindaco Scapagnini, riceverà 150 milioni di euro. Non sarà neppure commissariata.
Il Comune di Roma dissestato da Topo Gigio Veltroni ha ottenuto 500 milioni di euro per ripianare parte del deficit.
E dal 2010 questa somma (CINQUECENTOMILIONI) diventerà un finanziamento annuo permanente.
Testa d’Asfalto non taglia le Province (da abolire), gli stipendi dei parlamentari (i più alti d’Europa), i parlamentari (il maggiore per numero di abitanti in Europa). Non accorpa i Comuni sotto i 5000 abitanti, non abolisce una delle Camere.Non può licenziare i politici e i loro portaborse.
Agli studenti del Politecnico di Milano è arrivata una lettera per il nuovo Anno Accademico. Li informa che: “E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto legge n. 112, che prevede per l’intero sistema universitario una forte riduzione del personale e del Fondo di Finanziamento Ordinario, ovvero di quelle risorse che ogni anno lo Stato investe nell’Università. Tale provvedimento comporterà per il Politecnico di Milano una notevole carenza di organico, e colpisce in particolar modo le aspettative di tutti quei collaboratori di ricerca che forniscono la loro opera in regime di precariato, in attesa dell’opportunità di un concorso. Rispetto alla riduzione dei fondi poi è evidente come il taglio stimato per l’Ateneo tra i 20 ed i 40 milioni di euro potrà incidere sulla sua politica nella didattica, nella ricerca e nello sviluppo.”
Il federalismo fiscale della Lega sta producendo i suoi effetti.
Fondi ai comuni del Sud falliti, tagli alle Università del Nord.
Belin, così sono capace anch’io.

(Nella foto il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini; Tratto dal sito: www.beppegrillo.it)

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postato da Anonimo; alle 12:00 AM, ,




Montebello Jonico: l'Ufficio scolastico provinciale riapre la scuola elementare di Embrisi

Salvaguardato il diritto allo studio dei 6 bambini della località a nord di Fossato Ionico
I bambini di contrada Embrisi, zona montana a nord del comune di Montebello Jonico, potranno tornare a scuola.
Finalmente!!!
La dottoressa Caminiti, responsabile dell'Ufficio scolastico provinciale, ha sbrogliato la matassa, nominando un insegnante alla scuola montebellese.
Certo, considerando le enormi difficoltà logistiche dovute all'eventuale spostamento dei bambini dalla loro scuola verso i plessi di Fossato o Bagaladi.
Infatti la località di Embrisi è una zona di montagna soggetta a lunghi periodi di isolamento nei mesi invernali.
Ma quello che più conta è che si è fatto salvo il principio che il diritto all'istruzione non può essere negato a nessuno, in qualsiasi posto si trovi e qualsiasi sia il numero degli alunni-studenti frequentanti la classe.
Soddisfazione è stata espressa dal consigliere comunale di Montebello e assessore alla Comunità Montana "Versante dello Stretto" Ugo Suraci che ha affermato: "E' stato salvaguardato il diritto allo studio dei ragazzi".

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postato da Anonimo; alle 7:22 PM, ,




Montebello Jonico, soppressa una delle prime classi di Saline

Decisione del Consiglio dell’Istituto comprensivo
Decisioni importanti che segneranno il futuro degli scolari, quelle prese nell’ultimo Consiglio dell’Istituto Comprensivo di Montebello Jonico.
Fra i vari punti all’ordine del giorno, discussi nell’ultima seduta della massima assise scolastica montebellese, infatti, vi era uno che vedeva coinvolti da molto vicino genitori e alunni delle classi prime di scuola secondaria.
A conferma dei timori più volte espressi, durante l’estate, da docenti ed operatori scolastici, l’Istituto Comprensivo di Montebello Jonico, fin’ora assegnatario di quattro classi prime di scuola secondaria (dislocate nelle varie frazioni del comune), ad apertura d’anno scolastico, a causa dei ben noti tagli di personale operati dagli Uffici Scolastici Provinciali e Regionali, ne ha avute assegnate solo tre.
Motivo per cui il Consiglio d’Istituto si è ritrovato a dover operare delle scelte difficili e deliberare sulla localizzazione della classe soppressa.
La seduta consiliare, rivelatasi problematica fin dall’inizio, si è svolta a singhiozzo tra discussioni ed incontri, più o meno formali, con i numerosi genitori presenti ed intenzionati a tutelare con forza e decisione i diritti dei propri figli.
Già nella mattinata, un gruppo di genitori della frazione Fossato aveva recapitato al Presidente del Consiglio d’Istituto, Geom. Domenico Crea, una missiva con la quale faceva sapere «di ritenere illegittima la decisione di riconvocare il Consiglio d’Istituto riportando all’ordine del giorno argomenti già ampiamente discussi e deliberati nella seduta consiliare del 5 settembre 2008» e invitava, il presidente stesso, ad astenersi «dal proporre la discussione/votazione» minacciando «nell’ipotesi contraria di adire alle vie legali per tutelare i propri diritti e quelli dei propri figli».
Sempre nelle stesse ore, un'altra delegazione di genitori della frazione Montebello Centro, accompagnata dal sindaco Loris Nisi, si recava presso il C.S.A. di Reggio Calabria dove, ricevuta dalla Dott.ssa Caminiti chiedeva con determinazione la riapertura della classe prima del plesso del capoluogo avvisando che il perdurare della situazione avrebbe determinato la continuazione delle azioni di protesta, già intraprese nei giorni precedenti.
Questo il difficile contesto che vedeva i consiglieri, presi tra incudine e martello, alla spasmodica ricerca di una soluzione che potesse conciliare le legittime aspettative di tutti.
Ed alla fine la decisione, seppur sofferta ed approvata a maggioranza, è arrivata: considerata l’estensione del territorio, la viabilità difficoltosa, la presenza di numerosi alunni provenienti dalle borgate più distanti, e il servizio di scuolabus carente, il Consiglio d’Istituto, ha deciso che era necessario garantire e tutelare gli studenti delle aree più svantaggiate, deliberando la soppressione di una delle due classi prime del plesso di Saline, nella speranza che al più presto venga riassegnata quella quarta classe che permetta il ritorno ad una situazione di normalità.

F. M.
(Tratto dal Quotidiano della Calabria)

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postato da Anonimo; alle 10:27 PM, ,




Mariastella Gelmini, un ministro dell’Istruzione da… bocciare!

Il suo piano distrugge la scuola pubblica negando agli studenti il diritto d’istruzione
In Calabria soppressi 1650 posti e 416 scuole
Mobilitazione del PD e dei Cobas contro il piano del ministro Mariastella Gelmini sulla scuola che prevede tagli per 8 miliardi: oltre 100 mila insegnanti in meno con il ritorno al maestro unico, la riduzione del tempo pieno e la riduzione di 4 mila scuole.
Il segretario della CGIL scuola della Piana, Pasquale Larosa afferma che “La riforma della Gelmini è una mattanza sociale, che si accanisce sule scuole primarie, col passaggio dai tre insegnanti al maestro unico ed il conseguente taglio di 60 mila cattedre. Cifre a cui vanno sommate le 50 mila cattedre soppresse alle secondarie e i 50 mila amministrativi in meno, per un totale di circa 160 mila posti di lavoro eliminati e un taglio di spesa di 8 miliardi di Euro”.
Ma non finisce qui. Continua Larosa: “Saranno cancellate le oltre 4000 scuole statali con meno di 600 alunni, mentre quelle definite residue saranno trasformate in fondazioni, secondo il modello delle private confindustriali”.
Una mattanza sociale senza precedenti e con ripercussioni negative nei confronti di chi abita nei piccoli comuni, dove il ritiro da parte dello Stato, del bene primario e insostituibile dell’istruzione, comporterà un aumento della dispersione scolastica, del disagio sociale e della lievitazione dei costi per le famiglie, soprattutto nelle aree del Sud Italia.
In Calabria la situazione più allarmante.
Franco Corbelli, leader del movimento “Diritti civili”, ha criticato il silenzio sino ad oggi della Regione Calabria sui tagli ingiustificati e incostituzionali del Governo nel mondo della scuola, in particolare in quella calabrese, in assoluto la regione italiana più penalizzata.
“La Regione Calabria è completamente assente per la drammatica vicenda della soppressione di 416 scuole e il taglio di 1650 precari calabresi tra insegnanti a tempo determinato e di sostegno, letteralmente buttati dal governo Berlusconi in mezzo ad una strada insieme alle loro famiglie”, conclude l’esponente dei Diritti civili.
Inoltre Corbelli ha dichiarato l’intenzione di adire le vie legali per il decreto cancella scuole e taglia precari, contro il ministro Gelmini e il direttore dell’Ufficio scolastico regionale Francesco Mercurio.
(Nella foto il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini)

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postato da Anonimo; alle 8:39 PM, ,




Legambiente: ecco i tagli nella scuola in Calabria

La responsabile nazionale Scuola e Formazione di Legambiente, Vanessa Pallucchi afferma: "Se, come previsto, il criterio per stabilire la sopravvivenza dei plessi scolastici sarà quello del numero degli alunni, facendo una proiezione sui plessi che hanno un numero inferiore alle 100 unità, in Calabria potrebbero chiudere i battenti il 92,5% delle materne e quasi il 70% delle elementari, visto che su 989 scuole di primo grado, ben 680 sono plessi sottodimensionati".
Tagli di insegnanti e personale Ata, porteranno alla chiusura o all'accorpamento di centinaia di scuole e plessi sottodimensionati.
E continua: "Sollecitiamo il Governo a tenere conto di queste previsioni per i criteri di razionalizzazione, che devono essere stabiliti attraverso la concertazione con gli enti locali, altrimenti costretti a sopperire alla garanzia del servizio scolastico per tutti. Ribadiamo con forza che il sapere è la vera chance per liberarsi dal giogo della malavita e del ritardo economico e poter guardare al futuro con fiducia. Oggi la scuola rischia di essere considerata solo il luogo dove far quadrare conti dello Stato per ridurre la spesa pubblica, operando tagli in maniera indiscriminata".
E conclude: "Tagliare la cultura uccide il futuro".
Anche i sindacati sono intervenuti con il segretario generale della Flc-Cgil Gianfranco Trotta, il quale afferma senza mezzi termini che è necessario che la scuola pubblica in Calabria abbia maggiori attenzioni che esulano da calcoli ragionieristici e dai fabbisogni di cassa.
Il segretario prosegue: "Non condividiamo per nulla l'esultanza del dirigente scolastico regionale Francesco Mercurio, il quale nel convegno di Gizzeria, ha affermato di essere soddisfatto di aver raggiunto in Calabria l'obiettivo di aver tagliato gli organici senza grandi traumi, dimenticando però tutte le manifestazioni di protesta dei genitori e dei precari".

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postato da Anonimo; alle 12:12 AM, ,




I Fossatesi nel mondo: a Montebello è in discussione il diritto di istruzione

L'associazione fossatese contro le soppressioni delle scuole a Embrisi e a Montebello centro
L’associazione “ I Fossatesi nel mondo” esprime viva preoccupazione per la soppressione di alcune classi scolastiche nel territorio del comune di Montebello Jonico, e precisamente della scuola media a Montebello centro e della elementare ad Embrisi.
Così facendo si mette in discussione il diritto fondamentale all’istruzione, aggravato dal fatto che queste classi soppresse sono dislocate in zone montane, cioè in zone svantaggiate che dovrebbero essere più tutelate.
Bene ha fatto la Regione Toscana che ha deciso di ricorrere alla Corte Costituzionale contro il decreto del Governo per quanto riguarda i tagli sull’organizzazione scolastica, le cui competenze sono affidate dalla Costituzione alle Regioni, ma che il ministro Gelmini vuole regolamentare a livello centrale.
L’associazione culturale “I Fossatesi nel mondo” mette in evidenza che la crescita culturale della nazione è la base per affrontare lo sviluppo sociale ed economico.
Il taglio corposo di posti di insegnante elementare che il ministro vuole compiere è un atto che va contro gli interessi della nostra scuola primaria, che è considerata tra le più efficienti d’Europa.
In secondo luogo verrà meno il servizio scolastico soprattutto in tanti centri montani, dove l’istituzione scuola rappresenta l’unico presidio culturale.
L’associazione, quindi, invita l’Ufficio scolastico regionale, i sindacati di categoria, le istituzioni, la popolazione, e la nuova Direttrice dell’Istituto Comprensivo di Montebello Morabito Francesca (alla quale va un augurio di benvenuta), a difendere la scuola con determinazione e con tutti i mezzi possibili dai tagli indiscriminati che si vogliono mettere in atto nel nostro comune e in generale in tutta la Calabria, affinchè si arrivi ad adottare soluzioni territoriali confacenti ai bisogni e alle peculiarità delle diverse zone territoriali.
L'associazione culturale fossatese invita altresì il nostro sindaco di Montebello, avv. Loris Nisi, proprio per garantire a tutti gli studenti del comune di Montebello pari dignità e condizioni, di dare luogo allo spostamento delle sedi comunali della Direzione didattica e della Biblioteca da Saline a Montebello centro, sede del comune e loro sede naturale.
La cultura non può essere barattata con le esigenze dei bilanci contabili!

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postato da Anonimo; alle 9:51 PM, ,




Embrisi,plesso chiuso. Alunni dietro i cancelli

Il piccolo centro montano tra Montebello e Bagaladi
Divampano le polemiche in seguito alla chiusura del plesso elementare di Embrisi, piccola frazione tra Montebello e Bagaladi.
I genitori dei bambini, in segno di protesta per la decisione della Direzione scolastica, avevano deciso nei giorni scorsi di non mandare i loro figli a scuola se la stessa non fosse stata riaperta.
Mercoledì è iniziato l'anno scolastico e la protesta è stata messa in atto.
I bambini infatti, accompagnati dai genitori, si sono presentati nell'edificio di Embrisi, chiuso e sprovvisto di docenti per fare lezione.
A quel punto è stata chiamata la scuola per avere spiegazioni e richiedere la presenza di un docente, ma la risposta è stata che il plesso era chiuso e che i bambini erano stati iscritti a Bagaladi.
I genitori a quel punto hanno chiamato i carabinieri.
Bagaladi si trova a quasi 20 chilometri da Embrisi ed il Comune, per problemi finanziari, non è in grado di fornire il pulmino per accompagnarli a scuola.
A ciò si aggiungano levatacce mattutine, rischi di devianze e turbative per i bambini, e la rigidità dell'inverno che, per alcuni mesi isola la frazione.
Nel frattempo si susseguono le iniziative.
La comunità montana "Versante dello Stretto", col vicepresidente Ugo Suraci, ha chiesto un incontro col Provveditorato agli studi; il dirigente scolastico di Bagaladi, Antonino Nastasi, ha partecipato ad una riunione a Lamezia con i vertici regionali della scuola, dove, pur evidenziando la particolarità e la delicatezza della "questione" Embrisi, ha ricevuto risposte poco rassicuranti; una delegazione di genitori si è recata presso la Cgil scuola, dove è stata suggerita la possibiltà di esperire ricorso al Tar.
Sulla vicenda è infine intervenuto Agostino Casile, del Pdci di Bagaladi.


(f.s.; tratto dalla "Gazzetta del Sud")

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postato da Anonimo; alle 12:50 AM, ,




Montebello: popolazione in rivolta per la soppressione delle classi scolastiche

Si vuole negare il diritto allo studio degli alunni montebellesi
La popolazione di Montebello protesta contro le soppressioni della scuola elementare di contrada Embrisi e di una classe della media di Montebello centro.
Delle decisioni che sembrano assurde, ma reali.
Gli organi scolastici del comune e della provincia devono dare conto di queste scelte che vanno contro gli alunni, l'istruzione e le stesse zone montane, territorio dove avviene la soppressione delle aule.
Infatti, oltre all'art. 34 delle nostra Carta costituzionale che tutela l'istruzione ("La scuola è aperta a tutti; l'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita; i capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi"), vi è, da parte delle autorità scolastiche, la violazione dell'art. 44 della Costituzione, al punto dove sancisce che "La legge dispone provvedimenti a favore delle zone montane", mettendo in evidenza la particolare condizione svantaggiata dei cittadini, e quindi anche e soprattutto degli alunni di queste zone, ad usufruire di condizioni di parità rispetto agli altri delle zone costiere.
Nella contrada di Embrisi, estremo nord del comune di Montebello Jonico, l'unica classe elementare è stata soppressa! I bambini, però, sono stati regolarmente iscritti per l'anno scolastico in corso, salvo poi chiudere la scuola in un batter d'occhio, prima dell'inizio delle lezioni.
Un colpo illusionistico degno di Mandrake!
La contrada di Embrisi è una zona montuosa, impervia, con un inverno rigido tra neve e gelo, dove gli spostamenti sono pressochè difficilissimi.
Si può obbligare dei bambini ad affrontare chilometri di viaggio (ammesso che vi sia qualcuno che li accompagni) per andare a scuola? Nella zona, fino a qualche anno fa, non vi era neanche l'illuminazione pubblica: quei pochi cittadini non erano tanto considerati dall'apparato Statale.
E adesso, per ricompensa, si vuole togliere ai bambini di quella zona abbandonata da tutti, il diritto allo studio?
In nome di cosa?
Dei conti di bilanci che devono quadrare? Dei numeri di conti di burocrati statali senza scrupoli che dalla scrivania in pelle del loro ufficio decidono la soppressione della cultura con un tratto di penna, incuranti del dovere dello Stato verso i propri cittadini?
I cittadini montebellesi non ci stanno!
Il diritto allo studio è sacrosanto, specie nelle zone montane, cioè quelle più svantaggiate! Non può essere soppresso per nessun motivo!
Ci chiediamo: come può un bambino di Embrisi di 6 anni alzarsi alle 6 del mattino e, tra mille difficoltà, rientrare a casa alle 3 del pomeriggio (quando tutto va bene)?
I genitori dei bambini di Embrisi sono stati ricevuti da Sua Eccellenza il Prefetto di Reggio Calabria, perchè non intendono rischiare di far perdere l'anno scolastico ai propri figli.
Chiedono interventi della politica montebellese, ma ciò è difficile, quando essa è da anni ormai che è in letargo, per non dire in agonia.
Un esempio? La direzione scolastica comunale è dislocata a Saline, così come pure la Biblioteca comunale, mentre la loro sede naturale è a Montebello centro, sede del comune.
Il loro spostamento da Saline verso la sede del comune è quanto mai urgente e necessario, anche in considerazione del problema dello spopolamento dei centri montani, che nel nostro comune è già in atto da tempo, ma chi ci governa sembra non accorgersene.
A Montebello centro è a rischio soppressione una classe della scuola media.
Anche quì le proteste si stanno intensificando, perchè la popolazione non accetta l'abbandono coatto dei centri storici e rurali del nostro territorio.
Gli sudenti delle zone montane hanno diritto, come gli altri, a studiare vicino casa.
La nuova direttrice scolastica di Montebello, signora Morabito, si è scontrata subito con dei problemi scolastici comunali che d'ora in avanti saranno cronici.
La nostra speranza, mentre porgiamo gli Auguri di Benvenuta del Blog, è che esca illesa dall'impatto e più combattiva.

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postato da Anonimo; alle 12:13 AM, ,




Strana vicenda all'Istituto Comprensivo di Montebello Jonico

Grave denuncia di un comitato di genitori secondo cui alcuni ragazzi, in un primo tempo non ammessi alla classe successiva durante gli scrutini finali, vengono poi promossi. Il comitato di genitori ha scritto alla Dott.ssa G. Caminiti, Responsabile dell'Ufficio Scolastico Provinciale di Reggio Calabria per segnalare l'incresciosa, quanto assurda, vicenda. Qui di seguito pubblichiamo integralmente la missiva in questione fattaci pervenire nella mattinata di oggi.

Alla Dottoressa G. Caminiti
Responsabile ufficio Scolastico Provinciale
di Reggio Calabria

Quando è la scuola a dare il cattivo esempio. Questo potrebbe essere il titolo di un componimento che tra farsa e tragedia greca, ha coinvolto in fase di redazione degli scrutini una parte degli alunni e del corpo docente delle scuole medie di Saline, facenti parte dell’Istituto comprensivo di Montebello Ionico. Narra la storia che in una classe numerosa, la 2b, in un primo tempo il collegio dei docenti decida di non ammettere alla terza classe ben 7 scolari, con motivazioni diverse, alcuni per un cospicuo numero di assenze, ben oltre il consentito dalle Ordinanze Ministeriali, altri ancora per il profitto non ritenuto soddisfacente dagli insegnanti. Appena in paese si sparge la voce delle “bocciature”, il Dirigente riconvoca i docenti che evidentemente rinsaviti, e rendendosi conto dell’errore commesso nella prima tornata di scrutini, (ma non tutti perché alcuni insegnanti lasciano le insufficienze anche nel secondo verbale) decidono che prima avevano fatto uno scherzetto ai quei malcapitati bocciati, e i sette alunni che non avevano numeri e titoli per essere promossi, nel verbale del secondo scrutinio, come per incanto diventano bravi al punto che sono ammessi, superando così lo scoglio degli scrutini e nel prossimo anno frequenteranno la terza classe. La cosa miracolosa è che diventano bravi anche quelli che, non classificati nel primo quadrimestre perché non sono stati potuti interrogare in quanto non presenti alle lezioni, tra il primo e secondo verbale vengono esaminati telepaticamente dai professori e raggiungono come gli altri, la sufficienza. Ora se la cosa non riguardasse l’Istituzione Scuola, la “narrazione” potrebbe dare adito ad una grossa risata e si potrebbe evidenziare solo il pressappochismo di una parte del corpo docente che con il loro operato e con la loro azione hanno screditato la scuola e cosa ben più grave, hanno disorientato gli alunni frequentanti la classe 2b che con impegno e dedizione si sono applicati durante tutto l’anno scolastico per conseguire, non solo i voti necessari per essere promossi, ma anche e soprattutto una istruzione che li possa preparare ad essere cittadini modello. Trattandosi però dei nostri figli, ai quali cerchiamo sempre di dare il miglior esempio possibile, educandoli al senso del dovere e al rispetto delle regole, alcune domande ce le dobbiamo porre, giusto per dare nell’ambito familiare risposte adeguate ai nostri ragazzi. E vorremmo sapere, se questo è ritenuto legittimo dai docenti e dal Dirigente dell’Istituto comprensivo, quali criteri sono stati adottati per valutare gli alunni al fine di stabilire se sono stati rispettati i principi di omogeneità e imparzialità nella valutazione complessiva di tutti i componenti della classe. Infatti, è opinione diffusa tra i genitori degli scolari frequentanti la classe, che evidenti sperequazioni siano state subite da coloro che in modo diligente e con un impegno assoluto si sono applicati nel corso dell’anno scolastico e chi, pur non avendo partecipato alle lezioni con assiduità e non raggiungendo la sufficienza nelle materie di studio è stato lo stesso ammesso alla classe terza. Perché tutto questo sta comportando negli alunni che hanno studiato con dedizione e senso del dovere una evidente sfiducia , in quanto la decisione di promuovere tutti, a prescindere dalla frequenza scolastica, dai risultati conseguiti e dall’impegno profuso durante l’anno scolastico, ha mortificato gli sforzi di chi si è con abnegazione applicato per raggiungere i risultati richiesti dal corpo docente. La considerazione che emerge da questa situazione paradossale è che, se già a livello della scuola dell’obbligo, non passa il concetto di meritocrazia e del rispetto delle regole, perché tanto si può non frequentare le lezioni e si può anche non studiare perché poi alla fine dell’anno scolastico vengono tutti promossi, la scuola non verrà vista dai ragazzini di questa fascia di età come un “dovere” prioritario, ma solo come una zona di parcheggio dove trascorrere parte della giornata. Il pericolo che si corre, è che dal prossimo anno anche i nostri figli inizieranno a fare i lavativi, perché tanto alla fine “saranno tutti promossi”. Se vogliamo combattere e vincere la cultura mafiosa e in generale ogni forma di sopruso che domina in questo sfortunato lembo di terra, deve essere proprio la Scuola a dare il miglior esempio possibile, ribadendo i valori indispensabili per dare agli alunni insieme alla cultura e all’istruzione, esempi positivi per preparali ad essere cittadini diligenti e rispettosi delle regole e delle norme che disciplinano il convivere civile. Saline Joniche li 27 giugno 2008

Paolo Mallamaci
A nome del comitato genitori della 2b

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postato da Bernardino F.L. Cardenas; alle 1:28 PM, ,




esami: ECCO LA MATEMATICA


CI SCUSIAMO PER L'ORDINE NON CORRETTO....

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postato da Anonimo; alle 10:09 AM, ,