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L'ha fatta grossa!!!

Il Sindaco di Montebello Loris Nisi con le sue dichiarazioni dopo le frane che si sono abbattute sulla strada provinciale S.Elia -Fossato
Poteva decidere di stare zitto, salvando il salvabile.
E invece, il sindaco di Montebello Jonico ha voluto, come sempre, dire la sua sulla questione "frane", dopo che i cittadini hanno rischiato la vita (e la rischieranno sempre di più), transitando sulla via di comunicazione ridotta come peggio non si può!
La strada provinciale S.Elia-Fossato è ormai insicura e piena di rischi per gli abitanti che la percorrono.
Sentiamo cosa ha dichiarato, tra l'altro, il nostro sindaco:
"I danni sono talmente estesi e diffusi che non pare possibile garantire il rispristino e la normalità in tempi brevi...".
Per questo motivo il sindaco Nisi "invita tutta la cittadinanza ad adottare particolari cautele nella circolazione sulle strade comunali e provinciali, anche per la presenza di buche o smottamenti che potrebbero essere non segnalati".
Vorremmo sapere quali sono queste cautele che i cittadini dovranno adottare transitando su una strada a rischio caduta massi, smottamenti, frane e via dicendo.
E poi, perchè gli smottamenti non sono segnalati? Non è compito del sindaco pretendere dalla Provincia le segnalazioni?
Così si attuano i provvedimenti in materia di protezione civile?
Eh, si! L'ha fatta proprio grossa, con queste dichiarazioni! Poteva benissimo risparmiarsele, il nostro primo cittadino.
Invece, il sindaco avrebbe dovuto adottare molte decisioni che, purtroppo, non ha adottato.
Ci riferiamo alla chiusura della strada provinciale S.Elia - Fossato, alla convocazione di un consiglio comunale aperto con la presenza di Sua Ecc. il Prefetto, dell'Amministrazione provinciale, della Protezione Civile, dei sindaci dell'area grecanica.
Tutto ciò per prendere visione del grave problema e intervenire per l'immediato e per il futuro.
Ma Nisi è' rimasto impassibile e inoperoso, come del resto tutti i rappresentanti del popolo, consiglieri comunali di maggioranza e di opposizione.
Nessuno tra i consiglieri che riscaldano il banco nei consigli comunali, ha sentito il dovere di fare una dichiarazione, una presa di posizione, di lanciare l'allarme per la pericolosità, ormai insostenibile, della nostra strada.
Soltanto il Comitato Civico "Leone Sgrò" si è mosso a difesa dei diritti dei cittadini, come sempre, ormai, in perfetta solitudine.
Il sindaco Loris Nisi, ormai da 10 anni che governa il nostro comune, non ha attuato misure idonee per la salvaguardia di nostri centri montani, patrimonio paesaggistico, culturale, ambientale ed economico. Non ha garantito la sopravvivenza dei centri montani del comune che si stanno sempre più spopolando, ed il cui abbandono provoca l'aumento del dissesto e l'impoverimento del territorio.
Non ha proposto l'alternativa seria e credibile alla strada provinciale S.Elia -Fossato, che è la costruzione della "Trasversale Grecanica".
Può bastare, per i cittadini, dopo una giornata di maltempo in cui rischiano la vita, una dichiarazione del sindaco sui giornali?
(Nella foto il sindaco di Montebello Loris Nisi)

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postato da Anonimo; alle 11:26 PM, ,




L'ha fatta grossa!!!

Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, definendo il nuovo Presidente USA Obama, "abbronzato".
Per Silvio Berlusconi era solo un «complimento»!!
Per l’opposizione, invece, è la prima gaffe internazionale di un premier sul colore della pelle del nuovo presidente degli Stati Uniti.
«Crea danno all’Italia sulla scena mondiale», dice Walter Veltroni.
Tutto succede durante la conferenza stampa congiunta con il presidente russo Dmitri Medvedev al termine del vertice intergovernativo a Mosca.
Nel day after dell’elezione, inevitabile la domanda sul futuro dei rapporti Russia-Usa.
Ed è allora che il Cavaliere si dice convinto che Obama abbia tutto per andare d’accordo con Medvedev perché «è bello, giovane e abbronzato».
Una battutaccia sul colore della pelle del neo presiente USA, a poche ore dall'elezione!
Era solo «un complimento», una «assoluta carineria» dice il Cavaliere...
Sarà....
(Nella foto il Cavaliere mentre fa le corna ad un collega europeo)


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postato da Anonimo; alle 12:41 AM, ,




L'ha fatta grossa!

Claudio Burlando, DS, Governatore della Liguria ed ex ministro dei trasporti, che ha percorso "contromano" l’autostrada a Genova Erzelli privo con sè di Patente e Carta d'Identità.
Eh, sì!!! L'ha fatta proprio grossa, il presidente della Regione Liguria.
Rischiando per sé, e anche per i poveri cristi di automobilisti che percorrevano la strada dalla loro mano. Siamo rimasti sconcertati non soltanto del comportamento sbagliato alla guida dell'auto del”Governatore”, ma anche della mancata contestazione immediata tramite verbale da parte della pattuglia della Polizia Stradale dell'infrazione per circolazione in contromano, e per quella riguardante l'assenza della patente di guida. Burlando ha abusato del suo "nome" mostrando il tesserino da Deputato, peraltro non più valido, mettendo in grave imbarazzo i poliziotti che alla fine lo hanno lasciato andare senza verbale, senza multa e senza sequestro dell'auto. Gli agenti intervenuti perchè allertati da più di una telefonata piovuta al 113 di altri automobilisti che si sono visti venire incontro in senso vietato sulla rampa autostradale di Genova-Aereoporto la Mitsubishi Space Runner di Burlando, non avrebbero seguito la prassi di legge ma si sarebbero limitati ad avvertire il loro comandante e poi redatto in separata sede una "relazione di servizio". Comportamento che se perseguito potrebbe portare gli stessi agenti a dover rispondere penalmente di omissione di atti d'ufficio e falso ideologico. Sembra che anche il Questore e il Prefetto genovesi avrebbero fatto in modo di ammorbidire il caso, affermando di aver intenzione di vedere che provvedimenti prendere. I due alti dirigenti del Ministero degli Interni avrebbero invece dovuto prendere subito i provvedimenti del caso rendendolo anche da subito pubblico. Burlando avrebbe dovuto scrivere immediatamente una nota alla stampa dell'accaduto senza aspettare di essere stanato dai giornalisti 6 giorni dopo il fatto. Adesso l’unica cosa che può fare è quella di rimettere il mandato, rassegnando le dimissioni…per cancellare tutti gli “abusi” e violazioni di legge commessi. Ma siamo sicuri che non lo farà. Vi chiederete perché? Ma perché siamo in Italia, dove le dimissioni si annunciano ma non si danno MAI!
(Nella foto, il Governatore dei DS Claudio Burlando)

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postato da Anonimo; alle 11:03 PM, ,




L'ha fatta grossa

L'ha fatta grossa l'On. consigliere regionale dott. Domenico Crea, che ha accusato il nuovo assessore del comune di Reggio Calabria, Antonella Freno, di aver militato sul versante opposto poco tempo prima, proprio come lui!!!
Eh, no, caro Mimmo Crea....stavolta anche tu l'hai sparata grossa come una casa, anzi come un palazzo, anzi mi sa grossa come una delle torri gemelle che nel 2001 sono cadute giù per i famosi atti terroristici!
Ma veniamo ai fatti. Dopo le elezioni al comune di Reggio che hanno visto il successo del sindaco uscente di AN Giuseppe Scopelliti su Lamberti Castronuovo, l'On. Mimmo Crea, da poco traghettato dalla Margherita alla Democrazia Cristiana per le autonomie, spera in un posto in giunta del suo rappresentante.
Ma, ahimè, il posto in giunta non arriva. Ci sono molte liste civiche da accontentare e spunta anche una donna esterna, Antonella Freno.
L'On. Crea si scaglia subito contro la composizione della giunta che, a suo dire, avrebbe i connotati di giunta troppo localistica, mentre la città di Reggio deve avere valenza nazionale. Come per dire... caro Scopelliti, noi della DC siamo un partito a valenza nazionale, ed un posto in giunta tocca a noi!!!
Ma il vero exploit l'onorevole Crea lo compie commentando la nomina sulla Freno: "Manifestiamo disappunto per il ricorso a figure che, pur rispettabilissime sul piano personale, hanno militato fino a ieri sul versante politico opposto".
Questo è vero, la Freno dalla Margherita, per un posto in giunta, passa al versante opposto, a destra.
Ma tentiamo di capire.... l'On. Mimmo Crea, dalla giunta Chiaravalloti, a destra, passa alla Margherita, a sinistra, e adesso vira di nuovo a destra....e per giunta critica la Freno di passare da un versante all'altro?
Questa è troppo grossa, anche se ha l'attenuante del caldo afoso che, sfiorando i 50 gradi, ha messo a dura prova l'intelletto delle persone....
(Nella foto, l'On. Domenico Crea)

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postato da Anonimo; alle 11:44 PM, ,




L'ha fatta grossa

L'ha fatta proprio grossa il sindaco di Montebello, Loris Nisi, non presentandosi all'invito per la premiazione di un'alunna del suo comune, vincitrice nel settore poesia a San Giorgio Morgeto.

Ma ecco i fatti: l'alunna Michela Crea, della classe media 1 E dell'Istituto comprensivo di Montebello (lo stesso del comune del Sindaco Nisi) vince il concorso nazionale "25 aprile, pagine della nostra storia", categoria poesia, con "La liberta".


La poesia ricorda l'orrore dei campi di concentramento e merita il 1° premio.

Il nostro sindaco è invitato alla premiazione a San Giorgio Morgeto, insieme alla Direttrice Didattica delle scuole.

Una grande soddisfazione per il nostro territorio, per la nostra scuola e per i nostri alunni e genitori.

La premiazione si è svolta sabato 21 aprile, la ragazza è stata premiata con tutti gli onori, ma il nostro sindaco e la nostra direttrice non si sono fatti vedere.

Sono stati latitanti (come i criminali) in quella gioiosa giornata per non rappresentare il nostro comune e la nostra scuola. Le loro sedie sono rimaste vuote, come la loro coscienza istituzionale.

Una bella vergogna che però non ha vanificato la struggente poesia di Michela, che ha ricordato con i suoi versi la giornata del 25 aprile, quella della nostra liberazione.

Non solo quindi, il sindaco e la direttrice non hanno partecipato ad una semplice premiazione, ma hanno infangato anche il significato storico che quella premiazione e quel concorso testimoniavano.

Infatti (come al solito) nulla che ricordasse l'anniversario del 25 aprile è stato indetto nel nostro comune. Meno male che ci ha pensato la ragazzina, da cui il signor sindaco e la signora direttrice hanno molto da imparare... a quanto sembra.

Quindi, cari lettori, la nostra Resistenza ancora ha da cominciare, perchè a tutt'oggi non sono stati cacciati gli invasori delle istituzioni, e delle coscienze.

Il nostro comune deve essere ancora liberato....

Quindi RESISTERE, RESISTERE, RESISTERE...è ancora il nostro motto di allora (25 aprile 1945)!!!

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postato da Anonimo; alle 10:46 AM, ,




L'hanno fatta grossa

Questa settimana a farla più grossa di tutti sono stati quei politici che prima hanno approvato l'operato del governo per la liberazione di Mastrogiacomo e poi, con grande ipocrisia, si sono tirati indietro dissociandosi.

L’esito positivo del sequestro di Mastrogiacomo sta provocando in Italia l’osceno e ipocrita valzer di dichiarazioni e prese di posizione di esponenti del mondo politico e dei media che fino al momento della liberazione del giornalista si erano mostrati uniti e compatti nel chiedere al governo di fare tutto il possibile per ottenere il suo rilascio, approvandone l’operato durante tutto il periodo di gestione del delicato caso. Lo stesso Cossiga il 10 Marzo... aveva addirittura annunciato che domani nella mia responsabilità di italiano e di cristiano rivolgerò attraverso le colonne del quotidiano ‘Il Tempo’ un appello 'ai Signori delle tribu'! ai signori Talebani! ai signori di Al Qaeda! alla resistenza afghana!' perché sia fatta salva la vita al giornalista della Repubblica Daniele Mastrogiacomo e gli venga resituita la libertà". Aggiungendo poi il 17 Marzo "Credo proprio che gli Stati Uniti ed il Regno Unito, i loro governi centrali ed i comandi militari delle loro unità in Afghanistan dovrebbero pensare seriamente, insieme al governo afgano, a permettere lo scambio dei prigionieri in vista della liberazione del giornalista Daniele Mastrogiacomo, che hanno accertato, come era ovvio, essere soltanto un giornalista e non una spia". Mentre Casini aveva dichiarato nei giorni cruciali che non si doveva disturbare il manovratore, cioè Prodi e il suo governo. Nel corso delle due settimane del sequestro nessun politico e nessun giornale si era azzardato a contraddire l’azione del governo e a tutti era noto nei giorni precedenti la liberazione che il gruppo di miliziani che aveva in ostaggio Mastrogiacomo non chiedeva soldi ma uno scambio di prigionieri, come del resto succede nei teatri di guerra tra due parti in conflitto. Nessuno poi in Italia ha contestato la determinazione con cui il governo italiano ha fatto pressioni sugli USA e GB nel non frapporre ostacoli con blitz militari o veti nei confronti del governo di Karzai per il rilascio delle persone in questione. Quindi nessuno ha proferito parole contrarie a questa gestione, né tra i media né tra le fila dell’opposizione né tra quelle della maggioranza di governo. Ma, una volta tornato a casa sano e salvo Mastrogiacomo, ecco emergere l’innata e squallida ipocrisia che contraddistingue il nostro Paese con le raffiche di dichiarazioni contro il governo per come ha gestito il sequestro, per il fatto di aver implicitamente riconosciuto i talebani, per aver svenduto la credibilità e la dignità nazionale dell’Italia. Ipocrisia sparsa a piene mani anche in seguito alle dichiarazioni di un anonimo funzionario dell’amministrazione USA che ha criticato il governo italiano per aver costretto Karzai a liberare cinque “terroristi talebani”. Un’ipocrisia che conferma ancora una volta l’assoluto asservimento del nostro Paese ai voleri della potenza americana, gettando indirettamente altro fango anche sulla memoria di Calipari con il malcelato auspicio – fortunatamente irrealizzato - di un remake del finale del sequestro di Giuliana Sgrena. Finora però non c’è stata in merito alcuna presa di posizione ufficiale del governo USA, mentre si sa solo che il giorno della liberazione la Rice si era dichiarata compiaciuta con D’Alema per l’esito positivo della vicenda. Ma anche se dovesse esserci, non farà altro che aumentare a dismisura questa oscena ipocrisia. Ci si chiede perciò qual è il significato che certa stampa, l’opposizione parlamentare e anche esponenti della maggioranza di governo – Di Pietro e Bonino per esempio - danno al concetto di dignità nazionale, di credibilità di un Paese, della sua eventuale inaffidabilità e umiliazione. Chi adesso spara ad alzo zero contro il governo avrebbe dovuto farlo durante i giorni di prigionia di Mastrogiacomo dicendo con onestà a chiare lettere che il governo non doveva assolutamente fare tutto il possibile per liberarlo, dal momento che era ben evidente l’equazione tra “tutto il possibile” e il rilascio degli uomini richiesti dai rapitori. Ma quando prevale l’ipocrisia anche la memoria svanisce di colpo, come nel caso di chi era al governo fino a un anno fa, e in particolare sulle modalità di gestione a quell’epoca dei sequestri di italiani. Negli scorsi anni infatti si sono pagati riscatti milionari, che poi sono ovviamente serviti per acquistare armi, e in cambio della liberazione di Clementina Cantoni - sequestrata in Afghanistan - c’era stato anche un rilascio di persone da parte delle autorità afghane. Non basta. Si ha pure la sfrontatezza di paragonare il sequestro di Mastrogiacomo con quello dei due tedeschi in Iraq, affermando che si sarebbe dovuto adottare la stessa posizione della Merkel che non si piega ai ricatti. Dimenticando però che al governo tedesco è stato chiesto il ritiro delle truppe tedesche dall’Afghanistan, richiesta che era stata fatta anche al governo italiano nei primi giorni del rapimento. Il 10 Marzo infatti Dadullah avrebbe detto al telefono ad un giornalista afghano della France Presse “Entro sette giorni il governo italiano dovra' fissare una data per il ritiro dei suoi soldati dall'Afghanistan”. E a questa richiesta il governo italiano ha ovviamente risposto picche, come ha fatto la Merkel. Né più né meno. Vedremo comunque come si risolverà il sequestro dei due tedeschi in Iraq e come il governo tedesco, che si dichiara “irritato” per i cinque talebani rilasciati, gestirà fino alla fine la vicenda. Ma tornando al Belpaese, tutta questa ipocrisia a 360 gradi si esplicita così platealmente guarda caso proprio a pochi giorni dal voto al Senato sul rifinanziamento della missione militare in Afghanistan; mettendo in luce come sempre la piccolezza meschina e provinciale del nostro Paesello, che non perde occasione per buttarla nella caciara della nostra politichetta interna. Comunque, nella malaugurata ipotesi che qualche altro italiano venga in futuro sequestrato in un teatro di guerra, è sicuro che per l’ennesima volta non si alzerà alcuna voce che dirà chiaramente nei giornali o in Parlamento ”Il governo non deve cedere alle richieste dei rapitori e non deve mobilitarsi per ottenere la liberazione dell’ostaggio. Lasciamolo pure crepare".

Fonte www.pressante.com

Nelle foto: il giornalista di Repubblica, Daniele Mastrogiacomo, così come era apparso nel video diffuso dai suoi sequestratori, il Senatore a vita Francesco Cossiga.

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postato da Bernardino F.L. Cardenas; alle 12:42 AM, ,




L'ha fatta grossa

Questa settimana a farla più grossa di tutti è stato il vice sindaco del comune di Montebello Jonico, avv. Carmelo Romeo

L'avvocato Romeo, nella seduta di giunta comunale del 23 novembre 2006 ( la numero 140), mancando il sindaco, avv. Loris Nisi, ha presieduto la seduta.

L'oggetto della deliberazione riguardava l'affidamento alla società "Fata Morgana" delle attività finalizzate allo sviluppo della raccolta differenziata dei rifiuti.

Infatti, il comune ha ricevuto dalla Regione Calabria un contributo per la raccolta differenziata dei rifiuti "porta a porta", ed ha redatto un progetto per la raccolta dei rifiuti all'interno delle varie zone comunali.

Il vice sindaco è di Fossato Jonico, paese dell'entroterra, e l'ha combinata proprio grossa, perchè ha lasciato gli abitanti del suo paese (Fossato Jonico) insieme agli altri delle zone interne del comune (Montebello e Masella) privi della possibilità di effettuare la raccolta dei rifiuti "porta a porta", precludendo lo sconto fiscale sulla raccolta stessa.

Come dire, ha stabilito i cittadini di serie A (quelli di Saline) e i cittadini di Serie B (Fossato, Montebello e Masella) del territorio comunale.

Cioè ha stabilito la serie cadetta per i "propri" cittadini, quelli che abitano dove è nato e cresciuto. E pensare che alle ultime elezioni provinciali, il vice sindaco, candidato nel Pdm, è stato trombato proprio dai cittadini di Saline!!!

Mi si potrà dire che in serie B possono giocare anche squadre forti, come la Juve quest'anno. Certo! Ma con la differenza che i cittadini di serie B del nostro comune (vedi quelli di Fossato, Montebello e Masella), rimanendo questo vice sindaco in carica, non saliranno MAI in serie A, nè avranno la possibilità di lottare per la promozione a cittadini di serie A, come la Juventus!

(Nella foto, il vice sindaco Carmelo Romeo)

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postato da Anonimo; alle 7:14 PM, ,




L'ha fatta grossa

Questa settimana a farla più grossa di tutti è stata la compagnia di telefonia mobile Wind.

Dal 5 marzo entra in attuazione il decreto Bersani , che obbliga i gestori di telefonia mobile ad eliminare i costi fissi di ricarica e i limiti di validità del traffico acquistato, ma wind se ne infischia. L'operatore arancione, unico fra le quattro compagnie di telefonia mobile operanti in Italia ( Tim, Tre e Vodafone si sono subito adeguate al decreto Bersani) , infatti ha deciso di mantenre i costi di ricarica. Sfidando il decreto Bersani, Wind ne applicherà i dettami solo ai piani tariffari attivati dopo il 5 Marzo, in quanto ritiene che il decreto non sia retroattivo. Chi volesse non pagare più i costi di ricarica dovrà dunque cambiare piano telefonico con lo svantaggio che questi sono meno convenienti di quelli in vigore sinora.I nuovi piani sostituiranno quelli esistenti dal 5 marzo e solo questi non avranno più i costi di ricarica.Le vecchie ricaricabili invece continueranno a pagare i tanto odiati costi aggiuntivi sulle ricariche da 10 e da 25 euro, in aperta sfida con quanto previsto dal decreto Bersani. Solo le ricariche da 50 euro da sempre non hanno costi extra.Come è accaduto per la Vodafone, anche il gestore di telefonia mobile Wind annuncia rincari nelle tariffe che avranno, come già visto nella compagnia britannica, scatti di 30 secondi. Inoltre lo scatto alla risposta sfiorerà in alcuni casi anche i 17 cent. Sparirà anche la mini ricarica da 4 euro, un'azione che colpirà duramente le fasce più giovani della clientela Wind. Secondo Wind bisogna cambiare il profilo tariffario se si vuole usufruire del vantaggio di non pagare i costi di ricarica. A noi sembra un comportamento scorretto, tuttavia secondo l'azienda tutto è stato fatto entro i limiti del decreto. Intanto, le associazioni dei consumatori sono già scese in campo, con la Codacons a guidare la protesta. Qualsiasi costo di ricarica applicato agli utenti della telefonia mobile dopo il 5 marzo sarà considerato illegale e, come tale, denunciato dinanzi le competenti autorità – si legge nel comunicato stampa dell’associazione a favore di consumatori. “Chiediamo all’Autorità per le comunicazioni di verificare i nuovi piani tariffari degli operatori telefonici per accertare se al loro interno si celino aumenti a discapito degli utenti" – afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi. Le compagnie che decideranno di fare le “furbe”, scaricando sui consumatori i minori introiti derivanti dal taglio ai costi di ricarica, o quelle che continueranno a imporre tale balzello, dovranno essere pesantemente sanzionate”. Per il Codacons inoltre i gestori telefonici devono restituire agli utenti le somme incassate per i costi di ricarica, relativamente al periodo che va dall’entrata in vigore del Decreto Bersani (2 febbraio) al 5 marzo, in quanto tale tassa si considera vietata dal momento di entrata in vigore dei provvedimenti del Ministro per lo Sviluppo.

Nell'immagine i loghi delle quattro compagnie di telefonia mobile operanti in Italia.

Fonte Google News

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postato da Bernardino F.L. Cardenas; alle 12:01 AM, ,




L'ha fatta grossa

L'ha fatta proprio grossa Massimo D'Alema. Il suo intuito, stavolta non è bastato. Fidandosi forse un po' troppo di se stesso, dell'antiberlusconismo, che fin'ora ha sempre reso coeso il centrosinistra, e dell'appoggio dei senatori a vita, D'Alema, nell'illustrare al Senato le linee guida della politica estera del governo, ha lanciato la sua sfida: "E' venuto il momento delle assunzioni di responsabilità. Chi condivide la politica estera del governo lo voti, chi non la condivide voti contro. Per noi è fondamentale misurare il consenso di quest'Aula, condizione preziosa per andare avanti con il lavoro". Purtroppo i Senatori Ferdinando Rossi (PdCi) e Franco Turigliatto (PRC) hanno accettato la sfida e i loro due voti uniti alle defenizioni dei Senatori a vita Francesco Cossiga, Giulio Andreotti, Sergio Pininfarina alla fine hanno fatto la differenza facendo cadere rovinosamente il Governo Prodi. Governo che si è fatto male da solo. La vecchia volpe poteva fare a meno di chiedere e di effettuare la verifica sulla sua politica estera, eppure l’ha fatto ugualmente, commettendo un grave, errore. Ingenuità o presunzione? Ai posteri l'ardua sentenza.

Nella foto l'ormai ex Ministro degli Esteri Massimo D'Alema

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postato da Bernardino F.L. Cardenas; alle 1:04 PM, ,




L'ha fatta grossa

Questa settimana a farla più grossa di tutti è stato

il Prof. Emanuele Severino (Università di Venezia)

A fargli vincere "l'ambito premio" le dichiarazioni rilasciate sul Messaggero in cui afferma che l’annunciata nota con cui la CEI richiederà di votare in Parlamento contro la legge sulle unioni civili va considerata legittima, perché “essa vincolerà bensì i singoli parlamentari cattolici, se lo vorranno, ma giammai lo Stato”.

D’accordo Professore ma se, approvata eventualmente la legge, la CEI chiedesse poi ai dipendenti cattolici dell'anagrafe di non applicarla, tale richiesta andrebbe pure considerata legittima?

Risponda “no”, Professore, e la Sua risposta contrasterà con il principio di eguaglianza, perché l'obbedienza alle richieste della Chiesa sarebbe consentita ai parlamentari, ma non ai dipendenti dell'anagrafe.

Risponda “sì” e la Sua risposta contrasterà invece con il principio di sovranità, perché allora chiunque potrebbe ritenersi sciolto dall’obbedienza allo Stato invocando una nota della CEI.

Risponda “né sì né no" e la sua risposta contrasterà con il principio di non contraddizione, Professore, costringendo noi a rammentarLe che “chi argomenta così in realtà non ha nulla da argomentare, anzi, costui più che ad un uomo somiglia ad una pianta" (Aristotele, Metafisica, Libro IV, Γ, 1006a 12ss.).

Fonte "Una risata ci disseppellirà"

Nella foto il Prof. Emanuele Severino del Dipartimento di Filosofia e Teoria delle Scienze dell'Università degli Studi "Ca' Foscari" di Venezia

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postato da Bernardino F.L. Cardenas; alle 12:03 AM, ,




L'ha fatta grossa

A partire da oggi nasce una nuova rubrica settimanale: "L'ha fatta grossa". Nell'ambito di questa rubrica ogni settimana dedicheremo un post al personaggio che, secondo noi, con una sua dichiarazione o un suo comportamento l'ha fatta più grossa degli altri. Naturalmente il blog rimane sempre aperto ai consigli degli utenti, quindi vi invitiamo segnalarci ogni settimana (via email) i personaggi che secondo voi l'hanno fatta grossa.

Il "L'ha fatta grossa" della settimana se lo aggiudica

il presidente della Lega Calcio Antonio Matarrese

e non poteva essere altrimenti dopo le sconclusionate dichiarazioni rilasciate in merito alle vicende di violenza nello stadio Catania che ha portato alla morte di Filippo Raciti. Durante lo svolgimento dei funerali dell'ispettore capo, quando l'Italia intera sgomenta si raccoglieva attorno alla famiglia Raciti ed alle forze di Polizia, Matarrese, dal suo scranno, tuonava contro lo stop al campionato:"Noi siamo addolorati ma lo spettacolo deve continuare. La Fiat non è che per rilanciarsi ha dovuto fermare le macchine. Ecco, noi vogliamo copiare il rilancio che ha avuto Fiat." - non contento del paragone poco azzeccato, il presidente Matarrese ha continuato - "I morti del sistema calcistico purtroppo fanno parte di questo grandissimo movimento che le forze dell'ordine ancora non riescono a controllare". Secondo Matarrese, quindi, la violenza negli stadi rappresenterebbe la normalità nel sistema calcio e il rimedio a ciò sarebbe, come per la Fiat un buon piano industriale. Detto ciò, ci chiediamo se non sia giunta l'ora che qualcuno provveda a rilevare Matarrese dall'incarico che indegnamente ricopre, regalandogli il tempo libero necessario per leggere Pindaro e dare giusta valutazione alle sue parole “Spesso il silenzio è per l’uomo il miglior proposito”.

Nella foto
il presidente della Lega Calcio Antonio Matarrese

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postato da Bernardino F.L. Cardenas; alle 1:54 PM, ,