L'ha fatta grossa!!!
sabato 7 febbraio 2009
Il Sindaco di Montebello Loris Nisi con le sue dichiarazioni dopo le frane che si sono abbattute sulla strada provinciale S.Elia -FossatoEtichette: A Montebello Jonico, attualità, Cronaca, Fossato Jonico, In Calabria, L'ha fatta grossa, Nella provincia, Politica
postato da Anonimo; alle 11:26 PM,
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L'ha fatta grossa!!!
lunedì 10 novembre 2008
Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, definendo il nuovo Presidente USA Obama, "abbronzato".Etichette: attualità, In Italia, L'ha fatta grossa, Nel mondo, Politica
postato da Anonimo; alle 12:41 AM,
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L'ha fatta grossa!
lunedì 24 settembre 2007
Claudio Burlando, DS, Governatore della Liguria ed ex ministro dei trasporti, che ha percorso "contromano" l’autostrada a Genova Erzelli privo con sè di Patente e Carta d'Identità.Etichette: Cronaca, In Italia, L'ha fatta grossa
postato da Anonimo; alle 11:03 PM,
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L'ha fatta grossa
giovedì 5 luglio 2007
L'ha fatta grossa l'On. consigliere regionale dott. Domenico Crea, che ha accusato il nuovo assessore del comune di Reggio Calabria, Antonella Freno, di aver militato sul versante opposto poco tempo prima, proprio come lui!!!Etichette: L'ha fatta grossa
postato da Anonimo; alle 11:44 PM,
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L'ha fatta grossa
giovedì 3 maggio 2007
L'ha fatta proprio grossa il sindaco di Montebello, Loris Nisi, non presentandosi all'invito per la premiazione di un'alunna del suo comune, vincitrice nel settore poesia a San Giorgio Morgeto.Etichette: L'ha fatta grossa
postato da Anonimo; alle 10:46 AM,
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L'hanno fatta grossa
venerdì 23 marzo 2007
L’esito positivo del sequestro di Mastrogiacomo sta provocando in Italia l’osceno e ipocrita valzer di dichiarazioni e prese di posizione di esponenti del mondo politico e dei media che fino al momento della liberazione del giornalista si erano mostrati uniti e compatti nel chiedere al governo di fare tutto il possibile per ottenere il suo rilascio, approvandone l’operato durante tutto il periodo di gestione del delicato caso. Lo stesso Cossiga il 10 Marzo... aveva addirittura annunciato che “domani nella mia responsabilità di italiano e di cristiano rivolgerò attraverso le colonne del quotidiano ‘Il Tempo’ un appello 'ai Signori delle tribu'! ai signori Talebani! ai signori di Al Qaeda! alla resistenza afghana!' perché sia fatta salva la vita al giornalista della Repubblica Daniele
Mastrogiacomo e gli venga resituita la libertà". Aggiungendo poi il 17 Marzo "Credo proprio che gli Stati Uniti ed il Regno Unito, i loro governi centrali ed i comandi militari delle loro unità in Afghanistan dovrebbero pensare seriamente, insieme al governo afgano, a permettere lo scambio dei prigionieri in vista della liberazione del giornalista Daniele Mastrogiacomo, che hanno accertato, come era ovvio, essere soltanto un giornalista e non una spia". Mentre Casini aveva dichiarato nei giorni cruciali che non si doveva disturbare il manovratore, cioè Prodi e il suo governo. Nel corso delle due settimane del sequestro nessun politico e nessun giornale si era azzardato a contraddire l’azione del governo e a tutti era noto nei giorni precedenti la liberazione che il gruppo di miliziani che aveva in ostaggio Mastrogiacomo non chiedeva soldi ma uno scambio di prigionieri, come del resto succede nei teatri di guerra tra due parti in conflitto. Nessuno poi in Italia ha contestato la determinazione con cui il governo italiano ha fatto pressioni sugli USA e GB nel non frapporre ostacoli con blitz militari o veti nei confronti del governo di Karzai per il rilascio delle persone in questione. Quindi nessuno ha proferito parole contrarie a questa gestione, né tra i media né tra le fila dell’opposizione né tra quelle della maggioranza di governo. Ma, una volta tornato a casa sano e salvo Mastrogiacomo, ecco emergere l’innata e squallida ipocrisia che contraddistingue il nostro Paese con le raffiche di dichiarazioni contro il governo per come ha gestito il sequestro, per il fatto di aver implicitamente riconosciuto i talebani, per aver svenduto la credibilità e la dignità nazionale dell’Italia. Ipocrisia sparsa a piene mani anche in seguito alle dichiarazioni di un anonimo funzionario dell’amministrazione USA che ha criticato il governo italiano per aver costretto Karzai a liberare cinque “terroristi talebani”. Un’ipocrisia che conferma ancora una volta l’assoluto asservimento del nostro Paese ai voleri della potenza americana, gettando indirettamente altro fango anche sulla memoria di Calipari con il malcelato auspicio – fortunatamente irrealizzato - di un remake del finale del sequestro di Giuliana Sgrena. Finora però non c’è stata in merito alcuna presa di posizione ufficiale del governo USA, mentre si sa solo che il giorno della liberazione la Rice si era dichiarata compiaciuta con D’Alema per l’esito positivo della vicenda. Ma anche se dovesse esserci, non farà altro che aumentare a dismisura questa oscena ipocrisia. Ci si chiede perciò qual è il significato che certa stampa, l’opposizione parlamentare e anche esponenti della maggioranza di governo – Di Pietro e Bonino per esempio - danno al concetto di dignità nazionale, di credibilità di un Paese, della sua eventuale inaffidabilità e umiliazione. Chi adesso spara ad alzo zero contro il governo avrebbe dovuto farlo durante i giorni di prigionia di Mastrogiacomo dicendo con onestà a chiare lettere che il governo non doveva assolutamente fare tutto il possibile per liberarlo, dal momento che era ben evidente l’equazione tra “tutto il possibile” e il rilascio degli uomini richiesti dai rapitori. Ma quando prevale l’ipocrisia anche la memoria svanisce di colpo, come nel caso di chi era al governo fino a un anno fa, e in particolare sulle modalità di gestione a quell’epoca dei sequestri di italiani. Negli scorsi anni infatti si sono pagati riscatti milionari, che poi sono ovviamente serviti per acquistare armi, e in cambio della liberazione di Clementina Cantoni - sequestrata in Afghanistan - c’era stato anche un rilascio di persone da parte delle autorità afghane. Non basta. Si ha pure la sfrontatezza di paragonare il sequestro di Mastrogiacomo con quello dei due tedeschi in Iraq, affermando che si sarebbe dovuto adottare la stessa posizione della Merkel che non si piega ai ricatti. Dimenticando però che al governo tedesco è stato chiesto il ritiro delle truppe tedesche dall’Afghanistan, richiesta che era stata fatta anche al governo italiano nei primi giorni del rapimento. Il 10 Marzo infatti Dadullah avrebbe detto al telefono ad un giornalista afghano della France Presse “Entro sette giorni il governo italiano dovra' fissare una data per il ritiro dei suoi soldati dall'Afghanistan”. E a questa richiesta il governo italiano ha ovviamente risposto picche, come ha fatto la Merkel. Né più né meno. Vedremo comunque come si risolverà il sequestro dei due tedeschi in Iraq e come il governo tedesco, che si dichiara “irritato” per i cinque talebani rilasciati, gestirà fino alla fine la vicenda. Ma tornando al Belpaese, tutta questa ipocrisia a 360 gradi si esplicita così platealmente guarda caso proprio a pochi giorni dal voto al Senato sul rifinanziamento della missione militare in Afghanistan; mettendo in luce come sempre la piccolezza meschina e provinciale del nostro Paesello, che non perde occasione per buttarla nella caciara della nostra politichetta interna. Comunque, nella malaugurata ipotesi che qualche altro italiano venga in futuro sequestrato in un teatro di guerra, è sicuro che per l’ennesima volta non si alzerà alcuna voce che dirà chiaramente nei giornali o in Parlamento ”Il governo non deve cedere alle richieste dei rapitori e non deve mobilitarsi per ottenere la liberazione dell’ostaggio. Lasciamolo pure crepare".Nelle foto: il giornalista di Repubblica, Daniele Mastrogiacomo, così come era apparso nel video diffuso dai suoi sequestratori, il Senatore a vita Francesco Cossiga.
Etichette: Cronaca, In Italia, L'ha fatta grossa, Politica
postato da Bernardino F.L. Cardenas; alle 12:42 AM,
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L'ha fatta grossa
martedì 13 marzo 2007
Questa settimana a farla più grossa di tutti è stato il vice sindaco del comune di Montebello Jonico, avv. Carmelo RomeoEtichette: A Montebello Jonico, L'ha fatta grossa
postato da Anonimo; alle 7:14 PM,
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L'ha fatta grossa
domenica 4 marzo 2007
Questa settimana a farla più grossa di tutti è stata la compagnia di telefonia mobile Wind.Dal 5 marzo entra in attuazione il decreto Bersani , che obbliga i gestori di telefonia mobile ad eliminare i costi fissi di ricarica e i limiti di validità del traffico acquistato, ma wind se ne infischia. L'operatore arancione, unico fra le quattro compagnie di telefonia mobile operanti in Italia ( Tim, Tre e Vodafone si sono subito adeguate al decreto Bersani) , infatti ha deciso di mantenre i costi di ricarica. Sfidando il decreto Bersani, Wind ne applicherà i dettami solo ai piani tariffari attivati dopo il 5 Marzo, in quanto ritiene che il decreto non sia retroattivo. Chi volesse non pagare più i costi di ricarica dovrà dunque cambiare piano telefonico con lo svantaggio che questi sono meno convenienti di quelli in vigore sinora.I nuovi piani sostituiranno quelli esistenti dal 5 marzo e solo questi non avranno più i costi di ricarica.Le vecchie ricaricabili invece continueranno a pagare i tanto odiati costi aggiuntivi sulle ricariche da 10 e da 25 euro, in aperta sfida con quanto previsto dal decreto Bersani. Solo le ricariche da 50 euro da sempre non hanno costi extra.Come è accaduto per la Vodafone, anche il gestore di telefonia mobile Wind annuncia rincari nelle tariffe che avranno, come già visto nella compagnia britannica, scatti di 30 secondi. Inoltre lo scatto alla risposta sfiorerà in alcuni casi anche i 17 cent. Sparirà anche la mini ricarica da 4 euro, un'azione che colpirà duramente le fasce più giovani della clientela Wind. Secondo Wind bisogna cambiare il profilo tariffario se si vuole usufruire del vantaggio di non pagare i costi di ricarica. A noi sembra un comportamento scorretto, tuttavia secondo l'azienda tutto è stato fatto entro i limiti del decreto. Intanto, le associazioni dei consumatori sono già scese in campo, con la Codacons a guidare la protesta. Qualsiasi costo di ricarica applicato agli utenti della telefonia mobile dopo il 5 marzo sarà considerato illegale e, come tale, denunciato dinanzi le competenti autorità – si legge nel comunicato stampa dell’associazione a favore di consumatori. “Chiediamo all’Autorità per le comunicazioni di verificare i nuovi piani tariffari degli operatori telefonici per accertare se al loro interno si celino aumenti a discapito degli utenti" – afferma il Presidente Codacons, Carlo Rienzi. Le compagnie che decideranno di fare le “furbe”, scaricando sui consumatori i minori introiti derivanti dal taglio ai costi di ricarica, o quelle che continueranno a imporre tale balzello, dovranno essere pesantemente sanzionate”. Per il Codacons inoltre i gestori telefonici devono restituire agli utenti le somme incassate per i costi di ricarica, relativamente al periodo che va dall’entrata in vigore del Decreto Bersani (2 febbraio) al 5 marzo, in quanto tale tassa si considera vietata dal momento di entrata in vigore dei provvedimenti del Ministro per lo Sviluppo.
Nell'immagine i loghi delle quattro compagnie di telefonia mobile operanti in Italia.
Fonte Google News
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postato da Bernardino F.L. Cardenas; alle 12:01 AM,
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L'ha fatta grossa
lunedì 26 febbraio 2007
L'ha fatta proprio grossa Massimo D'Alema. Il suo intuito, stavolta non è bastato. Fidandosi forse un po' troppo di se stesso, dell'antiberlusconismo, che fin'ora ha sempre reso coeso il centrosinistra, e dell'appoggio dei senatori a vita, D'Alema, nell'illustrare al Senato le linee guida della politica estera del governo, ha lanciato la sua sfida: "E' venuto il momento delle assunzioni di responsabilità. Chi condivide la politica estera del governo lo voti, chi non la condivide voti contro. Per noi è fondamentale misurare il consenso di quest'Aula, condizione preziosa per andare avanti con il lavoro". Purtroppo i Senatori Ferdinando Rossi (PdCi) e Franco Turigliatto (PRC) hanno accettato la sfida e i loro due voti uniti alle defenizioni dei Senatori a vita Francesco Cossiga, Giulio Andreotti, Sergio Pininfarina alla fine hanno fatto la differenza facendo cadere rovinosamente il Governo Prodi. Governo che si è fatto male da solo. La vecchia volpe poteva fare a meno di chiedere e di effettuare la verifica sulla sua politica estera, eppure l’ha fatto ugualmente, commettendo un grave, errore. Ingenuità o presunzione? Ai posteri l'ardua sentenza.Nella foto l'ormai ex Ministro degli Esteri Massimo D'Alema
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postato da Bernardino F.L. Cardenas; alle 1:04 PM,
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L'ha fatta grossa
lunedì 19 febbraio 2007
Questa settimana a farla più grossa di tutti è stato
il Prof. Emanuele Severino (Università di Venezia)
A fargli vincere "l'ambito premio" le dichiarazioni rilasciate sul Messaggero in cui afferma che l’annunciata nota con cui la CEI richiederà di votare in Parlamento contro la legge sulle unioni civili va considerata legittima, perché “essa vincolerà bensì i singoli parlamentari cattolici, se lo vorranno, ma giammai lo Stato”.D’accordo Professore ma se, approvata eventualmente la legge, la CEI chiedesse poi ai dipendenti cattolici dell'anagrafe di non applicarla, tale richiesta andrebbe pure considerata legittima?
Risponda “no”, Professore, e la Sua risposta contrasterà con il principio di eguaglianza, perché l'obbedienza alle richieste della Chiesa sarebbe consentita ai parlamentari, ma non ai dipendenti dell'anagrafe.
Risponda “sì” e la Sua risposta contrasterà invece con il principio di sovranità, perché allora chiunque potrebbe ritenersi sciolto dall’obbedienza allo Stato invocando una nota della CEI.
Risponda “né sì né no" e la sua risposta contrasterà con il principio di non contraddizione, Professore, costringendo noi a rammentarLe che “chi argomenta così in realtà non ha nulla da argomentare, anzi, costui più che ad un uomo somiglia ad una pianta" (Aristotele, Metafisica, Libro IV, Γ, 1006a 12ss.).
Fonte "Una risata ci disseppellirà"
Nella foto il Prof. Emanuele Severino del Dipartimento di Filosofia e Teoria delle Scienze dell'Università degli Studi "Ca' Foscari" di Venezia
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postato da Bernardino F.L. Cardenas; alle 12:03 AM,
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L'ha fatta grossa
lunedì 12 febbraio 2007
Il "L'ha fatta grossa" della settimana se lo aggiudica
e non poteva essere altrimenti dopo le sconclusionate dichiarazioni rilasciate in merito alle vicende di violenza nello stadio Catania che ha portato alla morte di Filippo Raciti. Durante lo svolgimento dei funerali dell'ispettore capo, quando l'Italia intera sgomenta si raccoglieva attorno alla famiglia Raciti ed alle forze di Polizia, Matarrese, dal suo scranno, tuonava contro lo stop al campionato:"Noi siamo addolorati ma lo spettacolo deve continuare. La Fiat non è che per rilanciarsi ha dovuto fermare le macchine. Ecco, noi vogliamo copiare il rilancio che ha avuto Fiat." - non contento del paragone poco azzeccato, il presidente Matarrese ha continuato - "I morti del sistema calcistico purtroppo fanno parte di questo grandissimo movimento che le forze dell'ordine ancora non riescono a controllare". Secondo Matarrese, quindi, la violenza negli stadi rappresenterebbe la normalità nel sistema calcio e il rimedio a ciò sarebbe, come per la Fiat un buon piano industriale. Detto ciò, ci chiediamo se non sia giunta l'ora che qualcuno provveda a rilevare Matarrese dall'incarico che indegnamente ricopre, regalandogli il tempo libero necessario per leggere Pindaro e dare giusta valutazione alle sue parole “Spesso il silenzio è per l’uomo il miglior proposito”.Nella foto il presidente della Lega Calcio Antonio Matarrese
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postato da Bernardino F.L. Cardenas; alle 1:54 PM,
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